fbpx
sabato 26 settembre 2020
Logo Identità Insorgenti

L’ANNIVERSARIO

Il 10 ottobre del 1931 nasceva Gennarino Palumbo, attore versatile e dimenticato

Storia, Teatro | 10 Ottobre 2018

Gennarino Palumbo nasce a Napoli, il 10 ottobre del 1931, sotto il segno della Bilancia, da Aurelio e Concetta Fruilo. È il secondo di quattro figli (Salvatore, Elvira e Guido). Dotato di una voce melodiosa, sin da bambino emerge tra i suoi coetanei del coro parrocchiale. Frequenta la famosa Zietta Liù, scuola di teatro e recitazione per fanciulli (qui hanno studiato nomi illustri come Giulio Adinolfi, Roberto De Simone, Peppe Barra ed i fratelli Bennato): vi si afferma subito come uno dei migliori allievi. Sin da giovanissimo, dimostra un’evidente inclinazione per l’arte teatrale. Terminata la scuola di canto e recitazione, lascia temporaneamente la sua città natale per trasferirsi a Roma partecipando a tournée con Claudio Villa e Luciano Tajoli.

Purtroppo la sua carriera di cantante si arresta brutalmente a causa di problemi alle corde vocali. Nel 1953 torna a Napoli dove comincia con l’avanspettacolo nella compagnia di Maria Paris.

L’anno seguente viene scritturato dal grande Eduardo De Filippo per la partecipazione a Palummella zompa e vola, inaugurando il nuovo teatro del De Filippo, il San Ferdinando. Il suo sodalizio artistico con Eduardo durerà oltre
vent’anni: questo periodo vedrà il Nostro alternare ruoli generici, da caratterista e primari.

Sul finire degli anni Cinquanta partecipa a Il Medico dei pazzi e a Tre cazune fortunati di Eduardo Scarpetta, messi in scena e rivisitati da Eduardo De Filippo per la prosa RAI, e a La fortuna con la effe maiuscola scritta da Armando Curcio e Eduardo De Filippo.

Negli anni Sessanta partecipa sia al primo che al secondo ciclo del teatro di Eduardo. Interpreta il medico in Ditegli sempre di sì, è uno dei facchini in Questi fantasmi, il figlio studente in Filumena Marturano, uno degli zotici in Chi è cchiù felice e me!, il delinquente ferito in Il sindaco del rione Sanità e un personaggio minore in L’abito Nuovo. Tra il primo ed il secondo ciclo delle commedie per la TV, partecipa al teleromanzo Peppino Girella. Anni dopo, nel 1975 partecipa al Terzo ciclo del teatro di Eduardo per la TV. Memorabile il duetto con Eduardo in Uomo e galantuomo, in cui interpreta il ruolo del suggeritore della compagnia. I continui battibecchi tra i due raggiungono punti di altissima comicità.

Artista versatile, ha lavorato anche in televisione, con Nino Taranto e Renato Rascel. Per circa tre anni ha mietuto successi al Sannazaro nella compagnia di Luisa Conte e Nino Veglia con D’Alessio e Pietro De Vico: un esempio per tutti L’astrologo in Villa Floridiana di Mico Galdieri, con musiche di Roberto De Simone. Sempre in quegli anni Gennarino si cimenta insieme ad Antonio Casagrande nel repertorio di grandi classici come l’Anfitrione di Plauto, messo in scena a Pompei. Nel 1978, Gennarino reincontra il maestro De Simone, il quale gli affida il ruolo di Mimì di Montemurro in Festa di Piedigrotta, con testo e musica di Raffaele Viviani.

Poco attivo sul grande schermo, partecipa a soli cinque film, tra cui La Mazzetta di Sergio Corbucci, con Ugo Tognazzi, Nino Manfredi e Marisa Merlini, nonché Giallo napoletano (sempre di Sergio Corbucci), con Marcello Mastroianni, Michel Piccoli, Ornella Muti e Peppino De Filippo (1979).

Nel dicembre dello stesso anno, Gennarino Palumbo, per il riacutizzarsi del male che lo ha colpito anni addietro, è costretto a interrompere le repliche di Festa di Piedigrotta. Viene ricoverato al Policlinico Vecchio di Napoli, dove morirà il 9 gennaio 1980, a soli 48 anni. Chiunque abbia collaborato con lui, oltre ad apprezzarne le indiscutibili qualità artistiche, ne ricorda l’umiltà e la modestia: insomma, un grande quasi inconsapevole della sua grandezza.

Ciro Borrelli

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 10 Ottobre 2018 e modificato l'ultima volta il 10 Ottobre 2018

Articoli correlati

Storia | 26 Luglio 2020

DONNE DA RICORDARE

Elena Croce e la battaglia per la difesa del patrimonio ambientale e culturale italiano

Campania | 18 Luglio 2020

IL RICORDO

Luciano non morirà mai per noi, generazione cresciuta con le sue storie

Storia | 1 Maggio 2020

1 MAGGIO

La comunità ebraica contro il Comune di Napoli per l’uso dello slogan di Auschwitz: “Inaccettabile ignoranza”

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi