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L’EVENTO

L’8 aprile: l’Università di Salerno e Il Nome della Rosa, un connubio sancito dall’Occitano

Cinema, Istruzione, scuola, università | 6 Aprile 2019

Cosa hanno in comune l’Università degli Studi di Salerno e Il nome della Rosa?

Il legame tra l’ateneo salernitano e il famosissimo romanzo di Umberto Eco nasce grazie all’omonima serie tv diretta da Giacomo Battiato e prodotta da Rai Fiction e Tele München, andata in onda nelle ultime settimane su Rai 1. Era volontà di Umberto Eco, che prima di morire ha revisionato l’intera sceneggiatura della serie, che alcuni personaggi parlassero occitano.

Per realizzare la volontà del grande scrittore, il regista Giacomo Battiato ha consultato il web alla ricerca di studiosi di occitano, che potessero aiutarlo nella stesura delle battute. Si è così imbattuto nel Dizionario online dell’occitano medievale DOC, frutto di un progetto di ricerca della cattedra di filologia romanza dell’Università di Salerno, curato dalle professoresse Sabrina Galano, Charmaine Lee e Beatrice Solla.

Così è iniziata in gran segreto una collaborazione che ha portato le professoresse a lavorare sul set, mantenendo il segreto fino al lancio della serie, distribuita in 132 paesi.

L’incontro con il regista al campus di Fisciano

Ora, a pochi giorni dalla trasmissione della serie su Rai 1, l’Università di Salerno organizzerà una tavola rotonda con il regista Giacomo Battiato. L’incontro si terrà alle 9:30 nell’Aula “Gabriele De Rosa” presso il campus di Fisciano.

Stracciati Isola dei famosi e Made in Sud

La serie ha avuto un grande successo di pubblico, stracciando dalla prima puntata le trasmissioni di punta delle altre reti. Si può dire che, grazie a Il nome della rosa, la filologia romanza è arrivata a battere l’Isola dei famosi!

Ma c’è un successo ancora più importante.

Il 4 marzo, data di messa in onda della prima puntata, con 4.727.000 telespettatori e il 19.86% di share, Il nome della rosa staccava di molto anche Made in Sud, in onda su Rai 2. Nella prima puntata avveniva il primo incontro tra Adso da Melk e la ragazza occitana, apparivano le prime parole in occitano medievale, curate dal laboratorio di filologia romanza dell’Università di Salerno: una vittoria della meridionalità che ci piace, contro la meridionalità stereotipata e becera, che non fa più ridere a nessuno.

L’occitano nella serie

L’occitano medievale è parlato principalmente dalla ragazza occitana in fuga dal suo paese, di cui Adso da Melk si innamora. Una figura che appare poco nel romanzo, per quanto sia fondamentale per il giovane protagonista, e che viene invece approfondita nella serie.

L’occitano, spesso non sottotitolato, decifrabile, per chi non l’abbia approfondito nei propri studi, soltanto a sprazzi, appare nella serie come “lingua incomprensibile” dal suono armonioso, che avvolge di fascino ancestrale e mistero la giovane dai capelli rossi, di cui Adso, giovane novizio benedettino allievo del francescano Guglielmo da Baskerville, non saprà mai il nome.

Sebbene siano sue la maggior parte delle battute in occitano, Antonia Fotaras, che interpreta nella serie la misteriosa amata di Adso, non è l’unica a parlare occitano: recitano infatti battute in occitano anche Rupert Everett (Bernardo Gui) e Fabrizio Bentivoglio (Remigio da Varagine).

L’importanza della filologia romanza

La filologia – insieme alla linguistica – romanza è la disciplina che studia le lingue romanze (le lingue, cioè, che hanno origine dal latino) e i testi prodotti in queste lingue. Un sapere fondamentale, per noi che parliamo lingue romanze, e che costituisce infatti un insegnamento obbligatorio per gli studenti di lettere. Tuttavia, raramente tale disciplina ha avuto occasione di venire alla ribalta mediatica, come è avvenuto stavolta, grazie a una serie di successo. Con una ricostruzione dell’occitano medievale parlato, ne Il nome della rosa, la filologia romanza diventa uno strumento importante di verisimiglianza narrativa e di espressione artistica.

Teresa Apicella

Un articolo di Teresa Apicella pubblicato il 6 Aprile 2019 e modificato l'ultima volta il 8 Aprile 2019

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