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L’ANNIVERSARIO

25 anni senza Massimo Troisi: mostre e iniziative ovunque. Solo Napoli non lo celebra

Cinema, Identità | 4 Giugno 2019

Sono trascorsi esattamente 25 anni da quel 4 giugno del 1994, quando in un caldo sabato pomeriggio arrivò inaspettata la notizia che fece gelare il sangue al popolo partenopeo. Il cuore di Massimo Troisi, quel cuore “capriccioso”, a cui aveva dedicato una canzone insieme all’amico Pino Daniele con cui formò un sodalizio artistico ineguagliabile, aveva smesso di battere.

Non ci sarebbe più stata l’attesa per un nuovo film di Troisi, né interviste memorabili come quella rilasciata a Gianni Minà in occasione della vittoria del primo scudetto del Napoli, o interventi in tv rimasti nella storia della televisione italiana, come quello a “Indietro tutta” di Renzo Arbore, o nella “Domenica In” del Pippo nazionale.

Ci saremmo dovuti consolare vedendo e rivedendo, fino ad impararle a memoria, le battute dei suoi film, dei mitici sketch con “La Smorfia”, inserendole nel linguaggio di tutti i giorni per riderne ancora, ma sempre con un velo di malinconia. Perché ancora dopo un quarto di secolo per la generazione di napoletani cresciuta negli anni del boom del “fenomeno Troisi”, quella morte così improvvisa e inaspettata – in pochi sapevano della sua malattia – ancora non è stata del tutto metabolizzata.

Esattamente com’è successo anche con Pino Daniele, e probabilmente non ci passerà mai.

Una Mostra a Roma per ricordare Troisi a 25 anni dalla scomparsa

Dopo tanti anni dalla sua scomparsa la grandezza di Troisi si coglie facilmente se si fa una semplice considerazione, ovvero che da allora nel panorama nazionale non è emerso un talento come il suo, non è venuto alla ribalta un attore capace di far ridere da Palermo a Rovigo e, allo stesso tempo, emozionare fino alle lacrime lo spettatore, toccando le corde più poetiche della recitazione, come invece ha saputo fare Massimo con la sua commovente interpretazione ne “Il Postino”.
Ed è proprio sul lato più poetico, ma anche intellettuale ed autorale, che ha puntato i riflettori  la Mostra “Troisi poeta Massimo”, che vi avevamo già presentato, organizzata per ricordare il grande attore e regista napoletano proprio in occasione dei 25 anni dalla sua scomparsa.
Quello che stupisce, però, è che questa mostra sia stata organizzata a Roma e non a Napoli, ovvero nella sua città, quella che più di tutte lo ha amato perché Troisi ha saputo incarnare il suo spirito più autentico, poetico, sognatore, capace di ironizzare e ridere anche delle sue disgrazie e delle sue miserie, prendendosi così gioco della sorte avversa.
Dover constatare, invece, che proprio nella città di cui è stato ambasciatore nel mondo non siano stati organizzati per l’occasione eventi e manifestazioni per tributargli l’omaggio che merita, lascia l’amaro in bocca.

L’anno scorso in piazza del Plebiscito la tre giorni dedicata a Troisi

Lo scorso anno, a fine giugno, si tenne in piazza del Plebiscito una tre giorni in onore di Troisi, organizzata dal Comune di Napoli in collaborazione con i suoi amici e compagni di battute, Lello Arena e Enzo De Caro, e del regista Stefano Veneruso, nipote di Troisi, alla quale presero parte tanti nomi importanti della televisione e dello spettacolo italiano. Si era detto che sarebbe stato preludio ai festeggiamenti di quest’anno. Invece quest’anno a Napoli per ricordare Troisi non c’è proprio nulla: invece, bisognava farne tanti di eventi per preservarne la memoria, il grande talento artistico e soprattutto tramandarlo alle future generazioni, perché la sua comicità e la sua poetica sono senza tempo.
Purtroppo basta chiedere ai giovani napoletani di oggi se conoscono Massimo Troisi per capire che esiste il serio rischio che nel giro di pochi anni della sua eredità artistica venga persa la memoria.
E’ diventata, dunque, un’esigenza inderogabile per la città di Napoli organizzare un evento che non sia “una tantum”, ma un premio, una mostra permanente o una rassegna di cinema e teatro, che diventi un appuntamento fisso nella programmazione culturale della città se davvero si vuole far conoscere anche ai napoletani del futuro questo genio del teatro e del cinema.

L’intitolazione delle Scale a Massimo Troisi nel 2016

Cosa si è fatto in questi 25 anni per mantenere vivo il ricordo di Massimo Troisi? Sicuramente non abbastanza, soprattutto se si considera quanto è stato importante per la costruzione dell’identità di questa città nell’immaginario collettivo.
Nel 2016, su proposta dell’Associazione NapoliEvviva, con il supporto dell’associazione UèCap, che raccolsero oltre mille firme di cittadini napoletani, il Comune di Napoli ha intitolato a Massimo Troisi le Scale di piazza Beneventano, nel quartiere Chiaia, quelle delle celebri scene di “Scusate il ritardo”, dove Troisi-Vincenzo e Arena-Tonino, sotto una pioggia battente discutevano le pene d’amore di quest’ultimo.
Dal giorno dell’intitolazione, però, l’idea lanciata in quell’occasione dalle associazioni di far vivere quel luogo in memoria di Troisi, trasformandolo in un piccolo angolo di Napoli interamente dedicato all’attore partenopeo, è rimasta lettera morta.

Le iniziative di San Giorgio a Cremano e dell’isola di Salina per rendere omaggio a Troisi

Un esempio di come si possa mantenere vivo il ricordo di Troisi arriva da Salina, l’isola in cui venne in parte girato “Il Postino”, dove quest’estate si terrà l’ottava edizione del “Salina Mare Festival – Premio Troisi”. Una manifestazione quest’ultima che negli anni è diventata un appuntamento fisso dell’estate siciliana, ospitando grandi nomi del cinema italiano e internazionale.
Nella sua città natale, San Giorgio a Cremano, invece si è giunti quest’anno alla 18° edizione del “Premio Troisi”, che viene ospitata a Villa Bruno. Sempre in quest’ultimo spazio ha trovato un posto stabile l’Associazione “A casa di Massimo Troisi”, voluta dal fratello di Massimo, Luigi, che ha ricreato una vera e propria casa con gli arredi originali appartenuti all’attore, dove vengono organizzate iniziative ed eventi.

“Da Massimo in poi…” la manifestazione organizzata dal Comune di San Giorgio a Cremano nell’anniversario della scomparsa

Oggi nella città natale di Troisi, San Giorgio a Cremano, l’intera giornata sarà dedicata al suo ricordo, con diversi appuntamenti ed iniziative. Fra queste l’apertura al pubblico all’interno di Villa Bruno, dalle 11,30 alle 13,30, della “casa di Massimo Troisi”. Verrà, inoltre, presentato il Progetto “Una Cineteca per la Campania”, ovvero la raccolta in digitale dei tanti cortometraggi che sono stati presentati nelle 18 edizioni del Premio “Massimo Troisi”, alcuni dei quali sono stati girati da quelli che all’epoca erano degli “illustri sconosciuti”, diventati poi in seguito importanti registi, fra cui il premio Oscar, Paolo Sorrentino, Saverio Costanzo, Paolo Virzì, Edoardo De Angelis. A dimostrazione che in nome di Troisi è stato dato un grande aiuto ai giovani talenti ad emergere.
Nell’ambito della manifestazione intitolata “Da Massimo in poi”, inoltre, nella biblioteca Padre Alagi di Villa Bruno alle 18,30 si terrà un ricordo della carriera artistica e della vita privata di Troisi, raccontata grazie ad immagini e interviste.

La mostra “Troisi poeta Massimo”

A Roma, invece, è in corso la mostra “Troisi Poeta Massimo” che sarà aperta con ingresso gratuito fino al prossimo 30 giugno presso il Teatro dei Dioscuri al Quirinale
Ben 80 scatti, pubblici e privati, ma anche documenti, poesie, carteggi, per far percorrere al visitatore quei 41 anni di vita, di teatro e di cinema di un Troisi meno conosciuto al pubblico. Filo conduttore della mostra è il suo aspetto più sensibile e poetico che, come ha sottolineato il suo amico Enzo De Caro, è stato sempre presente in Massimo, messo  in secondo piano dalla sua irresistibile comicità. Probabilmente, però, non è stato un caso che il suo percorso di vita ed artistico si sia concluso proprio con un film come “Il Postino”, dove la comicità ha lasciato il passo alla poesia.

Un testamento d’amore per il suo pubblico, portato a termine con la ferma determinazione di un intellettuale che credeva in ciò che faceva e con la delicatezza di un animo nobile.

Sabrina Cozzolino

Un articolo di Sabrina Cozzolino pubblicato il 4 Giugno 2019 e modificato l'ultima volta il 4 Giugno 2019

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