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L’APPUNTAMENTO

Cicca(tela) in tasca: San Domenico maggiore oggi si raccolgono “mozzoni” di sigarette

Ambiente, Attualità | 18 Maggio 2019

Più dei due terzi di sigarette fumate ogni anno a livello mondiale sono vergognosamente gettate in ambiente come cicche: ben 51 miliardi di cicche all’anno sono disperse nell’ambiente solo nel nostro paese!

Le cicche di sigaretta gettate in giro non sono solo brutte da vedere, ma costituiscono una reale minaccia per la vita acquatica e la fauna selvatica; il concentrato di sostanze tossiche che contengono secondo gli esperti dovrebbe indurre a classificare le cicche come rifiuto pericoloso (trovate informazioni più dettagliate in fondo alla descrizione).

Tutti in azione

L’appuntamento è fissato per sabato 18 maggio alle ore 16 in piazza San Domenico Maggiore. Il primo grande flash mob napoletano che accende i riflettori sul fenomeno inquinante delle cicche di sigarette è stato organizzato dalle associazioni Retake Napoli, WWF Napoli, Prendi 3 e Let’s do it – Italy.

Ispirati dai cugini di Bruxelles di Leo Not Happy, ripeteremo l’esperimento di una raccolta di cicche di massa! Divisi in piú gruppi, guidati da tante associazioni ambientaliste che operano sul territorio, ci sposteremo lungo le vie del centro storico per raccogliere tutto ciò che troveremo sui nostri passi. I percorsi si chiuderanno tutti nuovamente al punto di partenza, dove ci sarà un momento formativo: avremo l’occasione e l’onore di ascoltare le parole del prof. Bonanomi il quale, insieme al suo dipartimento della Federico II, sta effettuando la prima ricerca mondiale sugli effetti della degradazione delle cicche nell’ambiente. Smuoviamo le coscienze dei tabagisti ‘incivili’, più che distratti, e facciamo vedere quante cicche sono disseminate per le nostre strade.

Il mare inizia da qui

Quando piove infatti le cicche sono catturate dalle acque di ruscellamento e vengono trasportate nelle fogne e da qui ai fiumi, ai laghi e al mare. In acqua le cicche (attraverso il fenomeno del ‘leaching’) rilasciano il loro contenuto tossico con relativa contaminazione. Qui le particelle di acetato di cellulosa (un tipo di plastica che può impiegare dai dieci anni in su a decomporsi) formano una sorta di plancton artificiale che l’ecosistema marino non è in grado di eliminare (più di 780.000 microparticelle di plastica sono immesse in ambiente in un solo giorno da un tabagista medio).

II danno ambientale dei mozziconi è aggravato dalle oltre 4000 sostanze chimiche che il filtro ha assorbito durante la combustione della sigaretta e che disperde nell’ambiente con un meccanismo di ‘time-release’. Test di tossicità hanno evidenziato come una cicca di sigaretta in 1 litro di acqua sia in grado di uccidere più del 50% di piccoli organismi quali la Daphnia magna, un minuscolo crostaceo alla base della catena alimentare acquatica.

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 18 Maggio 2019 e modificato l'ultima volta il 18 Maggio 2019

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