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LE FOLLIE DELL’IMPERATORE

La propaganda di Trump che calpesta la salute degli americani. Scontro coi governatori sulla Fase 2

Mondo | 19 Aprile 2020

“Il presidente Trump con le sue dichiarazioni incoraggia atti illegali e pericolosi. Sta esponendo milioni di persone al pericolo di contagio da covid-19”.

Queste le parole espresse su Twitter il 17 aprile dal governatore dello stato di Washington Jay Inslee in seguito all’endorsement di Trump al “movimento antilockdown” che in Ohio, Texas, Nord Carolina, Kentucky, Virginia e Michigan ha animato proteste di piazza violando le norme sugli spostamenti, sugli assembramenti e sul distanziamento sociale.

I manifestanti che sventolavano bandiere di Trump e indossavano cappellini col logo MAGA (make America great again), slogan usato dai repubblicani nell’ultima campagna elettorale, hanno di fatto aperto le ostilità in vista delle elezioni presidenziali previste a novembre.

Trump non ha dubbi che si svolgano nei tempi previsti e non nasconde la speranza di poter tenere presto comizi affollati che non prevedano distanziamento sociale, del cui “sapore” sente tanto la mancanza.

Il governatore Inslee in un ulteriore tweet rincara la dose: “Il presidente sta fomentando la rivolta sociale e diffondendo bugie sebbene la sua stessa amministrazione riconosca che il virus è reale e mortale. Abbiamo da percorrere una lunga strada prima che le misure restrittive possano cessare”.
Ed è proprio su modi e tempi del ritorno alla normalità che verte una feroce polemica tra alcuni governatori e il presidente Trump.

Andrew Cuomo, italoamericano, governatore,dello stato di New York, il più colpito dal covid-19 che registrava il 17 aprile 122148 casi di contagio e oltre diecimila decessi, nei giorni scorsi si è espresso con fermezza contro Trump.

Il tycoon ha di recente affermato che il presidente ha potere assoluto compresa la facoltà di allentare a propria discrezione le misure di sicurezza adottate dai singoli stati per contrastare l’edpidemia di coronavirus.

Cuomo ha fatto notare a Trump, citando i padri fondatori della costituzione americana da Hamilton a Washington che gli U.S.A. sono una repubblica federale la cui Costituzione tutto prevede tranne che il presidente possa avere una condotta da monarca assolutista ed ha affermato con forza l’intenzione di contrastare qualsiasi imposizione volta all’alleggerimento delle misure restrittive in atto che possa mettere ulteriormente a rischio la salute pubblica dal momento che nel suo stato gli ospedali sono al collasso i contagi continuano ad aumentare ogni giorno.

Dal canto suo Trump ha tacciato Cuomo di ingratitudine in quanto non avrebbe apprezzato e mostrato la giusta deferenza per gli sforzi compiuti dal governo federale per aiutare lo stato di New York; secca le replica del governatore:
“Non so cosa si aspettasse che facessi; mandare un buquet di fiori? Grazie governo federale per essere partecipe ad un’emergenza federale”.
Andando oltre la guerra di tweet tra presidente e governatori dissidenti, ciò che accomuna tutti i rappresentanti degli stati della federazione americana a prescindere dal colore politico è la pressante richiesta al governo centrale di test diagnostici che possano supportare scientificamente decisioni cruciali sulle riaperture e che al momento scarseggiano.

Per tutta risposta Trump, pur facendo un passo indietro e dichiarando che saranno i governatori a gestire le modalità e la tempistica di uscita dal lockdown ha lasciato tutti sconcertati e basiti, affermando venerdì scorso che ogni stato deve provvedere da sé al procacciamento dei test diagnostici che ad oggi il governo centrale ha omesso di fornire in numero adeguato nonostante reiterate promesse rivelatesi sistematicamente pure fandonie.

Follia pura manifestata in piena emergenza sanitaria considerato che gli States sono il primo paese al mondo per numero di contagi (738000 circa) e decessi (39000) senza contare che oltre ai tamponi mancano respiratori polmonari, dispotivi di protezione personale e posti in terapia intensiva.

Ma le follie dell’imperatore Trump palesate quotidianamente via Twitter o negli incontri con la stampa che il tycoon non manca di trasformare in distopici siparietti autocelebrativi completamente avulsi dalla realtà dei fatti non finiscono mai di stupire e l’Organizzazione Mondiale della Sanità colpevole di tracciare linee guida di contenimento del virus poco gradite al presidente si è vista tagliare i fondi per la ricerca sul coronavirus.Incredibile ma vero.

E mentre il popolo americano continua a infettarsi e morire, il suo presidente vorrebbe riaprire tutto e subito in un momento in cui qualsiasi persona sana di mente capirebbe che l’epidemia è tutt’altro che sotto controllo.

Una buona parte della stampa americana non risparmia critiche durissime all’operato del presidente e alle menzogne che sistematicamente propina e diffonde.
Non sono mancate neanche critiche a Ivanka Trump e al marito, il brillante stratega geopolitico Jared Kushner entrambi consulenti della Casa Bianca (in un raro connubio di incapacità e nepotismo) che infischiandone delle restrizioni sugli spostamenti, sono andati, con prole al seguito, a festeggiare la pasqua ebraica in un resort di proprietà del magnate.

Questo la dice lunga sulla distanza e la totale mancanza di empatia della famiglia Trump nei confronti del popolo americano.

Secondo le stime del World Economic Forum 20 milioni di americani hanno chiesto un sussidio di discoccupazione avendo perso il lavoro in seguito alla chiusura delle attività produttive e secondo le stime della F.E.D. la banca centrale americana la cifra potrebbe verosimilmente arrivare a 70 milioni.
Gli assegni per i sussidi portano la firma di Donald Trump che non ha perso neanche quest’occasione per trasformare la tragedia in propaganda.
Le indiscrezioni trapelate dopo la vittoria elettorale di Trump alle ultime presidenziali circa il sostegno occulto ricevuto dalla Russia col fine ultimo di minare la stabilità politicosociale degli Stati Uniti ed il loro peso a livello internazionale stanno avendo un riscontro drammaticamente plausibile e reale.
Di recente i contatti diretti tra Trump e Putin si sono infittiti come mai prima e la cosa non lascia presagire niente di buono; intanto il paese affonda sempre più in un profondo baratro dal quale, dati alla mano, sarà dolorosamente difficile uscire.

Federico Hermann

Un articolo di Federico Hermann pubblicato il 19 Aprile 2020 e modificato l'ultima volta il 19 Aprile 2020

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