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Liberiamo il Monastero di Santa Chiara dai graffiti

News | 3 Settembre 2017

 Lo scorso Agosto, grazie al finanziamento diretto dei Frati Minori di Napoli, sono partiti gli interventi di restauro dei monumenti funebri della Basilica di Santa Chiara, così come concordati con la Soprintendenza delle Belle Arti e Paesaggio di Napoli. La cittadella monastica di Santa Chiara, bene di proprietà dello Stato (FEC Fondo Edifici di Culto) ma abitata e gestita dalle monache di clausura e dai frati  francescani sin dall’epoca della sua costruzione trecentesca, è tra i siti culturali di maggior interesse per l’offerta turistica in Campania, a ragione censito tra le mete con il maggior numero di visitatori. Non  può  passare inosservata  la  netta differenza in termini di cura e di decoro tra lo spazio esterno, dell’ambito urbano, deturpato da degrado e tanti graffiti, e lo spazio conventuale gestito in modo esemplare dai frati di Santa Chiara, vigilato a vista dai numerosi operatori oltre che protetto da un sistema di videosorveglianza interna. 

La  Basilica,  fuori  dal  perimetro  di  videocontrollo,  sebbene  luogo  sacro  per  eccellenza  a  Napoli,   ha subito  nel  corso  degli  anni  numerosi  attacchi  da  parte  di  vandali  sconsiderati  che  hanno   imbrattato  con scritte  e  disegni. L’intervento oggi  completato  e  finanziato  interamente  dai  frati  ha  riguardato  alcuni sarcofagi   di  epoca  medievale  posti  nelle  cappelle  laterali  della  Basilica. I  frati  sono  riusciti  con  le  loro risorse  ad  arrivare  fin  dove  hanno  potuto  ma  per  completare  l’opera  di  restauro  hanno bisogno di  un aiuto  da  parte  di  benefattori  privati.     All’esterno,  nell’area  di  proprietà  comunale  e  fuori  dal  controllo  dei religiosi,  il  basamento   della  basilica  ed  il  suo  ingresso  laterale  sono  tuttora devastati  da  graffiti  e  scritte multicolori   che  forniscono  uno  spettacolo  di  estremo  degrado.   Il  Ministro  Provinciale  dei  Frati  Minori Padre  Carlo  D’Amodio  dichiara:  “La  cittadella  monastica   di  Santa  Chiara  si  estende  per  oltre  32mila  mq e come  evidente  è  particolarmente  gravoso   presidiare  tutti  gli  spazi  fruiti.  Siamo  sicuri  che  l’aver  avviato la  bonifica  ed  il  restauro  dei   monumenti  deturpati,  insieme  ad  un  controllo  maggiore  da  parte  di  tutte le istituzioni,  che continuiamo  ad  invocare  con  forza,  innescherà  un  processo  virtuoso  di  valorizzazione  e difesa   del  nostro  patrimonio  artistico  e  ci  consentirà  di  completare  il  lavoro  avviato.  Ci  aspettiamo – prosegue  padre  Carlo – che  grazie  all’aiuto  di Meridonare  e  dei  tanti  benefattori  che  vorranno   aiutarci   di restituire  la  Basilica  di  Santa  Chiara,  simbolo  francescano   per  eccellenza,   ai   napoletani  e  al  mondo”.    

Perché questo progetto?
Con il progetto Liberiamo Santa Chiara dai graffiti vogliamo procedere alla rimozione dei graffiti presenti sull’interno basamento del prospetto principale e del fronte Est della Basilica. Per fare ciò ci sarà un pre-consolidamento della pietra tufacea al fine di non danneggiarla durante le operazioni di pulitura. Immediatamente dopo si avvieranno le operazioni di rimozione dei graffiti sia meccanicamente che grazie all’utilizzo di soluzioni chimiche compatibili.


L’intervento finale consiste nel restauro e nella conseguente protezione finale della pietra. Per la salvaguardia del bene restaurato poi, prevederemo di installare un sistema di videosorveglianza da annettere a quello già attivo all’interno del percorso di visita del Monastero.

Clicca qui per effettuare una donazione sul sito di Meridonarehttps://www.meridonare.it/progetto/liberiamo-santa-chiara-dai-graffiti

Un articolo di Il Vaporetto pubblicato il 3 Settembre 2017 e modificato l'ultima volta il 3 Settembre 2017

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