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L’EVENTO

Concerto di Muti tra i Templi di Paestum: le vie dell’amicizia per la Siria

Cultura | 25 Giugno 2020

Le vie dell’Amicizia: concerto per la Siria. E’ questo il titolo dell’evento che si terrà il prossimo 5 luglio, alle ore 21,30 presso i Templi di Paestum, un concerto diretto dal Maestro Riccardo Muti promosso e sostenuto dalla Regione Campania con la Camera di Commercio di Salerno, in collaborazione con il Ravenna Festival, il Comune di Capaccio, il Parco Archeologico di Paestum e Velia e lo Scabec, società in house della Regione Campania che si occuperà dell’organizzazione generale, e che prevede l’esecuzione della Sinfonia n° 3 in Mi bemolle maggiore op. 55  Eroica di Ludwig van Beethoven.

Un ponte di fratellanza attraverso l’Arte e la Cultura: l’esecuzione della sinfonia sarà infatti affidata all’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini ed alla Syrian Expat Philarmonic Orchestra, e dedicata alla memoria di Khaled al-Assad, il direttore degli scavi di Palmira trucidato dall’Isis nel 2015, e Hevrin Khalaf, politica curda con cittadinanza siriana, uccisa nel 2019 insieme ad altri civili durante le prime operazioni militari sostenute dalla Turchia ai danni del popolo siriano, e il cui omicidio è considerato crimine di guerra secondo il diritto internazionale.

Interverranno due artisti siriani, la cantante Aynur Doğan e  il musicista Sinan Cem Eroğlu.

Palmira e Paestum: l’una “sposa del deserto”, città carovaniera dalle mille e una storie, non ultima quella di Zenobia, che ne fu signora e regina e affermò di discendere da Semiramide, Didone, Cleopatra; l’altra colonia greca dedicata a Poseidone, conquistata dai Lucani, poi dai Romani e ricordata da Virgilio, Ovidio e Properzio per il profumo delle sue rose che fiorivano due volte all’anno, primavera e autunno (vogliono alcune cronache che siano stati i Romani a portare per primi in Europa la rosa damascena, o rosa di Damasco). Paestum e Palmira: entrambe attraversate dal filo rosso di un comune passato romano – è il latino, infatti, a traghettare fino a noi i nomi con cui le conosciamo.

Le unisce oggi anche il riconoscimento dell’Unesco come Patrimonio dell’Umanità, pietre parlanti di una storia condivisa dove Occidente e Oriente si confondono e sovrappongono come miraggi, o punti di vista. Palmira è una delle ferite della Siria, i suoi templi sistematicamente mutilati dal terrorismo islamico; dal 2018 è stretta in gemellaggio a Paestum, anche nel ricordo dell’archeologo Khaled Al-Asaad, per decenni direttore del sito siriano e vittima dell’Isis, a cui si era opposto a difesa della storia e dell’arte custodite in quel luogo. È allora a Paestum, attraverso Paestum, che le Vie dell’Amicizia raggiungono la Siria.

Ieri mattina si è tenuta, presso la Sala De Sanctis della Regione Campania, la conferenza stampa di presentazione di tale evento: sono intervenuti, oltre al Presidente della Regione Vincenzo De Luca, il Presidente della Camera di Commercio di Salerno Andrea Prete, il Sindaco di Capaccio Paestum Franco Alfieri, il Presidente del Parco Archeologico di Paestum Gabriel Zuchtriegel e il Sovrintendente del Ravenna Festival Antonio De Rosa.

La conferenza stampa è stata aperta da un video messaggio di Riccardo Muti, il quale se pure da lontano a voluto partecipare con alcune dichiarazioni:  “Ci tengo a sottolineare” ha dichiarato “il valore di questo evento che crea un doppio ponte di solidarietà con la Siria, dato anche dal gemellaggio esistente tra Palmira e Paestum per il valore storico ed artistico dei reperti di entrambe le civiltà, quella occidentale e quella orientale”. Ha poi spiegato: “Il Ravenna Festival, nel quale annualmente mi esibisco con l’Orchestra Giovanile Cherubini, da oltre vent’anni partecipa a ponti solidali attraverso la musica, e includere elementi delle orchestre di quei luoghi rappresenta proprio il senso di quel linguaggio universale costituito dalla musica. Era doveroso, anche in merito alla recente tragedia umanitaria, trovare una composizione che fosse idonea a rappresentare il cordoglio globale, e per questo abbiamo scelto la Sinfonia numero 3 di Beethoven, che contiene quella meravigliosa Marcia funebre che vuole essere il nostro tributo a tanto dolore”.

Dopo il video messaggio del Maestro Muti, la parola è stata data ad Andrea Prete, Presidente della Camera di Commercio di Salerno: ” E’ un progetto immaginato in piena fase 1 della pandemia, ed elaborato grazie all’impegno di Rosanna Purchia (già Sovrintendente del Teatro San Carlo e ora impegnata sul territorio in ambito musicale, n.d.r.) che ha gestito, tramite un gruppo social, le varie parti dell’organizzazione”. Prete ha voluto ricordare Ezio Bosso, citando l’occasione di un concerto da lui tenuto sempre nell’area degli scavi, dopo il quale il grande pianista e direttore scomparso di recente confidò alla moglie quanto quel luogo suggestivo gli avesse procurato un’emozione unica. “L’evento che si terrà il 5 luglio” ha concluso ” rappresenta il Rilancio della intera provincia di Salerno dopo i problemi legati alla pandemia e al blocco delle attività, prima fra tutte quella turistica: il concerto sarà ripreso dalla Rai e inserito nel palinsesto di Rai Uno nei giorni immediatamente successivi. Ilcosto del biglietto spazierà dai 30 ai 50 euro, e il ricavato sarà devoluto interamente in beneficenza”.

Franco Alfieri, Sindaco di Capaccio Paestum, si è riallacciato al discorso del dottor Prete in merito all’importanza dell’evento per il territorio: “E’ un’occasione che può cambiare l’animo appiattito della zona, a causa delle non poche difficoltà subite dagli abitanti in seguito al Covid-19”.

La parola è passata quindi al Presidente del Parco Archeologico, Gabriel Zuchtriegel: “Abbiamo avuto non pochi dubbi nella decisione della riapertura dell’area archeologica e nella sua organizzazione, ma questo evento è stato un motivo, anzi una spinta a ripartire: questo vuol essere un rilancio della Cultura, ma anche un rilancio economico oltre che sociale; abbiamo ritenuto, per il momento, di sospendere le attività didattiche, ma non il modo di coinvolgere i bambini, e soprattutto i soggetti con problemi di autismo, spiegando loro la Storia e la Cultura legata ai templi e ai reperti. In tal senso, è fondamentale che questo concerto, che si svolgerà all’ombra del Tempio di Nettuno, rappresenterà un collegamento tra due culture, quella Occidentale e quella Orientale, e questo sforzo comune produrrà un’iniziativa indimenticabile”.

Antonio De Rosa, Sovrintendente del Ravenna Festival, essendo nato a Napoli, è legato al nostro territorio da vincoli di sangue, e per questo per lui la sfida di realizzare questo progetto lo ha visto coinvolto in maniera profonda: “Personalmente” ha dichiarato “sento un forte rapporto affettivo con questa città e il medesimo legame per la Campania come per l’Emilia Romagna, e così quando Rosanna Purchia, il 12 marzo, ha creato il gruppo WhatsApp “Paestum 2020″, ho percepito intensamente il desiderio di riuscire a realizzare il progetto, a costo di proporlo in streaming: per fortuna, l’impegno collettivo forte ha permesso di realizzarlo nella maniera classica e con tutte le necessarie accortezze. Siamo riusciti infatti a utilizzare per Paestum le stesse misure di sicurezza messe in campo per Ravenna, ottenendo un risultato ottimale che non limita la fruizione dell’evento”. Ha quindi ribadito l’impegno da anni profuso in quelli che ha definito “Pellegrinaggi laici che toccano città ferite: le Vie dell’Amicizia, eventi annuali nell’ambito del Ravenna Festival, hanno avuto inizio con il concerto del 1997 per Sarajevo, per proseguire con Beirut, Gerusalemme, Damasco, Libano, Slovenia e Croazia, Teheran, Atene solo per citarne alcuni, ed ora, complice il gemellaggio esistente tra Paestum e Palmira, questo che è un progetto che ha anche lo scopo di salvaguardare i templi e cuiò che ad essi è legato a livello culturale e religioso, dunque un vero e proprio gemellaggio sacro nel nome di due nomi, Khaled al-Assad e Hevrin Khalaf, che hanno speso tempo ed energie per tutelare la Cultura e il patrimonio storico di una nazione, pagando con la vita il loro impegno”.

Il Presidente De Luca ha concluso gli interventi, citando un impegno culturale che ha visto in queste ultime settimane la Regione  attivarsi nell’ambito del rilancio culturale di Ravello in occasione del 140° anniversario del passaggio di Richard Wagner, evento che ha segnato il destino della perla della Costiera Amalfitana, e da cui è nato il Ravello Festival: a tale proposito, quest’anno si è favorita una massiccia campagna pubblicitaria in Germania, patria di Wagner: “Ora è il momento di dedicarci a Paestum, dove sento vivo e forte un clima religioso che sembra rendere ancora vivo il contatto con gli Dei, essendo un luogo capace di trasportare in un’atmosfera unica. Quest’anno la Regione Campania ha stanziato Cinque milioni di euro per eventi regionali che vedono coinvolti tra l’altro il Teatro San Carlo in Piazza del Plebiscito, ma anche eventi alla Reggia di Caserta, ad Avellino e Salerno. La Cultura ha una forte capacità attrattiva, e la riprova è il tutto esaurito che si sta avendo quest’anno nonostante tutto. Ma l’evento di Paestum ha un significato più alto e profondo se visto nell’ottica di una commemorazione di due persone, una donna curda impegnata in politica e un uomo di Cultura, figure simbolo per la Pace, trucidati per il loro impegno: questo deve ricordare a tutti noi cosa significhi essere umani  e saper fare delle scelte per il bene della collettività e non per tornaconti personali”.

 

E’ possibile acquistare i biglietti per l’evento on line, prenotando presso gli uffici del Ravenna Festival: [email protected]     oppure telefonando allo +39 0544 249244.

Sergio Valentino

Un articolo di Sergio Valentino pubblicato il 25 Giugno 2020 e modificato l'ultima volta il 25 Giugno 2020

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