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L’EVENTO

La rivoluzione musicale di Paul Kalkbrenner arriva all’Arena Flegrea

Eventi | 16 Giugno 2018

Pagina bianca davanti e nelle cuffie 7, uno degli ultimi album di Paul Kalkbrenner, quello che nel 2015 gli ha aperto le porte – e gli incommensurabili archivi – della Sony. Proprio lui produttore e musicista estremamente metodico ed indipendente – non chiamatelo Dj, perché suona live – ha scelto di fare un passo in avanti rinunciando all’autoproduzione approdando ad una major per raggiungere un pubblico sempre più ampio, ma senza rinunciare alla sua libertà creativa.

E mentre Feed your head parte a volume altissimo, cominciano a viaggiare testa e cuore, che non vanno mai allo stesso ritmo e mai si corrispondono, come i concerti di Paul Kalkbrenner che ogni volta sul palco – circondato dalla sua strumentazione – fa una sintesi di se stesso e del suo percorso musicale lungo e profondo, mai improvvisato ma pensato spesso in condizione di totale isolamento.

Non siamo Dj, non remixiamo, né produciamo, non siamo critici musicali esperti, solo appassionati. E mentre vanno avanti veloce i sei minuti del pezzo, la voce di Grace Slick dei Jefferson Airplane ci accompagna con i beat in una visione: Noisy Naples Fest  Fuorigrotta, Arena Flegrea, 30 giugno e tutti che timidamente iniziano a muoversi diventando sempre più coraggiosi, come coraggiose sono le iniziative e le ambizioni di questo festival che vuole riportare i grandi nomi della scena musicale internazionale nella città partenopea. Andare incontro alle persone per far loro ascoltare la sua musica è quello cha fa Florian – il protagonista di questa trilogia video che include anche i brani Cloud Rider e Mothertrucker – è quello che fanno anche l’artista berlinese e i curatori del Noisy che si sono incontrati in questa data straordinaria, unica in Campania.

E continuando a sognare magari si immagina di vedere Paul Kalkbrenner sul palco con una maglia personalizzata del Napoli (sarebbe un bel regalo) è nota infatti la sua passione per le divise da calcio vintage, il suo modo per sostenere le squadre e il segno di uno stile che dalla Berlino underground degli anni ’90 – quelli del suo esordio – ad oggi – che è uno degli esponenti più amati dell’elettronica – non è mai cambiato, anche se a cambiare è stata la musica.

Berlin Calling – il film del 2008 che è arrivato al decennale – ci ha fatto conoscere questo personaggio così complesso, solitario e così tanto sicuro di sé. Kalkbrenner vestiva i panni del protagonista Dj Ickarus e già allora si poteva capire che la sua musica non è fatta di singole tracce, ma tiene insieme un racconto da ascoltare nella sua interezza (vale per tuti gli altri album del produttore tedesco): da Aaron, alla perfezione dell’indimenticabile Sky and Sand realizzata insieme al fratello Fritz, dai club piccoli e bui ai grandi spazi con numeri di pubblico impressionanti come i 500mila di fronte alla Porta di Brandeburgo durante la sua esibizione per i venticinque anni della caduta del Muro di Berlino. Con tante grazie dal Governo tedesco.

Storia, rivoluzione, emozione, Paul Kalkbrenner è tutto questo e tutto questo arriverà live all’Arena Flegrea. Non sappiamo cosa aspettarci, come sempre accade per i suoi concerti, ogni volta sperimentali, ad ogni data diversi, ma l’obiettivo del 30 giugno è probabilmente lo stesso che si poteva avere in un qualsiasi 1993 – con la techno degli inizi – vale a dire divertirsi e diventare parte integrante dello show.

I biglietti per il concerto si possono acquistare qui e tutte le altre date del Noisy Naples Fest le trovate invece qui.

Maria Fioretti

Mi innamoro di tutto e questo tutto ho imparato a raccontarlo.

La mia terra è l’Irpinia, quella bella per i suoi paesaggi e quella del terremoto di cui sono nipote acquisita, il mio sisma è interno come per tanti miei coetanei. Trovare un equilibrio per me è impossibile: laureata al Dams, giornalista pubblicista, ho studiato, vissuto e lavorato a Bologna, Roma e Milano. Fino a quando un’amica mi ha detto che un cuore come il mio deve stare vicino al mare e così ho scelto quello grande di Napoli.

Forse un giorno troverò pace e pure la pensione, per adesso mi agito tra le parole e scrivo: ché è l’unica cosa che so fare bene.

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