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L’EVENTO

Commozione e ricordi per Troisi, ma che tristezza quella piazza mezza vuota per Massimo

Cinema | 23 giugno 2018

Finalmente dopo tanti anni di oblio Napoli si è decisa a celebrare degnamente uno dei suoi più grandi artisti, Massimo Troisi, nella sua piazza più bella, simbolo della città, piazza del Plebiscito.

Ma ieri sera, nel primo dei tre giorni dell’evento “Revuoto 2018”, che si chiude domenica 24,  il bagno di folla che ci si aspettava, non c’è stato, pur essendo l’evento gratuito.

Nonostante il titolo, che come ha spiegato in conferenza stampa Lello Arena fa riferimento al grande fermento organizzativo di questi mesi e alle numerosissime adesioni di artisti che hanno voluto partecipare all’evento, per dirla in napoletano, la festa non ha “arrevotato”.

Una delusione che lascia l’amaro in bocca soprattutto in chi ha amato quel “mito mite”, come l’ha definito il suo amico Enzo Decaro, uno degli organizzatori della kermesse, insieme a Lello Arena, con la quale si celebrano anche i 40 anni della “Smorfia” ,  il famoso trio comico che con i suoi sketch esilaranti fece conoscere al grande pubblico televisivo quei tre ragazzi di San Giorgio a Cremano e lanciò Massimo Troisi nel mondo del cinema, arrivando addirittura a sfiorare l’Oscar con la sua commovente interpretazione del postino di Neruda.

All’inizio di quella che nelle intenzioni degli organizzatori doveva essere una grande festa per quel figlio di Napoli andato via troppo presto la piazza appariva tristemente desolata, lasciando vuota la stragrande maggioranza dei ben 5 mila posti a sedere che gli organizzatori avevano ottimisticamente preparato per consentire al pubblico di rivedere comodamente seduti i primi sketch de “La Smorfia” nel programma “Luna Park” di Pippo Baudo, anche lui presente ieri sera sul palco insieme a Magalli, ma anche filmati inediti della vita privata di Troisi, concessi grazie alla partecipazione e alla collaborazione della famiglia dell’artista. In particolare il nipote, il regista Stefano Veneruso, figlio della sorella Annamaria, anche lei presente fra il pubblico, fra le altre cose ha realizzato un filmato che ha svelato Massimo nella sua vita non da artisti pluripremiato, ma nei suoi momenti più intimi, nel grande divertimento con gli amici, o con la fidanzata Clarissa Burt.

La  sorella di Massimo, Rosaria, quella che sin da quel maledetto 4 giugno del 1994 in tante occasioni è stata la voce della famiglia Troisi, invece ha voluto regalare al pubblico una toccante lettera dedicata a quello che affettuosamente ha chiamato “uagliò”, lasciando che fosse un commosso Renato Scarpa, il mitico “Robertino” di “Ricomincio da tre”, a leggere quel suo toccante messaggio rivolto verso il cielo, sotto una luna che campeggiava alle spalle della Chiesa di San Francesco di Paola, perché, come ha spiegato, le lettere prevedono sempre una risposta.

Insomma, la famiglia Troisi, come hanno sottolineato gli organizzatori, per la prima volta era presente tutta unita, quella famiglia così numerosa che in uno scritto di Massimo veniva definita una “compagnia stabile” di teatro e che l’aveva fatto vivere sin da bambino in una festosa confusione fatta di parenti, anche acquisiti, come il fidanzato della sorella, Giorgio, militare che prestava servizio lontano da San Giorgio, a cui il piccolo Massimo a 9 anni aveva scritto una lettera con la sua inimitabile ironia per rassicurarlo sulla fedeltà della sorella.

C’è da dire che, man mano che gli ospiti si alternavano sul palco, la piazza ha cominciato a popolarsi, arrivando nella parte centrale della serata ad essere piena o vuota a metà, a seconda dei punti di vista.

Ma non senza una vena di malinconia viene spontaneo chiedersi se è vero, se Napoli, a 24 anni dalla sua scomparsa, si è dimenticata di Troisi.

Un’ipotesi a cui ci rifiutiamo di credere, mentre siamo propensi ad attribuire il mancato bagno di folla ad una promozione dell’evento non efficace, soprattutto sui social diventati ormai il vero motore della pubblicità di un evento, e anche ad alcuni piccoli errori nell’organizzazione.

Sicuramente , per esempio, non è stata un’idea felice voler mantenere segreta fino all’ultimo secondo la scaletta della prima serata, non dando risalto ai tantissimi ospiti che avrebbero esercitato un notevole richiamo sul pubblico: Marco Messeri, l’attore che ha affiancato in tanti film Troisi, interpretando fra gli altri il rivale in amore Enea, in “Pensavo fosse amore invece era un calesse”, molti dei comici della scuderia di “Made in Sud”, lo scrittore Maurizio de Giovanni, che ha regalato come sempre un momento di poesia nel ricordare Troisi, che come ha sottolineato in chiusura di serata Enzo Decaro, insieme a Lello Arena, considerando i suoi punti di partenza, ovvero l’estrazione umile, la malattia, gli scarsi risultati a scuola, era destinato al fallimento. Invece la sua vita è un inno alla speranza, al riscatto, per i giovani napoletani.

Se si possono attribuire degli errori nell’organizzazione, però, è  pur vero che alla serata che aveva come protagonista principale il ricordo di Massimo Troisi, i napoletani dovevano accorrere per rendergli il tributo che merita, non certo perché attirati da altri nomi.  E Napoli non ne esce bene se lascerà ancora semidesolata la piazza anche stasera e domani.

La speranza è di essere smentiti clamorosamente subito questa sera, quando a partire dalle 20 si alterneranno sul palco di nuovo tanti artisti, fra cui Renzo Arbore, Marisa Laurito, Sal Da Vinci, per ricordare ancora una volta il nostro Massimo.

Sabrina Cozzolino

Photogallery e credits Francesco Bassini

 

 

 

 

 

 

 

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