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LE PROTESTE

Bosco di Capodimonte, Bellenger e Poggiani sotto accusa

Beni Culturali | 27 Maggio 2020

Riceviamo e Pubblichiamo

Domenica mattina, insieme ad alcune realtà territoriali, abbiamo animato un flash mob presso la porta del parco di Capodimonte, spinti dall’indignazione di tanti cittadini tristemente sorpresi per la decisione del direttore Bellenger di richiudere le porte del Bosco a pochi giorni dalla sua riapertura.

L’iniziativa del direttore, che, come già accaduto in passato, non si è preoccupato di dare luogo ad un confronto con la cittadinanza, ci è sembrata poco chiara e alquanto scomposta.
In un primo momento, sui giornali la colpa è stata attribuita ai “cattivi” comportamenti dei cittadini che hanno attraversato il Bosco, per poi gettare la responsabilità sul mancato accordo con le organizzazioni sindacali dei lavoratori della vigilanza, che in un comunicato hanno poi smentito la versione dello stesso direttore.

Nonostante il poco preavviso, la rapidità della convocazione e l’organizzazione spontanea, il presidio ha visto la partecipazione di numerosi abitanti del quartiere e delle zone limitrofe. In particolare tante famiglie e bambini che, non solo hanno pagato il prezzo più alto in questo periodo di confinamento in casa, ma risultano fortemente colpiti anche da questa assurda decisione.

Nonostante la manifestazione e le tante voci di indignazione (tra le quali anche quella del sindaco di Napoli), il direttore del Museo e del Parco ha dato notizia, attraverso uno scarno comunicato, che il Bosco sarà riaperto nei prossimi giorni, senza fornire certezze sulla data e soprattutto evitando ancora una volta il confronto pubblico con la cittadinanza.
In un momento delicato come quello che stiamo vivendo, segnato dalla progressiva riapertura di qualsiasi attività, è quanto mai assurdo che siano sacrificati gli spazi pubblici e in particolare quelli verdi, le scuole e i luoghi della cultura. Un simile approccio non trova alcuna logica spiegazione, se non che tali spazi sono ritenuti “non produttivi”, non profittevoli e probabilmente anche di inutile fastidio per chi ne è deputato alla gestione.

Vorremmo ricordare a Bellenger che il parco non è il giardino del Museo di Capodimonte e che la sua chiusura dovrebbe essere sempre un atto sofferto e ponderato, perché si mette a rischio la fruizione di un bene della città che i napoletani e le napoletane ritengono intoccabile. Il bosco di Capodimonte è il polmone verde di Napoli.

Nelle prossime ore continueremo a vigilare sulla riapertura del parco, come già abbiamo fatto in passato, e invitiamo tutti e tutte a non abbassare la guardia per la difesa e la salvaguardia di questo bene comune.

Una postilla va indirizzata al Presidente della Terza Municipalità e ad alcuni consiglieri municipali a lui vicini, che in queste ore si sono affrettati a correre in difesa del direttore Bellenger, mettendo in discussione la manifestazione (forse per lesa maestà?) solo per alcuni cartelli dal contenuto ironico che alcune persone hanno spontaneamente portato.
Le istituzioni municipali dovrebbero preoccuparsi maggiormente del fatto che la chiusura del Bosco si somma a tutti i parchi di competenza municipale e comunale ancora oggi chiusi e del perché i cittadini protestano, piuttosto che dare lezioni di “bon ton da protesta”. Oltre ad essere fuori luogo è anche grottesco.

Zero81 – Laboratorio di Mutuo Soccorso

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 27 Maggio 2020 e modificato l'ultima volta il 27 Maggio 2020

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