mercoledì 21 agosto 2019
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L’APPELLO

“No ai mega parcheggi e ai nuovi svincoli della Tangenziale”: il documento di Rete Set

Ambiente, Attualità, Battaglie, Infrastrutture e trasporti | 11 Giugno 2019

Foto Sergio Siano

Riportiamo il comunicato di Rete Set  – sottoscritto da tanti gruppi tra cui WWF Napoli e Green Italia – in merito alla proposta lanciata dalla Terza Municipalità di Napoli di realizzare un mega parcheggio e nuovi svincoli della tangenziale che dovrebbero collegare in modo più efficace la zona di Capodimonte al resto della città. “Nel 2019 riteniamo una simile proposta in palese contrasto con qualsiasi cultura ecologista – commenta Pino de Stasio, consigliere della II Municipalità – sprecare 500mila euro per giungere a questa conclusione ci sembra inutile. Come mai si spendono soldi per verificare solo questa soluzione e non almeno anche soluzioni alternative di mobilità “dolce”, senz’auto? Come mai non si è aperto un dibattito in città in modo di dare a tutti la possibilità di esprimere la propria opinione, calando dall’alto un progetto vecchio di cinquant’anni?

Gli studi scientifici mostrano che più ci sono parcheggi e strade, più aumenta l’uso dell’automobile (come fu sin dalle costruzioni delle autostrade e dalla crescita della Fiat negli anni del boom economico – l’aumento delle auto era l’idea di sviluppo italiana dell’epoca). Napoli può fare un salto di qualità. L’urgenza climatica non ce lo chiede: ce lo impone.”

Il comunicato di Rete Set e l’elenco degli aderenti

La III Municipalità, d’intesa con il Comune e Tangenziale di Napoli S.p.a., investe 500.000 euro dei finanziamenti previsti dal Contratto di Sviluppo in uno studio di fattibilità per costruire 3 nuovi svincoli della tangenziale e per realizzare 60.000 mq di parcheggi nelle cave di tufo di Capodimonte. Escludiamo che nel 2019, in piena crisi climatica, un progetto del genere possa essere ritenuto coerente con un modello di sviluppo sostenibile dei trasporti urbani. Numerosi studi dimostrano che l’aumento dei nodi di una strada a scorrimento veloce non decongestiona, bensì congestiona il traffico, e che il potenziamento delle infrastrutture per il trasporto privato non distribuisce i flussi, ma al contrario ne aumenta la portata.
La costruzione dei piloni di sostegno delle rampe, inoltre, avrebbe un impatto ambientale devastante sull’area verde interessata dal progetto, quella compresa tra la Sanità, i Colli Aminei e Capodimonte; un’area verde di alto valore paesaggistico e ambientale, attualmente vincolata sia dal Piano Regolatore sia dal Parco Metropolitano delle Colline di Napoli. Un intervento simile, dunque, oltre a essere nocivo per la mobilità e l’ambiente, sarebbe in contrasto con le normative vigenti. Quanto alla proposta del megaparcheggio, essa avviene in assenza degli specifici strumenti di pianificazione di cui Napoli è priva perché non elaborati o scaduti: il PUT, Piano urbano del traffico, è scaduto nel 2006; del PUP, Piano urbano parcheggi, del 2005, e del PUMS, Piano urbano della mobilità sostenibile, esistono dal 2016 soltanto le linee guida. A ciò si aggiunga che nel Piano Regolatore di Napoli è prevista la realizzazione della linea 9 – nota come “Metropolitana dei due Musei” – che potrebbe collegare facilmente la stazione Museo di piazza Cavour (linea 1) con il Museo Nazionale di Capodimonte e la stazione dei Colli Aminei (linea 1), dove peraltro esiste già un parcheggio di interscambio, riducendo il traffico veicolare della zona. Queste cose sono evidenti di per sé, per cui non vediamo la necessità di sprecare 500.000 euro di soldi pubblici per averne la conferma.

Già negli anni ’70 venne proposto un progetto analogo, combattuto dalle associazioni ambientaliste poiché minacciava il polmone verde di Capodimonte. Negli anni ’70 prevalse il buon senso. Oggi il presidente della III Municipalità Ivo Poggiani parla di «Futuro di un pezzo di città» ma la sua linea politica guarda a un passato vecchio di cinquant’anni. Tra il 2017 e il 2019 Parigi ha acquistato 800 autobus elettrici; Amsterdam ha adottato un “Piano di azione per l’aria pulita” che prevede lo stop alle automobili (benzina e diesel) entro dieci anni e l’eliminazione di 1500 parcheggi all’anno; Vienna ha potenziato il trasporto pubblico e ottenuto che il 73% dei suoi abitanti non usi più il trasporto privato. Crediamo che, per stare al passo coi tempi, anche a Napoli la strategia per la mobilità debba prevedere unicamente l’incremento del trasporto pubblico. Speriamo che l’amministrazione torni sui suoi passi e che in città si apra un dibattito su quali politiche intraprendere per una mobilità sostenibile che migliori realmente la vita dei suoi abitanti.

SET Napoli – Sud Europa di fronte alla Turistificazione
Italia Nostra – Napoli
Green Italia
WWF Napoli
Santa Fede Liberata
Zero81 – Laboratorio di mutuo soccorso
Ex OPG Occupato – Je so’ pazzo
Potere al Popolo – Napoli
Comitato No-Fly Zone
Assemblea degli abitanti di Capodimonte e dintorni
Villa de Luca

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 11 Giugno 2019 e modificato l'ultima volta il 12 Giugno 2019

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