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L’ANALISI

La vittoria tutta in discesa di De Luca, candidato senza oppositori. Più 700mila voti rispetto a 5 anni fa

Politica | 22 Settembre 2020

Ha vinto de Luca, anzi, ha stravinto: è il dato inequivocabile che emerge dalla due giorni elettorale. Quando ancora mancano meno di 200 sezioni alla fine dello scrutinio, il presidente uscente è ad oltre il 69% delle preferenze, con oltre un milione e seicento mila voti, con un incremento rispetto a cinque anni fa di oltre il 65% (furono 987.927 le persone a votarlo cinque anni fa).

L’affluenza

L’effetto covid, per quanto riguarda l’affluenza alle urne, non c’è stato: si temeva un’affluenza bassa per questa tornata elettorale ed invece in Campania si è registrato un aumento di quasi 4 punti percentuali, passando dal 51,93% del 2015 al 55,49% di ieri. A Napoli ancora una volta ha votato meno del 50% degli aventi diritto (il 46%), ma nel 2015 erano stati davvero in pochi a recarsi alle urne nel capoluogo: poco sopra il 40%.

Gli altri candidati presidente

De Luca ha stravinto per assenza di avversari.
La terza sfida consecutiva fra Caldoro e De Luca è terminata con un KO per l’ex governatore di centro-destra, con l’intera coalizione che esce a pezzi dalla sfida elettorale, con la metà dei voti del 2015 ed incapace di arrivare oltre il 18%.

Qualcuno sosterrà che i 5Stelle almeno in Campania “tengono” ma è impossibile non evidenziare quanto sia stata debole la scelta della Ciarambino bis: in cinque anni si è passati da oltre il 17% al 10%, con i voti ridotti drasticamente da 421000 a poco più di 249000.

I due candidati a sinistra del centrosinistra, Giuliano Granato di Potere al Popolo e Luca Saltalamacchia di Terra, invece, sono riusciti nella divisone dell’atomo e, grazie anche alla scelta di far scendere in campo due liste che pescavano nello stesso bacino, ancora una volta non ci sarà alcun consigliere regionale espressione della sinistra che non sta con de Luca. Sia chiaro, in politica la somma spesso non fa il totale e non è affatto scontato che, qualora si fosse trovata una convergenza, questo avrebbe consentito di superare il muro del 3%. Quel che è certo è che le due liste sono distanziate da poche migliaia di voti, con Granato all’ 1,22% e Saltalamacchia poco sopra l’1%.

Se Potere al Popolo però è una realtà oramai consolidata (a Napoli città ha preso il 2,66%, dato che deve far riflettere in chiave comunali 2021), Terra non potrà affermare altro che l’aver raggiunto l’obiettivo di affossare i propri competitor, perché l’1% è davvero il minimo sindacale per una lista nata esclusivamente per raccogliere voti per le regionali, unione di varie realtà territoriali – alcune valide, altre meno – e con un programma approssimativo (proponevano, per dirne una, di rivedere al ribasso le già poche aree wireless pubbliche ed una moratoria sul 5G in base a non si sa bene quale teoria complottista).

A chiudere l’elenco dei candidati, le colorite performance del meridionalista di area destra Sergio Angrisano (0,16%) del terzo polo e del Dr Seduction Giuseppe Cirillo (0,10%): sono state oltre 2400 le persone ad aver messo una croce su Dr Seduction e la cosa già fa sorridere così, senza ulteriori commenti.

I Partiti e le liste: la coalizione di de Luca

Alzi la mano chi avrebbe ipotizzato che il Pd avrebbe potuto superare la lista De Luca Presidente. Nessuno? Il Pd scende dal 19,5% del 2015 al 17% attuale, perdendo poco più di 5000 voti nonostante l’affluenza aumentata e considerando la scissione di Italia Viva, ma riesce a mantenere la prima posizione.
La lista De Luca Presidente passa dal 4,9% del 2015 al oltre il 13%, raddoppiando i propri voti, mentre Campania Libera conferma il risultato di cinque anni fa, passando dal 4,8% a poco meno del 5,2%.
Italia Viva al suo esordio supera il 7% attestandosi con il 7,3% come terza lista del centro-sinistra in Campania, grazie anche all’ingresso negli ultimi mesi di numerosi nuovi elementi.
Segue il blocco dei partiti centristi a sostegno di de Luca: Fare Democratico-Popolari, Noi Campani, Liberaldemocratici-Moderati e Centro Democratico, tutti fra il 3 e il 4,5%.
Se il Partito Socialista italiano è al 2,5%, +Campania in Europa, Europa Verde/Demos, Davvero/Animalisti, PER e Democratici e Progressisti sono tutti, a livello regionale, fra l’1 e il 2%. Chiude, con pochi decimi percentuali, il Partito Repubblicano.
Le performance delle tantissime liste in appoggio a de Luca variano da circoscrizione a circoscrizione: per esempio, a Napoli ed in città Metropolitana Europa Verde-Demos è oltre il 2,9% mentre non arriva all 1% in nessun altra provincia.

I Partiti e le liste: la coalizione di Caldoro

Per la prima volta in diversi lustri, Forza Italia non è il primo partito in Campania dello schieramento di centro-destra. Dal 17,8% del 2015 il partito di Berlusconi crolla ad un mesto 5,1% e scende al terzo posto, scavalcato sia da Fratelli d’Italia che dalla Lega di Salvini, passando da oltre 400.000 preferenze a poco più di 110.000.
Fratelli d’Italia conferma i voti di cinque anni fa, con un incremento di qualche migliaio di preferenze, passando dal 5,46% del 2015 ad oltre il 5,9%. La lega, alla prima presenza alle regionali campane, esordisce con oltre 125.000 preferenze ed oltre il 5,5%.
L’UdC-Caldoro presidente è sotto il 2%, quando la sola UdC nel 2015 era al 2,35%, ma nella tornata precedente appoggiava de Luca, e la lista Caldoro da sola era oltre il 7%. Questo dato rimarca ancora una volta quanto appeal avesse Caldoro quest’anno. Altre due liste hanno raccolto ben pochi voti.

I risultati dei candidati consigliere regionale

Nella circoscrizione di Avellino sono due i candidati ad aver superato i 10000 voti: Vincenzo Alaia (IV, circa 13700 voti) e Maurizio Petracca (PD, poco sopra i 13000), mentre Livio Petito del partito Davvero-Animalista è vicino alla soglia dei 10000.
Nella circoscrizione di Benevento il più votato è Luigi Abbate di Noi Campani (il partito di Mastella).
Nel casertano i più votati sono Giovanni Zannini con oltre 17700 voti (De Luca Presidente), Gennaro Oliviero e Stefano Graziano del Pd (rispettivamente oltre 13180 ed oltre 14480 preferenze). Sopra i 10000 anche Gianpiero Zinzi della Lega Salvini Campania.
Nella circoscrizione di Salerno il più votato dovrebbe essere Francesco Picarone, con oltre 16700 preferenze, seguito da due candidati di Campania Libera: Giovanni Savastano (oltre 14300) e Aniello Fiore (oltre 14000). Luca Cascone della lista DE Luca Presidente ha preso oltre 13150 voti.
Per quanto riguarda la circoscrizione di Napoli il più votato (in assoluto in tutta la Campania) è Mario Casillo, che sfonda il muro dei 40000 voti con oltre 41100 preferenze, seguito da Loredana Raia (oltre 26400), Carmela Fiola (oltre 22050) e Massimiliano Manfredi (oltre 18500) sempre del PD.
Valeria Ciarambino, nel doppio ruolo di candidata presidente e candidata consigliere regionale, per avere un paracadute ed entrare anche da terza sconfitta in consiglio (il regolamento prevede che solo il primo dei candidati presidenti non eletti possa entrare in consiglio), prende oltre 16850 voti.
Sopra i 15000 anche Francesco Borrelli di Europa Verde – Demos (seguito a Napoli  da Roberta Gaeta con oltre 2440 voti) e Vincenza Amato del Pd. Un’altra decina di candidati sono oltre i 10000 voti.

Chi sarà eletto?

Potrebbero entrare in consiglio 32 consiglieri della coalizione di De Luca (dato che il regolamento impone un limite massimo di 65% dei seggi alla coalizione vincente per tutelare le minoranze), mentre gli altri saranno divisi fra la coalizione di Caldoro ed i 5Stelle. Per il gioco dei resti legati al proporzionale puro ed alla presenza di cinque circoscrizioni, bisognerà attendere l’ultimo voto per avere dati certi.

Un focus su Napoli: i candidati già consiglieri comunali

Erano diversi gli esponenti politici napoletani candidati alle regionali, fra consiglieri comunali, municipali, presidenti di municipalità. Fra i consiglieri comunali, Marco Nonno (FdI) ha preso oltre 7000 voti, Gabriele Mundo (IV) oltre 9000, Nino Simeone (De Luca Presidente) oltre 7300, Diego Venanzoni (De Luca Presidente) oltre 7350, Fulvio Frezza (+Campania) oltre 4900, Maria Caniglia (Fare democratico) oltre 3100, Mario Coppeto (Democratici e progressisti) oltre 2950, Salvatore Pace (Terra) oltre 1100. I presidenti di municipalità Paolo de Luca (IV, V municipalità) e Francesco Chirico (Davvero-animalisti, II municipalità) hanno preso rispettivamente oltre 2350 voti e oltre 1500 voti.
Da evidenziare che i due candidati principali appartenenti a demA, il movimento di Luigi de Magistris, hanno ottenuto uno 1100 voti (Salvatore Pace nella lista Terra), l’altro 1500 voti (Francesco Chirico, Davvero). Una terza candidata appartenente a demA, Paola Pastorino, ha preso circa 190 voti.

Un articolo di Fabrizio Reale pubblicato il 22 Settembre 2020 e modificato l'ultima volta il 22 Settembre 2020

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