venerdì 23 agosto 2019
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LE CENTENARIE

L’Antichissima Pizzeria Port’Alba dal 1738: tra le pizze a portafoglio e Pino Daniele

Identità | 11 Agosto 2019

di Valentina Castellano

“Cibo per poveri, pietanza per frettolosi, alimento per vagabondi, la pizza andò oltre i monti e oltre i mari, raggiunse i napoletani sparsi per il mondo, testardi nella loro fatica e nei loro antichi gusti e costumi: come un’ancora anche di salvataggio buttata dall’anima attraverso il palato per recuperare l’odore perduto di Napoli”.
Così recita la prefazione di un libro storico sulla Pizza di Roberto Minervini, “Storia della Pizza”, che abbiamo tenuto stretto e come riferimento in quello che è stato per noi un viaggio davvero speciale che vogliamo raccontarvi per darvi il senso di quanto la Pizza, la nostra Pizza, quella napoletana, sia un forte elemento di identità e appartenenza, di storia e tradizione, di passato e futuro.

Il nostro viaggio tra le Centenarie

In occasione del Bufala Fest che si terrà dal 31 Agosto all’8 Settembre sul lungomare Caracciolo, vi abbiamo parlato di un evento nell’evento: la partecipazione compatta di tutte le Pizzerie appartenenti all’Unione Pizzerie Storiche Napoletane, Le Centenarie, alla manifestazione.
E’ la prima volta che succede che tutte insieme partecipino ad un evento food. Per l’occasione, nelle scorse settimane, vi abbiamo raccontato – con i nostri live – ogni pizzeria e ogni storia, presentandovi insieme ai protagonisti anche la protagonista: la pizza speciale per l’evento di fine estate.
In questo viaggio però abbiamo capito che avevamo a che fare con qualcosa di molto più grande e importante di una semplice partecipazione ad un evento. Abbiamo capito che Le Centenarie sono la Storia della Pizza: storia che ciascuno di questi tredici luoghi “patrimonio dell’umanità” ha creato, vissuto e attraversato fino ad arrivare – intatti – ai giorni nostri.
Le Centenarie rappresentano 13 famiglie che per 100 anni e più, negli stessi locali, con gli stessi cognomi e legami di parentela, hanno tramandato di generazione in generazione l’arte di “ammaccare”: quell’arte che l’Unesco ha riconosciuto come patrimonio dell’umanità.
Dietro quest’arte, dietro la pizza stessa, ci sono legami con i quartieri, con la città, con le opere d’arte, con le dominazioni, le guerre, con la storia ancora viva di Napoli.
Ed è solo raccontandovi ad uno ad uno i nostri incontri con queste famiglie che possiamo trasmettervi la testimonianza di una storia tramandata che è viva e si ripete ogni giorno.

L’Antichissima Pizzeria Port’Alba dal 1738

Alcune fonti la definiscono come la più antica pizzeria del mondo.

Prima dell’800 le pizzerie non erano come le conosciamo ora, non erano locali in cui ci si poteva accomodare mangiare la pizza. Erano laboratori, vere e proprie botteghe, dove poi si davano appuntamento tutti i venditori ambulanti che,  prese le pizze – allora senza pomodoro – le andavano a vendere alle porte della città. E questo succedeva nel 700 proprio a Port’alba.

La più antica tra le Centenarie, la pizzeria di Gennaro Luciano è un crocevia di turisti, universitari e napoletani che affollano ogni giorno le tre sale rimodernate ma che parlano di storia tra foto, targhe e dipinti delle piazza dell’epoca, il largo Mercatello detto anche Foro Carolino.

Gennaro ci accoglie sull’uscio della Pizzeria proprio accanto al bancone delle pizze a portafoglio: è questo l’elemento centrale della storicità di Port’Alba, l’usanza più antica e popolare. Ancora oggi è qui che si affollano le persone per consumare in piedi o a portar via la famosa pizza a “libretto”, studenti ma anche turisti che amano consumare quello che molti chiamano ora street food ma che in realtà fa parte della storia della pizza napoletana dal 700.

Quando un Centenario vi accoglie nella sua Pizzeria l’elemento comune che si denota è l’orgoglio. Orgoglio per la storicità, per ciò che ogni angolo del suo locale rappresenta. Gennaro ci mostra foto, ci racconta la storia antica e quella più moderna, ci spiega che di continuo televisioni e giornali parlano della “più antica pizzeria del mondo”. Tra le tante foto in bella vista anche quella con il noto chef Gordon Ramsey. Ma il fiore all’occhiello da raccontare è un altro è dà il vero senso di appartenenza a chi questa città l’ha cantata e rappresentata.

Il ricordo di Pino Daniele

Immaginate in una città come Napoli, con i suoi artisti, musicisti, attori, geni e poeti, cosa e quanto hanno da raccontare i gestori e i proprietari di Pizzerie esistenti da oltre un Secolo di storia. Quanti aneddoti, quanti incontri a quei tavoli davanti a margherite e marinare. Quanti confronti, preoccupazioni e discorsi. E non esiste Centenario che non vi racconterà almeno un importante aneddoto che è accaduto ai suoi tavoli. E immaginate dal 1738 quanti sono i racconti di cui Gennaro Luciano con la sua Antichissima Pizzeria Port’Alba si fa portavoce. Quello a cui tiene di più riguarda Pino Daniele e Tullio de Piscopo che qui si incontravano, sempre allo stesso tavolino, all’angolo, dove discutevano tra pizze, fogli di carta, riflessioni e risate ad alta voce. Fu così, proprio qui, alla Pizzeria Port’Alba,  che nacquero idee e canzoni, di quell’immenso e amatissimo lavoro che fu  “Terra mia”.

La Storia dell’Antichissima Pizzeria Port’Alba

“L’antica pizzeria Port’Alba” è la più antica di Napoli. Situata al limite di una delle porte della città, nasce come bottega-laboratorio nel 1738, dove andavano a rifornirsi i venditore ambulanti di pizze alla merinara, o con alici o con cicinielli (bianchetti), o con pomodoro e mozzarella (a quei tempi senza nome, anche se poi nel 1889 – come sappiamo – prenderà il nome margherita).

Nel 1830 data della sua fondazione, diventa pizzeria e osteria con: tavoli, sedie e piano superiore, da non dimenticare la buona cucina, dove si possono gustare: le linguine “alla Luciana” “alla S. Lucia” e altre specialità marinare.

La pizzeria è collocata sotto la cosiddetta “Porta delle Sciuscielle” (o “Porta delle Carrubbe”), eretta nel 1625, al tempo del viceré Antonio Alvarez De Toledo, Duca D’Alba, (cui deve il suo nome), dove incrocia la storica e bellissima Via Costantinopoli (Via Degli Antiquari) e il conservatorio musicale, nel centro culturale della città.

Vi basterà sapere che Re Ferdinando di Borbone, Francesco Crispi, Antonio Cardarelli e Benedetto Croce (che abitavano nei dintorni), Gabriele D’Annunzio, Salvatore Di Giacomo sono passati tutti di qui per capire l’importanza di questo pezzo di storia, di Napoli e della pizza nel mondo.

 

il live:

Quarta tappa alla scoperta dell’ Unione Pizzerie Storiche Napoletane "Le Centenarie" Entriamo nella pizzeria più antica del mondo: Antica Pizzeria Port'Alba 1738

Geplaatst door Identità Insorgenti op Vrijdag 28 juni 2019

 

Un articolo di Valentina Castellano pubblicato il 11 Agosto 2019 e modificato l'ultima volta il 6 Agosto 2019

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