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LE MANIFESTAZIONI

Patrimoniale, reddito d’emergenza, scuole aperte, sanità accessibile: la piazza di Napoli alla vigilia del lockdown

Diritti e sociale | 14 Novembre 2020

Nella giornata di ieri pomeriggio sono stati molti i momenti di protesta in città. La mattina studenti e professori si sono dati appuntamento a Piazza Plebiscito per scioperare contro le inadeguatezze dell’istruzione pubblica. Mentre la sera, nella stessa piazza, le reti sociali napoletane sono tornate  cuore della città per lanciare nuovamente un grido di allarme delle realtà a rischio. Nel frattempo anche sul lungomare e sotto la Regione, a Santa Lucia, si è sollevata la protesta di commercianti e ambulanti.

Il giorno prima, giovedì, c’è stata un’occupazione simbolica della sede dell’AIOP – Associazione Italiana Ospedalità Private. Un’azione per annunciare la manifestazione della scorsa sera, indetta dalla rete di realtà precarie di Napoli. Ieri, invece, le reti sociali napoletane hanno presentato la loro  proposta di patrimoniale a Via Toledo, sotto la sede della banca BNL a Largo Berlinguer. Nel frattempo lavoratori e disoccupati del Movimento 7 Novembre erano in protesta a Piazza Municipio, mentre dall’altra parte del centro, sotto la Regione Campania, partiva la protesta dei commercianti organizzata da Il Sud Conta.

La patrimoniale: il 10% dal 10% più ricco del paese per sostenere questa crisi

La mobilitazione si è spostata a Piazza Plebiscito. Ad accogliere gli attivisti c’era una piazza completamente militarizzata, con idranti, camionette della polizia e persino un elicottero. Un centro città bloccato e il Plebiscito assediato per una semplice manifestazione, composta da persone che reclamano –  giustamente – dei diritti essenziali: in  piazza lavoratori, disoccupati, studenti, e anche artisti, associazioni per i diritti dei detenuti e senzatetto. Altro che violenti, facinorosi o camorristi. Le categorie più colpite da questa crisi ribadiscono il fallimento di questo sistema, dove i profitti vengono prima della salute. E l’abbiamo visto tutti.

I punti essenziali della protesta sono semplici e chiari, li abbiamo già visti sui manifesti che negli ultimi giorni hanno tappezzato la città. Un reddito di sostegno per chi è seriamente colpito da questa situazione, una sanità pubblica efficiente e davvero gratuita – perché è inammissibile pagare fino ad 80 euro per un tampone – e fondi pubblici per istruzione, trasporti e servizi essenziali.

Come pagare tutto questo? Dobbiamo cominciare abbattendo spese inutili come quelle militari, ma soprattutto adottando la patrimoniale. Una proposta già attuata in diversi paesi europei. E consiste in una tassa sul patrimonio dei più ricchi del paese. Si propone il 10% sul 10% più ricco, e ciò significa quasi 10 miliardi di euro in più da spendere per il popolo.

Si è concluso con queste proposte – tra l’altro presentate in prefettura – l’ultimo giorno di proteste nella città, prima che la Campania diventi Zona Rossa. E viene da chiedersi cosa ne sarà, ora, di tutte queste categorie a rischio. Quando tutto questo sarà finito, qualcuno dovrà rispondere di questo massacro sociale. Lavarsi le mani dal sangue sarà difficile.

Ciro Giso

Un articolo di Ciro Giso pubblicato il 14 Novembre 2020 e modificato l'ultima volta il 14 Novembre 2020

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