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L’ADDIO

Muore Tindara Agnello, aveva nobilitato le coppole nella sua Sicilia

Attualità, Identità | 25 Febbraio 2019

E’ morta Tindara Agnello, art director de “La coppola storta” ad appena 35 anni. Un malore se l’è portata via all’improvviso, lasciando tutti in un dolore sconfinato… Con la sua creatività, il suo ingegno, era riuscita a riabilitare la coppola siciliana, rendendolo un accessorio alla moda e non più solo il cappello simbolo della mafia vecchio stampo.

Aveva trasformato, Tindara, la coppola in un’icona di stile. E noi – sue clienti storiche, che non mancavamo di fare tappa da lei nel negozio Coppola Storta di Palermo ogni volta che sbarcavamo in Sicilia – proprio per questo, perché rappresentava un’eccellenza del sud, l‘avevamo intervistata negli scorsi anni. 

Il manovratore decisivo di questa meravigliosa storia siciliana controcorrente ci raccontava di quanto fosse stata dura tornare e inventarsi un lavoro. Ma non era pentita. “Qui in Sicilia portare avanti progettualità è più difficile. Ho visto tutta la mia generazione emigrare. Sia chiaro: è bello confrontarsi con altro, ma poi bisogna tornare e applicare qui quello che si impara fuori. Sempre che emigrare non sia una necessità. La Sicilia è ricchissima di risorse creative: bravissimi artigiani, straordinari designer, eccellenti grafici. Eppure non ci sono realtà disposte a produrre, a lanciare questi talenti. E’ questo che manca. Palermo è tagliata ancora troppo fuori dal mondo della moda, mancano stimoli, spunti, bandi per l’imprenditoria giovanile. Insomma: ci sono tantissimi creativi, ma pochi produttori. Bisognerebbe creare un circolo virtuoso”.

Ma avevamo parlato di lei anche quando le sue coppole erano state esposte tra i “pezzi” della moda all’italiana nella mostra delle icone di stile che si tenne al Moma di New York.

Tindara, con le sue abilità e la sua intelligenza brillante, che l’aveva portata a studiare fuori per poi rientrare in “Patria”aveva trasformato uno degli oggetti associati ai “padrini” in icona di stile.

Palermo piange una giovane designer e imprenditrice, che nella sua città era voluta restare, scommettendo sul lavoro in anni difficili, di crisi e di saracinesche chiuse. E alla sua Palermo Tindara aveva  rubato energie e illuminazioni, tanto da costruirci sopra la propria brillantissima carriera. Così aveva contribuito a restituire, con la sua piccola avventura creativa, un’immagine diversa della città. Differente, alternativa, consapevole.

La sua idea era fare impresa su basi etiche e culturali, fra il territorio e il resto del mondo. Aveva coinvolto tante donne nel suo lavoro, che lavoravano le coppole a mano, coppole uniche, bellissime, dai colori sgargianti…

La coppola reinventata – con tanto di etichetta Made in Sicily – ha rappresentato una rottura profonda col passato, con un immaginario ammuffito e intriso di riferimenti alla mafia, per trasformarsi grazie alla creatività e all’ingegno di Tindara in oggetto di stile, di eleganza, di libertà compositiva. Folle, storta, irregolare, disobbediente e bellissima: un messaggio prezioso in un cappello.

Oggi il mondo della moda piange la morte dell’imprenditrice palermitana: ad annunciare la sua scomparsa, ad appena 35 anni, è stato Manfredi Agnello, anche lui noto imprenditore, con un post su Facebook: “Sei andata a disegnare le tue coppole lassù…fra gli angeli…”.

Dal 1999 le coppole realizzate a mano da sarte di San Giuseppe Jato e assemblate nella fabbrica di Piana degli Albanesi vengono vendute in tutto il mondo. Sulla porta del negozio di Palermo, in via dell’Orologio, a due passi dal Teatro Massimo, trova spazio l’adesivo di Addiopizzo. La coppola è stata colorata, reinventata e indossata – appunto – storta. Un modo per rompere col passato, con gli stereotipi. Nella moda, nella vita quotidiana. Nata come una piccola realtà, si è fatta strada.

“Siamo orgogliosi perchè la coppola come simbolo positivo sarà universalmente riconosciuto” diceva dopo la mostra di New York, orgogliosissima.

Ed è lutto a Palermo e in tutta la Sicilia: “A nome mio, della Giunta e di tutta l’Amministrazione comunale – ha commentato il sindaco Leoluca Orlando – voglio esprimere la mia vicinanza alla famiglia Agnello per il gravissimo lutto che l’ha colpita. E’ una notizia che ci riempie di tristezza; è un lutto che priva la città di una donna che con passione, visione e amore ha saputo coniugare la cultura e l’impresa, l’impresa e l’orgoglio della propria sicilianità”.

 I funerali questa mattina nella Chiesa Madre di Bagheria a Palermo. Ciao Tindara, ci hai reso orgogliosi della nostra terra col tuo ingegno. Ci mancherai!

Lucilla Parlato

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 25 Febbraio 2019 e modificato l'ultima volta il 25 Febbraio 2019

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