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L’ANALISI

Scuola: il contributo volontario tra confusione e disinformazione

contributo scolastico volontario
Istruzione, scuola, università | 20 Febbraio 2020

Il contributo scolastico volontario è un tema di discussione che ritorna ogni anno, puntualmente, in occasione dell’iscrizione dei propri figli ad un nuovo anno scolastico, anche a causa della grande confusione e della minima informazione sull’argomento. Da qualche anno il Ministero dell’Istruzione (fino a qualche mese fa MIUR), ha dovuto inserire nelle circolari relative all’iscrizione al nuovo anno scolastico un paragrafo apposito dedicato a tale contributo per fare quanta più chiarezza possibile sul punto.

Cos’è e come funziona il contributo scolastico?

Il contributo scolastico è volontario (e quindi non obbligatorio) ed è distinto dalle tasse scolastiche, queste sì obbligatorie (per gli alunni che frequentano le classi quarta e quinta superiore e con le eccezioni previste dai casi di esonero).
Il Ministero dell’Istruzione in tal senso è chiarissimo: “In ragione dei principi di obbligatorietà e di gratuità (della scuola) non è consentito richiedere alle famiglie contributi obbligatori di qualsiasi genere”; “Eventuali contributi possono essere richiesti solo ed esclusivamente quali contribuzioni volontarie con cui le famiglie, con spirito collaborativo e nella massima trasparenza, partecipano al miglioramento e all’ampliamento dell’offerta formativa degli alunni, per raggiungere livelli qualitativi più elevati”.
Ne consegue che una scuola non può in alcun modo chiedere alle famiglie contributi obbligatori per l’espletamento delle attività curriculari e di quelle connesse all’assolvimento dell’obbligo scolastico (fotocopie od altro).
È invece lecito chiedere che vengano rimborsati quei costi sostenuti dalla scuola per conto delle famiglie (assicurazione individuale degli studenti per RC e infortuni, libretto delle assenze, gite scolastiche, etc.).

Non si può subordinare l’iscrizione a scuola al preventivo versamento del contributo

Il ministero sul proprio sito internet chiarisce anche un punto fondamentale, ovvero che è illegittimo e si configura come una violazione del dovere d’ufficio, subordinare l’iscrizione degli alunni al preventivo versamento del contributo.
Nella circolare “Iscrizioni alle scuole dell’infanzia e alle scuole di ogni ordine e grado per l’anno scolastico 2020/2021” il ministero ci ha tenuto a precisare che “Le famiglie dovranno essere preventivamente informate sulla destinazione dei contributi in modo da poter conoscere le attività che saranno finanziate con gli stessi, in coerenza con il Piano triennale dell’offerta formativa.”
Il contributo volontario è detraibile, come riporta una nota MIUR,  se rientra fra le erogazioni liberali finalizzate all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica, all’ampliamento dell’offerta formativa (in tal caso conviene indicare nella causale del bonifico che si stratta di erogazione liberale).

Il contributo volontario serve per ampliare l’offerta culturale e formativa

Del resto, con nota del 20 marzo 2012 (n. 0000312) il Ministero aveva evidenziato, in risposta a segnalazione di comportamenti illegittimi da parte di alcune scuole, che le risorse raccolte con contributi volontari delle famiglie devono essere indirizzate esclusivamente ad interventi di ampliamento dell’offerta culturale e formativa e non ad attività di funzionamento ordinario e amministrativo che hanno una ricaduta soltanto indiretta sull’azione educativa rivolta agli studenti e che all’atto del versamento, poi, le famiglie vanno sempre informate in ordine alla possibilità di avvalersi della detrazione fiscale di cui all’ art. 13 della legge n. 40/2007.

Va sottolineato che in un’ epoca di continui tagli anche il contributo volontario può essere importante per le scuole dei nostri figli, a patto di sapere come verranno spesi i soldi e di evitare comportamenti illeciti da parte di dirigenti scolastici che quasi ne impongono il pagamento.
Chiunque abbia dubbi sull’importo dei contributi volontari può contattare direttamente il proprio rappresentante dei genitori nel consiglio d’Istituto, dato che è questo l’organo preposto ad individuare ogni anno la cifra da proporre come contributo volontario.

Il contributo scolastico volontario nelle scuole di Napoli

Per quanto riguarda la città di Napoli, ogni scuola ha una propria filosofia in termini di richieste, con richieste e comportamenti fortemente variabili. Non c’è uniformità di approccio, le cifre cambiano molto fra scuola e scuola, fra primaria e secondaria di primo grado.
In diversi casi è specificato già nella richiesta del contributo scolastico quanto sia obbligatorio (assicurazione, etc.) e quanto sia volontario. In altri casi è indicato esclusivamente l’importo complessivo del contributo.  In genere c’è differenza fra infanzia, primaria e secondaria di primo grado anche all’interno della stessa scuola.
Il panorama di richieste è molto variegato anche all’interno della stessa municipalità: in prima municipalità, ad esempio, si passa dai 30 € a 110 € mentre in altri casi le richieste sono più omogenee all’interno della stessa municipalità.

Di sicuro, verificando fra la modulistica presente in rete sui siti di alcune scuole, le circolari ed indicazioni delle scuole possono creare confusione se non far sembrare le richieste tutt’altro che legittime.   In più di un caso, infatti,  i moduli presenti on line ad una prima lettura appaiono non conformi ai dettami del ministero, in quanto viene richiesta all’atto dell’iscrizione la ricevuta del versamento o la sottoscrizione di una sorta di impegno al perfezionamento dell’iscrizione con il pagamento del contributo.  C’è chi omette addirittura di indicare che il contributo è in massima parte volontario o si riferisce ad un generico “contributo d’iscrizione” (in violazione al principio di obbligatorietà e gratuità della scuola).  Quasi sempre non sono rispettati i dettami delle ultime circolari.  A parte rari casi (come l’IC Viviani) sui siti web delle scuole non sono pubblicate informative complete sui contributi volontari, anzi. Spesso la modulistica trae in inganno o disattende completamente il principio stesso del contributo volontario.

Spiegare al meglio cosa sia il contributo scolastico, evidenziare quali siano le voci obbligatorie e quale l’importo volontario (e pertanto non obbligatorio), motivare la richiesta con indicazione di come verranno (o come sono stati spesi nel recente passato) i soldi, seguendo il principio di trasparenza richiesto dal Ministero, oltre a ricordare che il contributo scolastico è detraibile in quanto erogazione liberare alla sucola, potrebbero essere soluzioni che le scuole potrebbero adottare per ottenere un duplice scopo:  avere maggiore disponibilità di fondi per le attività dei bambini e ragazzi e rendere più partecipi e consapevoli i genitori nelle scelte della scuola.

 Far capire infatti l’importanza di quei 10-20-100 euro versati può avere un effetto maggiore rispetto al giocare sulle parole e pretendere quasi, in modo del tutto illegittimo, il pagamento all’atto dell’iscrizione.  I genitori vanno informati e coinvolti e non raggirati.

Fabrizio Reale

Un articolo di Fabrizio Reale pubblicato il 20 Febbraio 2020 e modificato l'ultima volta il 20 Febbraio 2020

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