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L’ALLARME

Baskin Napoli senza campo: così lo sport diventa esclusione

Sport | 19 Febbraio 2020

Ci siamo più volte occupati di Baskin, disciplina sportiva che coniuga il Basket e l’inclusione. Una realtà che vede migliaia di appassionati e praticanti, normotipici e diversamente abili, tutti insieme a passarsi la palla sotto il canestro, sovvertendo le regole classiche della pallacanestro per permettere veramente a tutti di fare squadra.

Ci era da subito piaciuto tutto questo e ci siamo augurati che potesse prendere piede anche a Napoli ed in Campania.

Purtroppo, però, e per motivi che continuano a sfuggirci, pare che le istituzioni tutte non riescano proprio a rendersi conto dell’importanza di certe realtà in termini sociali e non solo.

Riceviamo notizie da parte di Vittorio Scotto di Carlo, punto di riferimento per il Baskin a Napoli, che ci informa di una situazione paradossale.

Da quello che ci racconta, da quest’anno, i ragazzi e le ragazze del Baskin, normotipici e diversamente abili, non avranno più un posto in cui praticare. Dal 2018, infatti, gli amici del Baskin erano ospitati dai Salesiani di via Don Bosco. Ma a Giugno 2019, come una doccia fredda arriva il benservito da parte degli stessi: la struttura sarà data in gestione e tanti saluti. Il Baskin, col suo bagaglio umano e professionale, è fuori.

Si cercano invano alternative finché non si realizza una verità feroce con cui troppe volte abbiamo dovuto fare i conti: a Napoli è impossibile fare Sport. Se poi lo Sport si coniuga con l’inclusione, la sconfitta ha un sapore ancor più amaro.

Si é provato anche a chiedere uno spazio nel polifunzionale di Soccavo che, purtroppo, risulta chiuso dal termine delle Universiadi.

Ancora, si prova a chiedere alla scuola del Caccioppoli in via nuova del campo alla Doganella, ma anche qui viene risposto picche.

Poi è la volta del Palastadera, chiuso da anni ma che, come ci viene detto, sarà dato in gestione dal Comune per 700.000 mila euro per 20 anni.

Di recente si è appreso che anche la palestra della scuola De Filippo di Ponticelli, luogo in cui si tenne il primo corso di Baskin per insegnanti, non è agibile.

Tristissimo dover osservare che al di fuori della Campania il Baskin trova consensi incredibili ovunque e un sostegno da parte delle varie forze politiche che noi possiamo solo sognare. In una regione che ha speso milioni per gli impianti sportivi grazie all’Universiade.

I ragazzi del Baskin, quelli che maggiormente hanno bisogno di spazi per l’inclusione e la condivisione, però, sono rimasti soli.

Ed è solo grazie al Comune di Casalnuovo, nella persona dell’Assessore Biagio Antignani, se almeno il sabato pomeriggio possono allenarsi da qualche parte.

A pochi giorni di distanza dalle celebrazioni per la prematura scomparsa di Kobe Bryant al campo di via Montedonzelli, tra l’altro chiuso per inagibilità, il Basket dell’inclusione viene cestinato dalle stesse istruzioni che si perdono dietro ad iniziative di facciata. La politica che volta le spalle ai più deboli è il vero fallimento di tutta questa storia.

In tutto questo, il Comune di Napoli non ha trovato di meglio da fare che suggerire ai responsabili del Baskin di fare richiesta di asilo direttamente alle scuole. Peccato che le scuole abbiano la facoltà di decidere autonomamente se sposare o meno un’iniziativa. E, nella fattispecie, l’iniziativa è stata rifiutata da quasi tutte le scuole contattate.

Speriamo di riuscire a lanciare un S.O.S. per i nostri amici del Baskin alle istituzioni tutte, affinché questo enorme patrimonio umano non venga sprecato.

Ci auguriamo di vincere una partita che, per il momento, vede i più deboli in svantaggio. Anche se a perdere siamo tutti.

Drusiana Vetrano

Un articolo di Drusiana Vetrano pubblicato il 19 Febbraio 2020 e modificato l'ultima volta il 19 Febbraio 2020

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