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L’ALLARME

Ai Ponti Rossi rischia la chiusura la biblioteca Flora

Cultura | 3 Febbraio 2020

La biblioteca Flora, dedicata all’omonimo intellettuale, sita ai Ponti Rossi in via Nicola Nicolini, è da decenni punto di incontro e ritrovo di centinaia di studenti della terza municipalità e quartieri limitrofi.

Nonostante la presenza di varie problematiche da diversi anni, recentemente è ritornata al centro dell’attenzione in seguito alla segnalazione da parte del Presidente della Commissione Cultura della III Municipalità, Gabriele Petagna, che ha evidenziato la necessità di manutenzione, tra cui un fondamentale problema all’impianto del bagno delle donne, che è fuori uso.

A questo motivo di natura strutturale, se ne aggiungono due ben più gravi: la Biblioteca Flora ha la propria sede in un locale che non appartiene al comune di Napoli e dunque è un costo che probabilmente il comune potrebbe risparmiarsi, delocalizzandolo.

In secondo luogo, c’è una carenza di dipendenti nei locali: sono presenti solo due dipendenti comunali, di cui uno prossimo alla pensione, a fine mese: ad aiutarli 3 dipendenti Lsu – lavori socialmente utili – che non possono lavorare senza la presenza dei dipendenti del comune.

Nonostante per ora non si rischi ancora la chiusura biblioteca, questi problemi vanno risolti.

Per ora già ci sono le prime conseguenze: nei prossimi giorni saranno limitati l’orario di apertura della struttura.

Ma quali sono le possibili soluzioni per salvare la biblioteca Flora? In una lettera di pochi giorni fa al Vice Sindaco Panini e all’assessore alla Cultura de Majo, è stata chiesta l’assegnazione di un ulteriore dipendente comunale per sostituire il vuoto ormai prossimo, oltre che la richiesta a case editrici e testate giornalistiche della concessioni di libri non più commerciabili, abbonamenti e-book, o la fornitura giornaliera di quotidiani per la loro libera consultazione da parte degli studenti.

Un’alternativa alla problematica strutturale è stata invece trovata in via Abate Minichini, poco distante dall’attuale collocazione della biblioteca, nel Palazzo Fuga – l’albergo dei poveri – di proprietà del comune: ciò permetterebbe un eventuale ampliamento del servizio, senza delocalizzarlo, privandone il quartiere.

Un ulteriore segnalazione, riguardante la questione del fitto passivo attorno a cui ruotano le recenti polemiche, è stata invece fatta dalle entità politiche di opposizione, che hanno mobilitato la corte dei conti: in un volantino del PD affisso fuori la biblioteca vediamo i nomi degli stessi che hanno portato l’attenzione sul fitto passivo alla Corte dei Conti, nonostante sia nata proprio dal partito la causa di questo male, in quanto ha approvato diversi anni fa il fiscal compact, meccanismo economico che prevede un pareggio di bilancio, che sta causando problemi economici non poco gravi al Comune di Napoli, come ad esempio la recente bocciatura del bilancio da parte della corte costituzionale, che porta a tagli e difficoltà nel mantere e saldare i debiti.

Da parte delle istituzioni c’è l’augurio della ripresa di una piena funzionalità del personale assieme alla risoluzione delle questioni economiche: nel prossimo futuro si prospettano eventi e manifestazioni per dargli nuova vita e una prospettiva.

Dal popolo, dai giovani studenti, martoriati dai tagli all’istruzione e ai servizi pubblici, c’è l’augurio di potersi permettere, nonostante le difficoltà sia sociali che economiche, di studiare e mantenere vivo uno spazio che deve diventare argine ai malanni della città, un faro di speranza per il riscatto sociale di un quartiere.

Ciro Giso

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 3 Febbraio 2020 e modificato l'ultima volta il 3 Febbraio 2020

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