mercoledì 16 gennaio 2019
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L’ASSALTO

Squadrismo sui canali social di Januarius: false recensioni e minacce per il cartello anti-razzista. La solidarietà di Identità Insorgenti al suo vicedirettore

Attualità, Razzismo | 28 Ottobre 2018

E’ bastato un cartello antirazzista per tentare di massacrare Januarius e il suo proprietario, Francesco Andoli. Un vero e proprio assedio mediatico degli squadristi seguaci di Matteo Salvini, che hanno iniziato ad assaltare, dopo un post dello stesso “ministro” contro Andoli, vicedirettore di questo giornale e soprattutto amico fraterno di chi scrive, i canali social del locale. “Mamma mia, che disagio! Per fortuna tantissimi napoletani non la pensano come questo qui! Bacioni, alla faccia sua tornerò prestissimo in città” ha scritto Salvini sulla sua pagina fb. Ne è conseguito un assalto via web che si è esplicitato con minacce di morte, intimidazioni di soggetti che si dichiarano appartenenti alle forze dell’ordine, false recensioni sui canali social del locale.

Non c’è bisogno di spiegare cosa è accaduto più di tanto. Con Identità Insorgenti abbiamo subìto, da quando c’è questo nuovo governo, più di un assalto mediatico squadrista dei simpatizzanti del vicepremier, con segnalazioni alla pagina fb, che è stata addirittura bloccata più di una volta, e insulti di ogni genere: solo nella scorsa estate siamo stati costretti a bannare 2500 persone dai nostri canali social, che vomitavano di tutto e di più. Dunque conosciamo bene questi metodi intimidatori.

E dovrebbe essere altrettanto chiaro che non ci facciamo intimidire da nessuno e men che mai dai razzisti.

Francesco, in assoluta coerenza con quanto ha sempre fatto, ha deciso in piena coscienza e in piena autonomia di affiggere un cartello nel suo locale “ingresso vietato ai razzisti” con la foto di Matteo Salvini nel giorno in cui al Comune di Napoli si formava il primo gruppo consiliare della Lega. Un gesto per noi ammirevole, coraggioso, di grande valore simbolico. Del resto insieme ci siamo già beccati insulti di tuono quando facemmo un live dal porto di Napoli contro la chiusura dei porti all’Aquarius. Anche li fummo sotto assedio. Naturalmente eravamo di nuovo al porto un mese dopo, per un altro presidio, per un altro live, per continuare la nostra narrazione che, ricordiamo, avviene senza editori, senza padroni e senza padrini.

E il primo maggio di due anni fa, al concerto antirazzista dei terroni uniti a piazza Dante, fu Francesco a fare i live per il giornale e a ribadire il nostro antirazzismo collettivo: perché questa è una posizione condivisa dai 45 che fanno parte di questo gruppo, una conditio sine qua non per farne parte.

E sempre Francesco era con noi in piazza, nel marzo dell’anno scorso, quando come giornale – pur dissociandoci fin dal primo momento dalle violenze di piazza – decidemmo di manifestare anche noi contro Salvini, con un nostro striscione,  “San Gennaro squaglialo!”, che racchiudeva ironicamente il nostro attaccamento alla città di Napoli e al tempo stesso il nostro disgusto per la violenza verbale di Salvini contro il Sud, fino a pochi mesi prima indicato come il male assoluto.

Coerenza, dunque. Al punto che nonostante l’assalto mediatico e i risvolti negativi che ha avuto questa netta presa di posizione per la sua attività commerciale – con folli recensioni finte su Google, TripAdvisor e Facebook, dove è stato costretto a oscurare pagina e il telefono del locale preso d’assalto da idioti che volevano insultarlo – se n’è fottuto ampiamente.  “Francé sei pentito?” gli ho domandato stamattina, dopo una giornata di guerra contro i webeti, bannati e bloccati e che hanno fatto discendere il rank del locale grazie a decine di finte recensioni, ovviamente tutte negative. E lui mi  ha confermato quello che sapevo già, rispondendomi “Per niente”.  La gogna mediatica, insomma, non ci spaventa più. E’ solo faticoso tenere a bada l’onda d’odio. Ma arrendersi mai…

Come ha scritto il nostro Maurizio Zaccone, “Lo so che in molti pensano: “se l’è cercata”. Oppure: “cercava solo visibilità”. Ma in un’Italia dal pensiero “semplice” invece attaccare persone come Salvini è oggi un autogol, e Francesco credo lo sapeva. Ma ha voluto restare coerente con il suo pensiero e se n’è preso le conseguenze. Perché la politica “semplice” dilaga nel nostro paese. E’ più facile formarsi un’opinione leggendo un post su Facebook che analizzare un’attività parlamentare. E quanto ci sarebbe da dire e ricordare, sulla Lega e i napoletani. Perché quel coretto intonato a Pontida nel 2009 sui colerosi e i terroni è la parte meno importante. Ma ognuno ha il sacrosanto diritto di tenersi la sua opinione, che va rispettata. La tolleranza è questa. Il rispetto è questo. Il mio augurio è che ci si sforzi di distinguere, in politica come in tutto, le promesse dai fatti, gli annunci dai risultati. Vogliamo tutti bene alla nostra città.  Pertanto se il Ministro degli Interni metterà mano alle annose criticità che ci affliggono (quelle vere) sferrando un colpo decisivo alla criminalità organizzata e a tutte le piaghe storiche che patiamo fornendo mezzi, strumenti, uomini e leggi ad hoc passerà alla Storia, con la S maiuscola, e tutti insieme lo applaudiremo.
Fino ad allora io lo ricorderò sempre come quello che ci accolse a San Siro con i sacchetti della spazzatura in mano mentre subivamo la crisi politica dei rifiuti. Perchè la storia deve servire a qualcosa. Perché le promesse senza fatti non sono niente”.

Ecco appunto. Le promesse senza fatti, dice bene Maurizio, sono niente. E Francesco e tutti noi di Identità Insorgenti abbiamo fatto una scelta di campo. Netta. Assumendocene le conseguenze. Le querele. Le gogne mediatiche. Gli insulti. Gli assalti.

Di contro ieri Januarius era pieno, pienissimo. E anche oggi in tanti hanno voluto manifestare solidarietà a Francesco. Tanti i napoletani per bene – ma anche tanti del Nord che sono passati in questi giorni – hanno tenuto a esprimere vicinanza.

Io, personalmente, a Francesco – amico fraterno e spalla indispensabile, con Drusiana Vetrano, per portare avanti questa nostra idea di città, questa nostra visione del mondo attraverso queste pagine – ho detto semplicemente che non sarà mai solo. Mai. E  che la mia stima per lui, già forte, è cresciuta ancora di più.

Identità Insorgenti è tutta tutta con te. E per fortuna anche la maggior parte dei nostri 130mila lettori.

Lucilla Parlato

 

 

 

 

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 28 Ottobre 2018 e modificato l'ultima volta il 28 Ottobre 2018

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