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L’APPELLO

Alla ricerca delle “Foto con D10S” per raccontare la Napoli di quegli anni

Identità | 5 Gennaio 2021

A caccia di tutti coloro che hanno ottenuto e custodito una foto con Diego Armando Maradona negli anni degli scudetti: per raccontare le storie dei napoletani di allora. Per raccontare la città. Per essere inclusi nel progetto che vi stiamo per raccontare. L’idea nasce cinque anni fa grazie a Carlo Rainone, classe 89, nato a Palma Campania, di professione fotografo documentarista. Ed è forse un po’ per la sua vocazione all’immagine, un po’ per le narrazioni familiari sui tempi d’oro del Napoli di quel magico settennio, che Carlo ha pensato a questo singolare, bellissimo progetto di riscoperta, attraverso le foto d’archivio – progetto nato molto prima della scomparsa di Maradona – al quale chiediamo a tutti di contribuire. Lui della Napoli e del Napoli di Maradona non può ricordare, per motivi anagrafici. Eppure se ne sta facendo un’idea molto chiara, dalla voce dei napoletani che invece c’erano.

“L’idea – ci spiega Carlo al telefono – è di creare un progetto di riscoperta della città e del suo rapporto con Maradona nei 7 anni della sua permanenza qui a Napoli, cioé dal 1984 al 1991. E infatti io cerco solo foto di quei tempi e solo immagini scattate a Napoli. Abbiamo cominciato un anno e mezzo fa con dei volantini in cui chiedevamo di mandarci le foto fatte in quegli anni a fianco di Diego. Poi attraverso le pagine fb e instagram “La foto con Dios” abbiamo iniziato ad avere le prime risposte”.

In giro tra i Quartieri e la Sanità cercando “La foto con D10S”

Ma Carlo ha anche attraversato alcuni quartieri di Napoli alla ricerca delle immagini con Maradona: la Sanità, i Quartieri Spagnoli. “Ho girato per i bar, per i negozi, i ristoranti, i barbieri, le case… Per me la foto è il punto di partenza: poi le persone che sono in quelle immagini le incontro e mi faccio raccontare quel momento, come hanno ottenuto la foto, dove erano, cosa ha significato Maradona per loro, come era la Napoli di quei tempi”.

E aggiunge: “Nel carpirne le storie mi interessa anche l’uso dell’oggetto: dove è conservata la foto, se è stata appesa, che importanza ha per chi vi è immortalato. Un’analisi quasi antropologica insomma…”.

Chi pensa che l’impresa sia facile, però, sbaglia. Immaginate solo che parliamo di foto in analogico, non certo custodite nei telefonini o sui social. Foto che vanno ri-fotografate, una per una, nella loro rozza bellezza. Perché poi l’intento finale di Carlo è di fare un libro che contenga tutte le immagini e le storie. E, ci auguriamo noi, più avanti, anche un portale: una sorta di archivio dei napoletani maradoniani, sempre aperto, con il racconto di ogni incontro, di ogni momento vissuto in questa città dal D10S accanto ai suoi tifosi.

E poi a ogni  foto recuperata, ad ogni storia, si aggiunge un nuovo tassello, un nuovo piccolo pezzo del puzzle. “Al momento sono già un centinaio le foto con Maradona che sono riuscito a recuperare. Il fine ultimo è realizzare un libro fotografico” conferma Carlo.

Storia di due foto fuori al Centro Paradiso

“Molte foto – racconta ancora – sono scattate fuori al Centro Paradiso di Soccavo, dove il Napoli di allora si allenava (e pare una strana coincidenza che proprio da una foto storica, quella di Maradona con la figlia Dalma da piccola,  sia nato il murale di Mario Castì Farina dedicato a Diego, dopo la sua morte, fuori all’abbandonato Centro, ndr). I tifosi andavano là fuori per incontrarlo. E proprio qualche giorno fa ho incontrato uno dei protagonisti della foto (che abbiamo scelto insieme come “foto copertina” di questa intervista). All’epoca ragazzino, la persona che ho incontrato e che mi ha dato due foto, era andato con la mamma, lo zio e i due fratellini minori a Soccavo per incontrare Diego fuori al Centro. E infatti Diego era arrivato e si era concesso allo scatto. E questa è la prima foto che ho recuperato: dove con Maradona ci sono il mio intervistato, la mamma e lo zio. Poi Maradona era andato via e i due fratellini, accorgendosi di non aver avuto l’agognata foto anche loro, avevano iniziato a piagnere. Maradona li intravide dall’auto, uscendo dal Centro. Fece fermare la macchina, nonostante fosse al solito inseguito da uno stuolo di giornalisti, e si fece la seconda foto, solo con i due bambini, che infatti compaiono con gli occhi lucidi. Nella foto si vede anche un pezzo di sportello dell’auto aperta… questo episodio, insomma, già racconta tanto di lui e del suo rapporto sia con i tifosi in generale che con i tifosi più piccoli. Me l’ha raccontato il più grande dei tre fratelli, quello della prima foto, oggi 40enne”.

La foto di Maradona e Sergio Bruni

Un recupero rocambolesco di una foto speciale, invece, Carlo lo ha compiuto a Villaricca, il Paese dove nacque il grande Sergio Bruni. “Maradona aveva una vera e propria passione per Bruni e soprattutto per Carmela, uno dei suoi brani più belli e noti. E dunque fu Maradona e chiedere di incontrarlo. L’appuntamento, che avvenne nel 1990, lo raccontano anche le cronache dell’epoca. Bruni aveva composto una poesia, “Nu suonno”, sei anni prima, per l’arrivo di Maradona e la recitò ad alta voce a Villa Bruni, dove avvenne l’incontro storico tra i due. Ma soprattutto alcuni testimoni hanno poi raccontato che Bruni cantò Carmela non si sa quante volte. Eppure di questo incontro ci sono pochissime tracce”.

Così Carlo si mette, partendo da una piccola foto in bianco e nero che vedete qui su, che è un dettaglio della foto che ha poi recuperato, sulle tracce dell’immagine originale dell’incontro tra il dio del calcio e il dio del canto.

“Alla fine l’ho trovata a Villaricca, sulla porta della bottega del calzolaio Montella, un uomo appassionato e molto legato ai personaggi del posto e alla loro storia… L’aveva incollata con la colla per le scarpe sulla porta della sua bottega, una sorta di museo storico delle celebrità passate per Villaricca, ed è da lì che l’ho staccata per ri-fotografarle. Maradona è vestito in modo elegante, con una sorta di panciotto sopra la cravatta…”. Le cronache narrano anche di una promessa reciproca: Bruni avrebbe offerto a Diego un concerto “privato” in cambio del secondo scudetto. Chissà se poi la promessa fu mantenuta dal primo. Dal secondo sappiamo di sì.

L’appello a recuperare le foto con Diego

A questo punto avrete capito che queste storie bellissime che vi stiamo raccontando non si possono fermare qui. Per cui accogliamo la richiesta di Carlo e facciamo un appello a tutti i lettori, affinché ci segnalino le foto con Diego negli anni in cui giocava, che magari tengono appese o in un cassetto. O che vedono ogni giorno magari nel bar dove abitualmente prendono il caffè.

Per contatti e per inviare la vostra “Foto con Dios”:

Facebook: La foto con Dios

Instagram: LafotoconDios

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 5 Gennaio 2021 e modificato l'ultima volta il 10 Gennaio 2021

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