fbpx
venerdì 27 novembre 2020
Logo Identità Insorgenti

LE REAZIONI

Sindaci contro Conte su chiusure delle piazze. E nella notte cambia il testo del decreto

Italia | 19 Ottobre 2020

Il Presidente del Consiglio ieri ha annunciato che i Sindaci potranno adottare coprifuoco parziali, di vie e piazze, dalle 21.  Ma alcuni sindaci si sono ribellati.

La reazione del sindaco di Bari e presidente dell’Anci De Caro

Per il presidente dell’Anci e sindaco di Bari Antonio De Caro  “il governo, senza nemmeno affrontare il tema nelle numerose riunioni di queste ore, inserisce in un Dpcm una norma che sembra avere il solo obiettivo di scaricare sulle spalle dei sindaci la responsabilità del coprifuoco agli occhi dell’opinione pubblica. Questo non lo accettiamo”. Ci saranno le forze dell’ordine a controllare le aree pubbliche in cui sarà vietato l’ingresso e a riconoscere residenti e avventori dei locali? I cittadini non si sposteranno da una piazza a un’altra? – chiede De Caro -. Nei momenti difficili le istituzioni si assumono le responsabilità non le scaricano su altre istituzioni con cui lealmente dovrebbero collaborare. I sindaci sono abituati ad assumersi le loro responsabilità. Vorremmo che tutte le istituzioni facessero lo stesso”.

 

Il caso Napoli

Luigi de Magistris, sindaco di Napoli,  ha sempre contestato le chiusure della movida decise in questi mesi dal governatore Vincenzo De Luca. “Conoscendo la sensibilità istituzionale del Presidente Conte e la coesione che deve caratterizzare questo difficilissimo periodo che vive la nostra Repubblica, non posso credere che si sia deliberatamente e dall’alto, senza consultare sul punto i sindaci d’Italia, scelto di scaricare su di noi una decisione non praticabile – dichiara de Magistris – L’effetto delle parole pronunciate dal Presidente del Consiglio davanti a milioni di italiane e italiani sarà quello di lasciare ancora una volta i sindaci con il cerino in mano. Lo Stato sceglie, quindi, di puntare il dito per nascondere quello che non si è fatto, in tante parti del Paese, per rafforzare la rete territoriale di sanità pubblica. Provo amarezza, sconforto e delusione per uno Stato che non ha la sensibilità, la volontà e la lungimiranza di mettere al centro i suoi cittadini e chi li rappresenta, a mani nude, sul territorio, con poche risorse umane e spesso senza un euro. Dopo 9 mesi dallo scoppio della pandemia è un segno di debolezza e mancanza di lucidità dello Stato non riuscire a garantire il controllo del territorio e scaricarlo sui sindaci che spesso non hanno né personale, nè soldi, per pagare straordinari. Presidente Conte corregga il tiro, faccia il generale che sta vicino ai soldati che combattono sulla prima linea con pochi viveri e poche armi e che cercano, ogni giorno, di arginare epidemia sociale, economica e lavorativa e contenere l’avanzata del contagio criminale “.

Del resto da un sindaco che ha sempre difeso baretti e ristoranti (il suo bacino elettorale è in grossa parte tra queste categorie ormai) dalle decisioni del governatore e che appena tre mesi prometteva “una serie di ordinanze in base alle quali Napoli sarà aperta 24 ore su 24. Niente più baretti obbligati a chiudere alle 23, niente più orari per nessuno” e che “ristoranti, locali, negozi, parchi, servizi, tutti potranno restare aperti ininterrottamente giorno e notte” e “la città sarà più accogliente, aumenteranno le aree pedonalizzate e i servizi fruibili all’aperto” cosa c’era da aspettarsi?

Ma il testo cambia nella notte e i sindaci spariscono

Stamattina però a quanto pare le cose non stanno come detto nel suo discorso dal premier, che ha fatto citato esplicitamente i sindaci, indicandoli come coloro che dovranno decidere se chiudere determinate zone. Lo stesso concetto si leggeva in una prima bozza del dpcm. Nella versione definitiva, però, il riferimento ai primi cittadini è saltato: “Delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento – si legge nel testo approvato – può essere disposta la chiusura al pubblico, dopo le ore 21,00, fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private”. Una formula più generica, dunque. Che però rende la situazione ancora più confusa. A chi spetta, allora, il compito di chiudere le strade e le piazze?

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 19 Ottobre 2020 e modificato l'ultima volta il 19 Ottobre 2020

Articoli correlati

Italia | 25 Ottobre 2020

IL NUOVO DPCM

“E’ fortemente raccomandato” non uscire: il lockdown “mascherato” del governo

Italia | 21 Ottobre 2020

LA PRECISAZIONE

Il Viminale: spetta a Sindaci e Prefetti la chiusura di strade e piazze

Italia | 18 Ottobre 2020

NUOVO DPCM

Conte: coprifuoco nelle piazze spetta ai sindaci. Nuove restrizioni per bar e ristoranti (ma in Campania già c’erano), scuola in presenza

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi