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LETTERA APERTA

Cari svizzeri ricordatevi di quando Napoli era il vostro Eden

NapoliCapitale, Razzismo, Sport | 27 Ottobre 2014
chiesa san francesco di paola napoli
Cari svizzeri,
Dopo aver letto come  sono stati trattati i tifosi partenopei al seguito della loro squadra del cuore, alcune considerazioni sorgono spontanee.
Chi conosce un pochino la storia europea sa benissimo quanto gli svizzeri siano stati, nei secoli, emigranti “per forza”. Fino a non molti decenni fa, infatti, gli svizzeri erano costretti a cercare fortuna altrove perché, per l’amor del cielo, saranno stati civili e ” svizzeri ” pure allora, ma erano anche “piccoli” e affamati. E, guarda caso, una delle mete preferite degli emigrati svizzeri era il fu regno delle due Sicilie e la sua potente e grande capitale, Napoli.
A Napoli, però, dove stanziavano stabilmente diverse comunità (tra cui anche quelle liguri, venete, spagnole, lombarde, papaline etc. ) gli svizzeri godevano di tutela e diritti come tutte le altre comunità, ormai integrate perfettamente nel tessuto economico e sociale della città. Girando per il web, poi, su swissinfo.ch si trovano notizie interessanti su questi svizzeri che trovarono fortuna a Napoli. Leggiamo che: “Malgrado la distanza, i legami tra la Svizzera e il regno di Napoli erano antichi e dovuti principalmente alla presenza nella città dei Borbone di molti mercenari elvetici. L’impulso decisivo viene però soprattutto dal Blocco continentale (divieto d’attracco per le navi inglesi in qualsiasi porto dei paesi soggetti al dominio francese) decretato da Napoleone nel 1806, che ha spinto alcuni industriali svizzeri, confrontati alla mancanza di materie prime, ad impiantare le loro attività al di fuori dei confini patri.” Del resto, lo stesso pastificio Voiello (ora di proprietà del gruppo Barilla…) fu fondato da uno svizzero a Napoli.
E il Meridione d’Italia rappresentò un vero e proprio eden per tanti svizzeri, che vi emigrarono, spinti soprattutto da ragioni economiche, oltre che dalla bellezza dei luoghi e dalla qualità di vita. Luogo di principale attrazione: Napoli, verso cui, ad ondate, tanti Svizzeri, soprattutto svizzeri tedeschi di tutte le estrazioni sociali emigrarono con diversi obiettivi personali. Verso la metà dell’Ottocento, nella capitale del Regno delle Due Sicilie, quella svizzera era tra le più numerose comunità estere».

A comporre la comunità elvetica nelle Due Sicilie, non vi furono solo imprenditori ed operai, ma anche una schiera di uomini di cultura, composta da intellettuali, artisti e scrittori che fecero di Napoli la fonte di ispirazione di alcune delle loro opere.

Ancora oggi a Napoli vive un’ampia comunità svizzera, discendente, in parte, degli emigranti ottocenteschi.
Cari svizzeri, la storia è importante. È la storia che ci ricorda chi siamo, da dove veniamo ed, eventualmente, anche di quando siamo stati noi i “meridionali”. Napoli vi ha aperto le braccia anche quando non eravate ancora il paradiso fiscale, la “lavanderia” e l’Eden di evasori e faccendieri che siete oggi. E, dato che civiltà vuol dire anche accoglienza e rispetto per l’ospite, sarete anche ricchi ed ” evoluti ” ma come civiltà siete veramente una fetecchia.
Drusiana Vetrano
Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 27 Ottobre 2014 e modificato l'ultima volta il 27 Ottobre 2014

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