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Le condizioni di Ciro Esposito, il tifoso napoletano nel posto sbagliato al momento sbagliato

News | 4 Maggio 2014

07FSQKR86496-kJEI-U1030850583570sTC-568x320@LaStampa_itROMA, 4 MAGGIO – Una finale di polemiche e di vergognosi fatti, al di fuori del contesto calcistico, una finale di sangue. Ed è tra le tante discussioni che si trascurano le cose importanti.

Ciro Esposito, un ragazzo come tanti, un tifoso come pochi, sta combattendo in queste ore la battaglia più importante della sua vita. Sono le 23.30 quando il ragazzo viene trasferito da un ospedale all’altro, con una pallottola ancora piantata nella schiena. Secondo i medici le sue condizioni sono stabili, ma ancora critiche. In coma farmacologico, Esposito potrebbe non camminare più. Ha resistito all’operazione che ha contenuto l’emorragia ad un polmone, grazie all’intervento dei medici del pronto soccorso di San Pietro, poi lo spostamento al Gemelli, dove esistono strutture all’avanguardia nel settore neurochirurgico.

Secondo la Digos, a sparare a Tor di Quinto è stato Daniele De Santis, soprannominato Gastone, un ultrà della Roma, molto conosciuto negli ambienti giallorossi. Per chi ne ha memoria, Gastone è colui che interruppe un famoso Derby tra Roma e Lazio nel 2004, divulgando la falsa notizia di un bambino investito e ucciso dalla polizia. Secondo le ricostruzioni, De Santis avrebbe lanciato fumogeni e bombe carta contro i tifosi napoletani, gridando “Vi ammazzo tutti“. Questi ultimi lo hanno inseguito. Lui è scivolato, si è visto circondato e ha esploso i colpi di pistola. La realtà dei fatti è ancora tutta da accertare, ma pare che Gastone non fosse solo e che a sparare ci fossero altri uomini, molti di questi ad altezza uomo.

Lo zio di Ciro racconta che un altro ragazzo, che si trovava qualche decina di metri più avanti al momento dello sparo di De Santis, gli ha confessato: Ci hanno aspettati, è stato un agguato. Poi ci sono stati i colpi di pistola e Ciro è caduto. Lo hanno operato d’urgenza, vogliamo che lo stato faccia chiarezza“.

È in coma, ha una pallottola nella vertebra. Se esce dal coma dovrà essere operato e non si sa come andrà. Ha 30 anni, lavora nell’autolavaggio di famiglia, lava macchine fino alle 8 di sera. Non ha colpe, non fa parte di tifo organizzato e non è abbonato evidenzia un altro zio di Ciro Esposito. ”L’altro mio nipote era con lui, hanno parcheggiato nei posti indicati dalle autorità. E’ stato vittima di una bomba carta, poi di sassi, poi è uscito questo signore, ma anche altri che sparavano in alto, lui invece ad altezza uomo. L’ambulanza è arrivata dopo oltre un’ora“.

Nello stesso ospedale Gemelli era ricoverato anche Daniele De Santis, per una ferita alla gamba rimediata durante gli scontri, poi trasferito altrove.

Dalle ultime notizie sembra che Ciro sia nuovamente sotto i ferri per un delicatissimo intervento alla colonna vertebrale, che avrà una durata di circa 8 ore. Seguono aggiornamenti.

Un articolo di Il Vaporetto pubblicato il 4 Maggio 2014 e modificato l'ultima volta il 4 Maggio 2014

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