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LE ORIGINI DELLA MASCHERA

E’ Kikirrus della Fabula Atellana l’antenato di Pulcinella

Cultura, Identità | 6 agosto 2018

Quella di Pulcinella è una delle maschere più conosciute e amate al mondo, ma non tutti conoscono le sue origini. Una delle teorie più diffuse, è quella che affonda le sue radici nel IV secolo, nella rappresentazione teatrale dell’Atellana romana.

L’atellana fu un genere di commedia, rappresentata inizialmente in dialetto Osco, nata presso l’antica città di Atella, compresa tra le attuali città di: Orta di Atella, Sant’Arpino, Frattaminore, Succivo (dove è visitabile il Museo archeologico dell’Agro atellano), Gricignano di Aversa e Cesa.

I romani la conobbero dopo le guerre sannitiche e nel 391 a.C.  la importarono a Roma, dove prese il nome di Fabula Atellana e dove la gioventù romana, compiaciuta da questo genere di commedia farsesca, iniziò ad improvvisarla in latino.

L’Atellana veniva originariamente rappresentata da compagnie itineranti (costituite da attori professionisti) come “exodium” dopo una tragedia, era quindi di breve durata e di carattere popolare e il più delle volte sviluppata su canovacci improvvisati. La sua tematica principale, era basta sul contrasto fra tipi fissi, quali: il padrone avaro e il servo geloso, il contadino sciocco e il passante intelligente, il vecchio innamorato e il giovane rivale; nelle quali l’intreccio si scioglieva tra contorsioni, smorfie, acrobazie, inseguimenti e spettacolari cadute.

Successivamente, al tempo di Silla, questa forma di rappresentazione divenne un genere letterario (quando iniziò a decadere la fabula togata).

I personaggi fissi dell’Atellana, intorno ai quali si svolgevano le vicende, erano quattro:

A queste maschere se ne aggiungeva un’altra: Kikirrus, una maschera teriomorfa (con le sembianze di un animale) il cui nome rimanda al verso del gallo.

Ed è proprio ai personaggi delle Fabulae Atellanae che viene fatta risalire l’origine della maschera di Pulcinella, “Pulecenella” in napoletano, tanto cara alla tradizione partenopea.

Se la maschera come la conosciamo oggi infatti, è nata intorno al 1500 a.C ad Acerra (dove è possibile approfondire la sua storia presso il Museo di Pulcinella del Folklore e della Civiltà Contadina), dalla fantasia dell’attore Silvio Fiorillo, c’è chi ritiene che bisogna fare un salto in un passato più lontano per cercare il suo antenato.

Alcuni autori ritengono che Pulcinella sia assimilabile alla figura sopracitata di Maccus, la cui maschera era costituita da una faccia bitorzoluta, grosse guance e nasone lungo; altri lo riconducono al personaggio di Kikirrus, perché proprio come un piccolo pulcino, presenta un naso adunco e ricorderebbe più da vicino la nota maschera da tutti conosciuta.

Dalle antiche maschere delle Atellanae, oggi la maschera di Pulcinella, che incarna molti aspetti dell’universo del popolo napoletano, per la sua ironia e sfrontatezza, è esportata all’estero e conosciuta in tutto il mondo.

Rosa Zanfardino

 

 

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