lunedì 20 maggio 2019
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L’EMERGENZA ABITATIVA

Incurabili, gli sfollati sul piede di guerra: “Fermate la nostra Odissea”

Attualità, Beni Culturali | 11 Maggio 2019

Esasperate da un’odissea interminabile e dalla totale incertezza sul futuro una rappresentanza delle 21 famiglie degli sfollati dagli Incurabili ha tenuto stamattina una conferenza stampa sotto quelle abitazioni che da decenni erano il riferimento delle proprie esistenze e da cui sono state sbalzate fuori all’improvviso dopo i crolli di un mese fa. Tre le ragioni di questa presa di parola collettiva:

1) La denuncia di una condizione insostenibile, che ha visto da oltre un mese queste famiglie deportate prima a Sant’Anastasia, poi a Qualiano e a Villaricca II (in un albergo a ore). Strappate alla propria rete socio-lavorativa e costrette ad adeguarsi a condizioni impossibili per nuclei in cui sono presenti disabili (oltre dieci persone con la 104), persone dializzate, cardiopatici, anziani, bambini…


2) La perdurante ambiguità sul diritto a rientrare nelle proprie abitazioni al termine della ristrutturazione. Il commissario dell’ASL Verdoliva nell’ultimo incontro ha fatto delle assicurazioni in tal senso, ma nel verbale si parla di ripristino delle locazioni pero’ ai nuovi costi di mercato, rimuovendo con un colpo di spugna la storicità dell’insediamento di queste famiglie e la storia stessa di queste abitazioni, nate con scopo sociale e poi passate dal comune al patrimonio regionale delle ASL.
3) L’assoluta incertezza sul futuro immediato: dal 20 maggio l’ASL ha annunciato che terminerà l’accoglienza in strutture alberghiere ma al momento nessuna soluzione di medio periodo è stata approntata. Il 14 maggio ci sarà un incontro, coordinato presso il comune di Napoli, che a questo punto è determinante per non rischiare di finire in strada. Perciò le famiglie fanno appello a tutte le istituzioni e alle fondazioni per cooperare a una soluzione, compresa la Regione Campania che non era presenta all’ultimo incontro ma che pure è l’ente di riferimento dell’azienda sanitaria. Quello che è inaccettabile è la deresponsabilizzazione: se le vite di settanta persone sono precipitate in un abisso è perchè chi aveva il compito di manutenere uno dei piu importanti complessi storico-architettonici d’Europa è venuto evidentemente meno al suo dovere!

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 11 Maggio 2019 e modificato l'ultima volta il 11 Maggio 2019

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