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L’ALTRA PIZZERIA

Terra Mia, minacciata dalla camorra, al Centro Storico. Iniziativa solidale stasera a Forcella

Attualità | 17 Gennaio 2019

“Lui è Mario Granieri, ha una piccola (e buona) pizzeria aperta da maggio a Forcella, il 4 Gennaio sono andati a sparargli dentro la porta, il 5 Gennaio sono andati a minacciarlo perché non denunciasse, il 7 Gennaio è andato a denunciare. Ha due figli piccoli, ha avuto una vita difficile e non vuole abbassare la testa. La sua pizzeria l’ha chiamata Terra Mia, in via Carminiello ai Mannesi 19. Questa sera ci sarà una iniziativa di solidarietà nella sua pizzeria”, scrive Gaia Bozza, collega di Sky, sul suo profilo fb.

Dopo l’attentato a Sorbillo, sulla Gazzetta il pizzaiolo esclude la matrice camorristica

Gino Sorbillo invece non pensa che il suo attentato sia opera della camorra. Alla Gazzetta dello Sport ha detto: “Non ho ricevuto avvertimenti. Io sono un ex carabiniere, se mi avessero minacciato avrei denunciato subito. Quello che mi amareggia di più è che hanno messo una bomba in un locale che è un simbolo della rinascita di questa città: lavoro da anni per riportare il centro storico alla luce, ai turisti, ai clienti locali e internazionali, e all’improvviso mi fanno chiudere così. Ho paura che sia un avvertimento destinato ad altri commercianti, che abbiano colpito me per lanciare il messaggio: ‘Se lo abbiamo fatto a Sorbillo lo possiamo fare a tutti. Riapriremo entro pochissimi giorni, non ci fermiamo. I danni sono di alcune migliaia di euro, ma quello che mi preoccupa è che poteva scapparci il morto. Io ho un guardiano notturno che era dentro alla pizzeria, se fosse stato vicino all’ingresso in quel momento chissà che cosa sarebbe successo. E a quell’ora via dei Tribunali è ancora piena di gente, di studenti e di ragazzi. Non oso immaginare cosa sarebbe potuto accadere… Non ho nemici conclamati: anche l’incendio che ha distrutto il mio locale 5 anni fa è arrivato all’improvviso. E non si è mai saputo il colpevole. La via è piena di telecamere, solo nei miei locali ce ne sono 16: ora la polizia sta guardando i filmati, si vede un vigliacco che piazza l’ordigno e scappa. Spero lo prendano: non escludo che sia qualcuno dell’ambiente degli stadi, perché io qualche settimana fa mi sono schierato contro il razzismo e la violenza nel calcio e tante persone hanno colto l’occasione per offendermi. Magari è un episodio collegato a quello. Mi fa male che si colpisca chi si sforza per migliorare questa città: è una bomba che peggiora Napoli, che peggiora il mondo, come se la mettessero a Piccadilly Circus a Londra. Ma non fermeranno né me né i miei colleghi: mi hanno già chiamato in tanti, dal questore al sindaco, da Cracco a Oldani. E domani si festeggia il protettore dei pizzaioli, Sant’Antonio, nonostante questa ferita”.

Sul Mattino conferma la versione

“La vera camorra ormai è sparita, noi non abbiamo avuto avvertimenti, i soldi ormai si fanno con la droga” spiega invece Sorbillo al Mattino.

Su Terra Mia invece non c’è dubbio che sia il racket

Ma nel caso di Terra Mia, pare che invece non sia sparito proprio nulla e che sia indubbia la matrice estorsiva tipica della camorra.  Scrive Paola Filardi, che su Forcella ha lanciato numerose iniziative: “Forcella 2 Gennaio e 6 Gennaio. Biagio D’Antonio, giovane padre di famiglia, la mattina del 2 gennaio va a Forcella, in Via Vicaria Vecchia ad aprire la sua attività e trova la porta crivellata di colpi. Quattro giorni dopo, venti metri più su, a Carminiello ai Mannesi, altro padre di famiglia, Mario Granieri, si reca ad aprire il suo ristorante e anche lui trova la porta crivellata di colpi.
Nessun clamore, tanto è normale, siamo a Forcella giusto? In un’area di neanche un km quadrato, nel pieno centro storico di Napoli, questa ennesima barbarie passa quasi inosservata, perché tanto in quel budello, in quella terra di nessuno tutto può accadere, so’ cavoli loro! Attendiamo le solite passerelle, i soliti assessori e il loro entourage, perché Forcella, nel bene e nel male serve solo a chi viene a pulirsi la bocca e la faccia.
Nel frattempo il territorio si rialza ancora e da solo ne verrà fuori, ma questa volta la c.d. “società civile” faccia la sua parte realmente, che di chiacchiere ci avete abboffati!
Rinascita di Forcella darà inizio a una serie di attività di sostegno e di solidarietà dove siamo chiamati tutti a dare una mano. Biagio non chiuderà la sua attività per questo e ancor meno Mario che da un anno sta facendo i salti mortali!
Forcella è Napoli e lì ci vive gente “faticatrice” e onesta e chi si gira dall’altro lato, storcendo pure il naso, è complice nella stessa misura di quelli che la vogliono distruggere”.

E oggi dunque giovedì 17 gennaio, alle ore 20,30, il Comitato Rinascita di Forcella ha convocato la città  presso la pizzeria/trattoria Terra Mia in Via Carminiello ai Mannesi (trav. di Via Duomo) per sostenere (non solo a parole) le attività commerciali di  Mario e Biagio che neanche 10 giorni fa, a distanza di qualche ora, sono state colpite dalla vigliacca mano della camorra con quasi 20 proiettili di pistola. “

Non lasciamo solo Mario Granieri, né ora né soprattutto quando i riflettori saranno spenti.

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 17 Gennaio 2019 e modificato l'ultima volta il 17 Gennaio 2019

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