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Le voci di Gianni Lamagna e Alessio Arena insieme per l’omaggio a Gilda Mignonette

Ciento 'e sti juorne | 27 Aprile 2019

Per la Rubrica “Ciento ‘e sti juorne”, nel giorno dedicato a San Giovanni di Catari, vi parliamo del cantante napoletano Gianni Lamagna e del suo prossimo concerto, “La sirena di New York”, il recital dedicato alla figura leggendaria di Gilda Mignonette, la “sciantosa emigrante”, che si terrà sabato 4 maggio, ore 18,30, alla Casina Pompeiana di Napoli, sede dell’Archivio storico della canzone napoletana.

Lo spettacolo vede Lamagna, voce storica della musica partenopea, esibirsi per la prima volta con suo figlio, il cantante e scrittore Alessio Arena, autore del romanzo “La notte non vuole venire”, da cui trae ispirazione il recital che è un omaggio alla vita fatta di luci ed ombre di Gilda Mignonette,  sospesa fra realtà e leggenda, che evoca l’incontro umano e artistico fra la cantante napoletana e il poeta spagnolo Federico Garcia Lorca.

Gianni Lamagna, una lunga carriera fra concerti e ricerca musicale

Negli oltre 40 anni di carriera Gianni Lamagna ha affiancato alla sua attività di cantante ed attore, quella di studioso della musica, in un’instancabile opera di ricerca e sperimentazione. Dopo aver debuttato come cantante a 18 anni, nel 1974 insieme a degli amici musicisti e antropologi ha svolto dei lavori di ricerca sulla musica e sul teatro di tradizione.

Nel ’79 entra a far parte della compagnia di Roberto De Simone e vi resterà per 17 anni. Grazie agli studi sulla vocalità effettuati in quegli anni Lamagna sviluppa una duttilità nel canto che lo fa spaziare dalla musica sacra a quella contemporanea, dalla musica della tradizione alle arie antiche.

“La Gatta Cenerentola”, “Il Canto de li Cunti”, sono solo alcuni dei tanti lavori teatrali-musicali del maestro De Simone a cui prende parte, oltre che a quelli operistici come “Requiem per Pasolini” o “Piedigrotta”. Nel 1980 è tra i fondatori del gruppo “Media Aetas”, partecipando a moltissimi festival internazionali, mentre dal 1991 collabora col musicista e compositore Antonello Paliotti, con cui realizza numerosi recital. Per promuovere la diffusione della musica e aiutare i giovani dotati di talento ad emergere nel 1996 ha fondato l’Associazione “Di Musica in Musica”

La collaborazione con la Nuova Compagnia di Canto Popolare e l’attivista da solista

Nel 1997 ha iniziato ufficialmente la collaborazione con la Nuova Compagnia di Canto Popolare e da allora ha partecipato all’intensa attività concertistica che la formazione svolge in Italia e nel mondo. Parallelamente ha continuato, però, la sua attività di solista, mettendo in scena recital, concerti, spaziando dalla musica sacra a quella contemporanea, dalla musica dell’800 alla serie di concerti “Racconti e Musiche per  i giorni di Natale”, diventato in seguito un cd.

In diverse occasioni ha collaborato con l’attore Mariano Rigillo, come solista nel concerto “Vox Animae” e a partire dal 2000  nel concerto-spettacolo “Simme Zingare” di Raffaele Viviani. Nel 2007, in occasione della morte di Totò si è esibito nel “Concerto per un Principe”, diventato nel 2010 per Raitrade un album, andandosi ad aggiungere a quello uscito nel 2005 “I Cottrau a Napoli”, divenuto poi un evento live. Nel 2008 ha partecipato alla produzione del Comunale di Bologna della “Beggar’s Opera” con la regia di Lucio Dalla.

Nel maggio del 2009 Gianni Lamagna è stato protagonista del concerto “Gemito di Mare e di Amori”, dedicato allo scultore napoletano Vincenzo Gemito in occasione della mostra che il Ministero dei Beni Culturali e il Polo Museale Napoletano hanno allestito al Museo Pignatelli di Napoli.

Il recital “La sirena di New York”, ovvero Gilda Mignonette

La rappresentazione “La sirena di New York”, che vedrà come interprete Gianni Lamagna, è stata scritta dal “cantascrittore”, come lui stesso ama definirsi Alessio Arena, e presenta al pubblico un insieme di musica, videoinstallazioni e letteratura dal vivo.  Ad ottobre lo spettacolo già è stato presentato al Nuovo Teatro Sanità di Napoli con l’attrice Cristina Donadio.

Attraverso la fusione delle voci dei due cantanti viene raccontato un pezzo di storia della musica napoletana, ovvero la vita di Gilda Mignonette, nome d’arte di Griselda Andreatini, nata nel popolare quartiere della Duchesca a Napoli nel 1886, cantante e sciantosa del teatro di varietà, che venne soprannominata “la regina degli emigranti”.

Lo spettacolo prende ispirazione dal romanzo “La notte non vuole venire”, scritto dallo stesso Arena ed edito da Fandango, che parte dall’ “ultimo atto” della vita leggendaria della cantante, ovvero la morte, avvenuta l’8 giugno del 1953 quando il transatlantico “Homeland” sul quale viaggiava, proveniente da oltreoceano, aveva appena  attraversato lo stretto di Gibilterra.

Alle soglie dei 70 anni, distrutta dall’alcol e dalla gelosia, Gilda vi si era imbarcata per raggiungere Napoli, la città che aveva cantato per mezzo secolo e che le aveva regalato la notorietà all’estero. Il suo ultimo viaggio è raccontato dalle voci di coloro che sono stati fedeli spettatori della sua vita e della sua fama irrefrenabile, piena di insidie proprio come le due città che furono i suoi palchi di riferimento, la Napoli dell’era fascista e la luccicante New York del proibizionismo e dei boss mafiosi.

Ad accompagnarla nel rientro a Napoli c’era con lei la sua assistente, Esterina Malacarne, che aveva portato con sé dall’Italia nel 1925 e che doveva farle da interprete. Ed è la sua tuttofare a raccontare il loro arrivo a Ellis Island, la vita di lussi a New York, ad evocare, fra realtà e leggenda, l’incontro fra Gilda e Federico García Lorca, il suo rocambolesco tentativo di suicidio e il successivo scambio di lettere tra il poeta e la cantante.

Sullo sfondo della sfavillante New York dei “ruggenti anni venti”, lo spettacolo attraverso la musica rievoca con struggente nostalgia quel periodo in cui la fama di Gilda raggiunse i massimi livelli, raccontando i successi, le passioni, ma anche le amarezze e le delusioni della più grande cantante italiana d’America.

La “Regina degli emigranti”, dagli esordi a Napoli al successo internazionale

Gilda Mignonette, dopo aver debuttato da giovanissima a Napoli, passando dal varietà ad un repertorio di canzoni napoletane drammatiche e struggenti, nel 1910 cominciò le sue prime tournée all’estero, in particolare in Spagna, Ungheria e Russia. Un anno dopo, a 25 anni, arrivò per la prima volta oltreoceano, in Argentina, dove riscosse i suoi primi successi. Pochi anni dopo tenne una seconda tournée in Sud America, dove fu acclamata sia a Buenos Aires che a Cuba.

Il suo trionfo come star internazionale arrivò nel 1924, quando si trasferì a New York, diventando una delle cantanti napoletane più famose negli Stati Uniti, senza rinunciare a tornare spesso ad esibirsi in Italia dove riscosse lo stesso successo.

Fra i suoi successi “Malafemmena” di Totò e ‘A Cartulina ‘e Napule

Nel 1925, a ridosso dei trionfi newyorkesi, Gilda firmò il suo primo contratto discografico con la storica etichetta Phonotype, la casa discografica napoletana che abbiamo ricordato in questo articolo.. Da quel momento la Mignonette iniziò la sua lunga produzione discografica, che finì solo nel 1951, poco prima della morte, con la sua ultima incisione, la canzone scritta da Totò “Malafemmena”. Successivamente la Phonotype ha pubblicato, in memoria di questa grande artista, ben quattro cd che includono le più significative interpretazioni incise nei suoi studi fra il 1933 e il 1937.

Il punto più alto nella sua carriera fu rappresentato dal successo riscosso negli Stati Uniti con la canzone “’A cartuline ‘e Napule”, inoltre formò anche una propria compagnia di varietà , facendo anche conoscere la sceneggiata napoletana in tutto il mondo. Fu l’unica artista straniera ad esibirsi nel tempio della musica americana, il Guild Lyric Theatre.  Il suo repertorio era costituito principalmente da canti di emigranti, quali “‘O paese d’o sole”, “Mandulinata ‘e l’emigrante, “Santa Lucia luntana”.

Il desiderio di tornare a Napoli per l’ultima volta

Nel 1953 decise di imbarcarsi da New York sul transatlantico “Homeland”, col desiderio di tornare per l’ultima volta a Napoli e finire lì i suoi giorni. Non ci riuscì, spegnendosi quando la nave aveva appena varcato lo stretto di Gibilterra, ad appena 24 ore dall’arrivo.

Ancora oggi, grazie alla seconda moglie del marito, Frank Acierno, il suo ricordo è vivissimo in America, dove ogni anno viene allestita una mostra con i suoi meravigliosi vestiti di scena, le foto degli spettacoli, i gioielli. Per ricordarla, inoltre, vengono organizzati degli spettacoli e mandati in onda programmi radiofonici in suo onore.

E adesso con il concerto “La Sirena di New York”, grazie a Gianni Lamagna e Alessio Arena, Gilda Mignonette finalmente può fare ritorno a casa.

Sabrina Cozzolino

 

Un articolo di Sabrina Cozzolino pubblicato il 27 Aprile 2019 e modificato l'ultima volta il 27 Aprile 2019

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