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L’ALLARME

Progetto Unesco, il censimento del Comitato Portosalvo dopo il crollo agli Incurabili: ecco gli edifici a rischio

Beni Culturali | 29 Marzo 2019

Antonio Pariante, del Comitato Portosalvo, da tempo denuncia che il programma dei restauri Unesco non procede come avrebbe dovuto. Tant’è che il grande patrimonio di chiese di Napoli resta in pericolo, soprattutto nei Decumani, con decine di chiese a rischio crollo.

Così Pariante, uno che fa incazzare assai amministrazione comunale e municipalità con le sue denunce, propone oggi una lista di “chiese in pericolo” per descrivere le dimensioni del fenomeno, evidenziando le situazioni più gravi.

Un lavoro che con Identità Insorgenti stiamo portando avanti da un po’ con Enzo Di Paoli con la rubrica “Chiese Chiuse” dove nelle scorse settimane vi abbiamo raccontato della chiusura di Santa Croce del Purgatorio al Mercato, di quella di San Giovanni Battista delle Monache  e soprattutto di Sant’Agostino alla Zecca.

Oggi dopo l’ennesimo crollo avvenuto nel cuore del centro storico di Napoli, nella chiesa degli Incurabili,  il Comitato di Portosalvo, da decenni impegnato in difesa delle chiese di Napoli, rilancia l’allarme e denuncia un sostanziale aggravamento degli edifici del culto dismessi: “La metà delle chiese di Napoli è in malora e decine di esse sono a rischio crollo” spiega Pariante denunciando la situazione degli edifici ecclesiastici napoletani. “Quasi la metà delle oltre 500 chiese napoletane sono nei Decumani e la maggioranza di queste risultano lì abbandonate all’incuria e al degrado da tempo immemore. Lunga la lista delle chiese che sono esposte a maggior rischio, tra queste si segnalano per gravità quelle di Santa Maria a Piazza; la Scorziata; San Biagio dei Caserti; Santa Maria Cosmedin; Gesù e Maria; San Nicola alla Carità; Santa Croce al Mercato; la Trinità alla Cesarea; San Giuseppe alla Scalze; Santa Maria delle Grazie a Caponapoli; la Cappella di Palazzo Spinelli e la stessa Santa Maria di Portosalvo che, nonostante il cantiere, lamenta seri problemi di staticità da molto tempo”.

A queste se ne aggiungono altre, non solo dentro l’area Unesco, soggette in questi anni a crolli o problemi serissimi: San Paolo Maggiore, la Chiesa dei Girolomini, San Giovanni Battista delle Monache, Santa Maria del Pianto, prossima al collasso.

Pariante chiede che dopo gli ultimi accadimenti, che certificano il totale fallimento del Grande Progetto Unesco, si auspica un attento monitoraggio da parte degli enti preposti per evitare nuovi e clamorosi crolli nel centro antico più importante e più grande d’Europa. .

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 29 Marzo 2019 e modificato l'ultima volta il 29 Marzo 2019

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