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L’ARIA STANTIA

Dopo le fake sulla Pignasecca, il Rione Sanità nel mirino dei media

Attualità | 26 Marzo 2020

Partiamo dal principio. “Ecco il distanziamento sociale a Napoli”. Così titola nella sua versione web il canale La7, a supporto di un servizio video tratto dal programma ‘l’aria che tira’, condotto da Myrta Merlino.

La prima impressione che viene in mente, naturalmente, è quella di un comportamento proprio dell’intera città. Un titolo che racchiude in una semplice riga protocolli, usi e costumi di una popolazione che sfiora il milione di abitanti. Un resoconto giornalistico supportato dalle dichiarazioni dell’infettivologo Galli – in una delle sue sporadiche apparizioni televisive – che laconico risponde: “non lo è”.

Le immagini ci portano nella Sanità, che, dopo la volte della Pignasecca, diventa scenario preferito delle telecamere italiane. Il collegamento comincia subito a marcia inserita, senza fronzoli o perdite di tempo inutili e deleterie.

Merlino attacca sul fianco, Galli infierisce al primo round, senza neanche attendere. Sulle immagini sfocate si vedono persone atte a fare la spesa dalle botteghe del quartiere. Sono vicine, evidentemente. Non è distanziamento, prosegue la giornalista. No, non lo è, ruggisce Galli. Cioè, ma ci rendiamo conto? Afferma Merlino affranta dalla sua retorica. Poi, l’affondo: “ci sono parti del paese in cui la percezione è fortissima, in altre non lo è”.

“Noi a Roma la fila la sappiamo fare”

Parole durissime, importanti. Parole che se pesate affondano nella carne già martoriata dell’opinione pubblica creando solchi profondissimi. E poco importa se l’inviata precisa che secondo i controlli delle forze dell’ordine in quella giornata non sono state effettuate sanzioni di alcun tipo poiché alcuna infrazione era avvenuta. Gli opinionisti hanno deciso di non dar peso a quanto la legge stabilisce. La chiosa finale da parte della Merlino (“a Roma, e quindi non in Svizzera, noi a Roma facciamo la fila a due metri di distanza quando andiamo a fare la spesa”)  sancisce quanto da giorni avviene in maniera particolarmente aggressiva e sistematica, un’informazione univoca e mai contestualizzata dai fatti e, soprattutto, senza alcun diritto di replica. Napoli, e il sud, non rispetta le regole.

La verità è assai differente da questa tossica narrazione mediatica a cui stiamo assistendo in questi giorni. Dunque, come già detto, partiamo dal principio. Il rione Sanità è un quartiere che conta circa 30mila abitanti su una superficie di circa 2 chilometri quadrati, un quartiere molto popoloso, insomma. Il suo antico tessuto la rende un dedalo di vicoli e strade dove proliferano e resistono (per fortuna) botteghe e negozi dove la gente ogni giorno si reca per qualsiasi tipo di faccenda. La spesa quotidiana, ovviamente, è tra queste. Ciò nonostante il quartiere, ad oggi, è deserto. Se si presta attenzione al servizio mandato in onda nel programma di La7 ci si rende conto perfino che c’è distanza tra chi, pochissimi, sono usciti di casa per i beni di prima necessità. Ciò che avviene nel rione Sanità è esattamente ciò che avviene in qualsiasi città d’Italia in questi giorni, con la sola e unica differenza che qui le botteghe sono singole e la gente fa la spesa in strada. La densità di persone beccate con uno strategico zoom di telecamera (ricordate le immagini sfocate di cui vi abbiamo parlato a inizio articolo? ecco, noi pesiamo bene le parole) rendono vaga l’idea di quello che in fondo si trova in qualsiasi supermercato del paese. E, a dirla tutta, per questioni strutturali – un supermercato, per quanto grande, non sarà mai grande come un’intera strada -, di situazioni analoghe e peggiori ne troviamo in qualsiasi market.

https://www.la7.it/laria-che-tira/video/ecco-il-distanziamento-sociale-a-napoli-linfettivologo-massimo-galli-non-lo-e-25-03-2020-315609

Queste considerazioni, per quanto semplici, sono supportate da constatazioni di carattere sociale. Quelle immagini, quelle parole, sono l’ennesima dimostrazione di quanto l’informazione possa essere dannosa. Non c’era ragione di fare un servizio del genere attaccando un’intera città sulla base di fatti che non sussistono. Eppure, è stato fatto. Così come successo con il Prof. Ascierto, così come per i rientri al sud, per la coda registrata sullo stretto di Messina, alla Pignasecca, in un’analoga situazione di affollamento da mercato registrata solo qualche giorno fa.

L’aria che Tira parla di distanziamento sociale. Noi, invece, consideriamo distaccamento sociale quello che stiamo assistendo in questi giorni lunghi e difficili.

Gianluca Corradini

 

 

Un articolo di Gianluca Corradini pubblicato il 26 Marzo 2020 e modificato l'ultima volta il 26 Marzo 2020

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