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L’ADDIO

Il covid si porta via lo scrittore Luis Sepulveda

Mondo | 16 Aprile 2020

Addio a Luis Sepúlveda: la sua incredibile voce, sospesa tra l’America latina a cui apparteneva e l’Europa dove si era rifugiato, si è spenta in un ospedale delle Asturie. Covid-19 ha ucciso anche lui, l’ultimo dei combattenti. Aveva 70 anni.

Esule politico, guerrigliero, ecologista, viaggiatore dal passo ostinato e contrario, esordì con un racconto bollato come pornografia dal preside del suo liceo, a Santiago del Cile. “Era il ’63. Ci innamorammo tutti della nuova professoressa di storia. La signora Camacho, una pioniera della minigonna”. Un compagno di classe gli chiese di scrivere una storia su di lei. Quindici-diciotto pagine. Finirono nelle mani del preside: “Questa è pornografia”, gli disse. Provò a replicare: “Letteratura erotica”. “Pornografia – tagliò corto – ma scritta molto bene”.

La vita

Luis Sepulveda nacque il 4 ottobre del 1949 nella città cilena di Ovalle. Figura fondamentale per lui è quella del nonno paterno, l’anarchico andaluso in esilio e condannato a morte, Gerardo Sepulveda Tapia, con il quale crebbe presso la città di Valparaìso; altra figura determinante per il giovane Sepulveda è lo zio Pepe, anche lui anarchico. Saranno loro a trasmettergli l’amore per la letteratura.

Giovanissimo si iscrive a Gioventù comunista

Giovanissimo si iscrive alla Gioventù comunista e scrive per il quotidiano “Clarìn”. A vent’anni il suo primo libro di racconti, “Crònicas de Pedro Nadie” riceve il Premio Casa de las Americas e una borsa di studio per corsi di drammaturgia presso l’Università Lomonosov di Mosca. Resterà nella capitale russa solo pochi mesi a seguito di uno scandalo per la sua relazione con l’insegnante di letteratura slava, che lo fa espellere per atteggiamenti contro la morale. Comincia la sua vita di errabondo. Torna in Cile, ma ha forti scontri con il padre e viene espulso dalla Gioventù comunista. Entra nelle file dell’Ejercito de Liberacion Nacional in Bolivia.

Tornato in patria diventa regista e giornalista. Poi la tortura con Pinochet

Tornato in patria scrive racconti, si diploma regista teatrale, fa il giornalista radiofonico, allestisce spettacoli, dirige una cooperativa agricola. Entra come membro del partito socialista nella guardia personale di Salvador Allende. Ribelle e anticonformista studia i maggiori pensatori di sinistra, finché nel 1973, con il colpo di stato di Augusto Pinochet, viene arrestato e torturato. Per 7 mesi è prigioniero in uno stanzino che non gli consente neppure di alzarsi in piedi. Amnesty International interviene più volte con appelli in suo aiuto e infine ne ottiene la liberazione a prezzo dell’esilio per 8 anni.

La fuga in Brasile e Paraguay

Scappa in Brasile e poi in Paraguay, quindi è nella capitale dell’Equador dove riprende la sua attività di drammaturgo. Collabora con l’Unesco per cui studia l’impatto dell’occidente sulla popolazione di indios Shuar; vive in Amazzonia e da qui trarrà spunto per “Il vecchio che leggeva Romanzi d’amore”. Ottiene la cittadinanza del Nicaragua, si sposta quindi ad Amburgo e lavora assiduamente per Greenpeace fino al 1986. Sposata Carmen Yanez (da cui anni dopo divorzierà per poi risposarla), si trasferisce in Spagna.

Il successo mondiale con la Gabbianella e il gatto

 

E’ scrittore apprezzato con “Il Potere dei sogni”, “Cronache dal cono Sud”, “Patagonia Express” e soprattutto il dolcissimo “Storia di una gabbianella e del gatto le insegnò a volare”, che è un successo mondiale.

Sulla scia di questo suo titolo acclamato arriveranno poi negli anni “Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico”, “Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza”, “Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà”, e da ultimo nel 2018 “Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa”.

Il suo film diventa un cartoon grazie al napoletano Enzo D’Alò

Nastro d’argento come miglior film d’animazione di quell’anno al napoletano Enzo D’Alo, la Gabbianella e il gatto è stato anche un cartoon diffuso in tutto il mondo e di grande impatto, amato dai bambini di mezzo pianeta. Uscito alla fine del 1998, incassò oltre 12 miliardi di lire ed è stato la pellicola d’animazione italiana di maggior successo commerciale.

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 16 Aprile 2020 e modificato l'ultima volta il 16 Aprile 2020

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