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L’ADDIO

Ci ha lasciati Maria Lampo, un monumento della moda “Made in Positano”

Identità, Imprese, Made in Sud | 19 Novembre 2017

Negli anni settanta e fino agli ottanta dicevi Maria Lampo – nella foto qui su, l’ultima scattata nel suo negozio positanese – e ti venivano in mente le stoffe tipiche e inconfondibili Made in Positano, che ne hanno fatto per anni la patria delle “pezze”, molto prima dell’arrivo delle stoffe orientali che ormai invadono la maggior parte dei negozi sulla costiera amalfitana, segno di una perdita di identità lenta e costante.

Quello di Maria Lampo, storica sarta positanese che ci ha lasciati in questi giorni, è stato uno tra i primi negozi aperti a Positano dopo la seconda guerra mondiale, quando il paese era ancora un borgo di marinai. Il dopoguerra offriva ben poche rosee prospettive ma l’inventiva di Alfonso, il marito, e Maria che così misero fuori al loro negozion il cartello “SI ESEGUONO PANTALONI SU MISURA”. I primi clienti, incuriositi dal cartello, cominciarono così a entrare nel negozio e, prese le misure, domandarono quanto tempo occorresse per realizzarli. “Andate a fare il bagno, tornate tra due ore e saranno pronti” rispondeva Maria. E così era, puntualmente. “Maria sei un lampo!” disse qualcuno. E nacque così il nome che l’accompagnò tutta la vita, “Maria Lampo”.

Raccontava Massimo Capodanno sul suo blog positanese, qualche tempo fa, che poco dopo a Positano vennero i primi americani e gli inglesi. “Maria che aveva soltanto studiato fino alla terza elementare si sentiva a disagio. Non capiva la loro lingua. Con molta umiltà andò a lezioni di inglese presso la signora Brandt, una tedesca che viveva a Postano. Così imparò le prime parole chiave per il suo mestiere: “good morning, thank-you, trousers, skirts or dress, bathing-suit.”. Con i fazzolettoni di cotone colorato, quelli che i contadini portavano al collo durante le ore di lavoro in campagna e che oggi vengono chiamati ” bandane”, Maria ha fatto “la sua fortuna”.

E fino a settembre scorso Maria è stata sempre lì, al suo solito posto, sorridente e accogliente pronta ad accontentare il nuovo arrivato e a seguirlo personalmente. All’interno del negozio c’è un intera parete di fotografie che ritraggono Maria con un personaggio diverso, da Dustin Hoffman a Colin Farrell.

Nella metà degli anni ’60, in tutto lo Stivale, il pantalone di lino e il costumino da bagno di Maria erano già famosi e di prestigio.

Racconta ancora Capodanno: “Ambivamo tutti a possedere il pantalone su misura e ancora di più il costume da bagno a calzoncino confezionato con i fazzolettoni di cotone blu o rossi. Non si poteva scendere in spiaggia senza quei mitici pantaloncini da bagno. Tanto che ci organizzammo a fare una volata in macchina Roma-Positano- Roma per acquistare per tutta la comitiva quei costumi così ” FORTI”.

Un secondo aneddoto, ancora raccontato da Massimo: “Un gruppo di giapponesi in visita a Positano si presentò nella sua boutique e dopo aver acquistato gonne, pantaloni e costumi da bagno chiese della titolare. Quando Maria incuriosita si presentò le mostrarono una copia di una rivista giapponese che pubblicava un servizio su di lei e le hanno chiesto l’autografo. “Il vero segreto di Maria Lampo fin da quando lasciò la terza elementare per andare a ” faticare ” nella bottega di alimentari della famiglia era il suo naturale sovoir faire, la sua simpatia innata, la sua intuizione nel capire i desideri del cliente e la sua grande capacità di trattare con grazia infinita il prossimo”.

In questi cinquant’anni, la moda si è evoluta e trasformata con i suoi boom e clamorosi ritorni ma “Maria Lampo” è rimasta se stessa. Chi voleva comprare ancora le stoffe originali positanesi era da lei e solo da lei che andava: una sarta che ha saputo tenersi all’avanguardia ed offrire sempre e comunque capi raffinati e di tendenza cuciti però con quelle fantasie che si trovano solo ed esclusivamente nel più bel paese della costiera.

Positano ora piange Maria, una figura storica delle imprese sartoriali del paese, che a noi piace ricordare anche come una delle prime donne imprenditrici del nostro Sud.

Lucilla Parlato

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 19 Novembre 2017 e modificato l'ultima volta il 19 Novembre 2017

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