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L’EREDITA’ DELL’UNIVERSIADE

Napoli vince la sfida: ora si preservino i 70 impianti ristrutturati

NapoliCapitale, Sport | 15 Luglio 2019

Quindici ori, quarantaquattro medaglie complessive. La trentesima edizione dell’Universiade sono state un successo straordinario, per la delegazione azzurra, per tutto il movimento, per l’immagine dell’Italia nel mondo, ma soprattutto per Napoli e la Campania, che affrontano la complessa sfida con le proprie forze, osteggiate sin da subito dal Governo per voce del sottosegretario alla presidenza del consiglio Giancarlo Giorgetti (braccio destro di Salvini) il quale, esattamente un anno fa, accoglieva con freddezza la candidatura napoletana, spiegando in conferenza stampa che il governo si sarebbe fatto volentieri da parte, scaricando, di fatto, ogni onere e responsabilità sulle spalle della Regione e del comune di Napoli. In pochi ci avrebbero scommesso un anno fa, eppure l’evento si è rivelato un successo straordinario. Anche se la Rai pare non essersene accorta e molte polemiche si stanno concentrando sulla mancata diretta della serata finale. Le sfide però che attendono la città e la regione sono tante e noi preferiamo concentrarci su quelle.

70 impianti ristrutturati per la collettività

I 70 impianti sportivi riqualificati in occasione della rassegna sportiva rappresentano il dono più importante lasciato in eredità dalla Napoli Summer Universiade 2019, a patto che questi gioielli vengano vissuti dalla collettività e, soprattutto, non siano abbandonati a loro stessi, come purtroppo tante volte è accaduto da queste parti: “Dovremo discutere con i comuni e pretendere che ci sia personale adeguato e le risorse per le manutenzioni – afferma Vincenzo de Luca all’Ansa -, questi gioielli non devono tornare in uno stato di abbandono. L’obiettivo è quello di creare un grande movimento sportivo giovanile soprattutto nei quartieri e nelle periferie. Ora, grazie a questi impianti – continua il governatore campano – intendiamo mettere in atto politiche sociali per i giovani e per la trasmissione dei valori grazie allo sport. Le Universiadi vanno considerate un momento di svolta della Campania. Questi grandi eventi possono essere degli acceleratori straordinari nei processi di sviluppo.”

“Abbiamo avuto dei problemi – commenta durante la cerimonia di chiusura Oleg Matytsin, presidente FISU – ma qui abbiamo sempre trovato delle soluzioni: Napoli ci ha dato una grande lezione”. Una lezione impartita all’Italia intera e a tutti quei concittadini persuasi a credere nel fallimento di un’organizzazione che è stata sotto certi aspetti impeccabile e comunque degna di una rassegna internazionale. A dispetto delle previsioni Napoli ha vinto la sfida delle Universiadi, e lo ha fatto con le proprie forze, e forse – a pensarci bene – è proprio questo il segreto del suo successo…

Gli impianti città per città

E allora vediamo quali sono questi impianti. Lo stadio San Paolo, ad esempio, è stato completamente rifatto: ha ospitato le gare di atletica, la nuova pista olimpionica rifatta proprio in vista dell’evento. Idem la pista dello stadio Collana, la  Piscina Scandone. E ancora il Pala Cercola di Cercola e al Pala Barbuto di Napoli, per il basket così come l’Ex Base Nato di Napoli, per il rugby.

Avellino ha visto invece rimesso a nuovo il Pala Del Mauro per il basket così come il Partenio, dove si sono svolti gli allentamenti e le gare del tiro con l’arco. A  Benevento ad essere colpito da interventi positivi è stato lo stadio Ciro Vigorito (che ha ospitato il calcio) così come lo stadio Pacevecchia. Ristrutturato anche l’ Allegretto di Montesarchio e la sede dell’Asd Tiro a Volo Zaino, a Durazzano. Lo stadio pinto a Caserta

A Caserta si è ristrutturato lo stadio Pinto e il Pala Vignola, ad Aversa il Pala Jacazzi, a Mondragone il Palasport di Mondragone, a Santa Maria Capua Vetere la piscina comunale.

Senza contare il nuovo Arechi di Salerno e, ancora, gli stadi di Sarno, Nocera, Eboli e Pagani.

Un patrimonio che va tenuto d’occhio e valorizzato per far sì che le Universiadi non siano solo un’occasione di una settimana per la Campania ma qualcosa di permanente.

Antonio Corradini

Un articolo di Antonio Corradini pubblicato il 15 Luglio 2019 e modificato l'ultima volta il 15 Luglio 2019

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