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NOVITA’ EDITORIALI

Nymph of Immortal Beauty, Napoli nei poeti romantici inglesi con D’Amico Editore

Libri | 2 Maggio 2019

Nymph of immortal Beauty! Round thee throwing
A halo, which thy own reflection gives,
Soft as the mellowed flood of moonlight, glowing
Through the rich veil of Autumn’s cincturing leaves!

Ninfa di bellezza immortale! Che intorno a te spandi
un alone frutto del tuo stesso riflesso,
dolce come il languido fluire della luce lunare, che penetra
splendente il ricco velo di foglie che circondano l’autunno!

Canto V, John Edmund Reade (1800-1870)

Napoli, meta del Grand Tour, meta d’esilio, fonte di speranza politica. Città del romanticismo, che infonde un incantesimo di grazia femminile, ma anche madre di ferventi spinte verso il cambiamento, teatro di un possibile riscatto politico. È questa l’immagine di Napoli che ci appare attraverso Nymph of Immortal Beauty, la raccolta, pubblicata di recente da D’Amico Editore, di liriche di poeti del secondo romanticismo inglese durante i loro soggiorni a Napoli, a cura del prof. Vincenzo Pepe, già docente di lingua e letteratura inglese. È un’immagine della Napoli antica pre-unitaria a cui non siamo abituati, divisi come siamo tra l’oleografia da luogo ameno di sapore arcadico, contrapposta come sempre allo stereotipo dell’immobilismo borbonico, di un regno pigro cristallizzato nel dualismo tra grandi proprietari terrieri e popolo povero e ignorante.

Napoli città sublime, speranza di rivoluzione

«Siamo nel pieno dei moti del 1820-1821,» ci racconta il prof. Vincenzo Pepe, curatore della raccolta, «a Napoli c’erano forti spinte rivoluzionarie volte ad abbattere i regimi assolutisti, in favore della partecipazione del popolo alla politica. Tutti i poeti della raccolta appartengono al secondo periodo del romanticismo inglese, una corrente caratterizzata da una forte componente politica. Molti di loro fuggono da un’Inghilterra in mano a una classe borghese gretta, immobile e attaccata ai propri privilegi: cercano nel fermento politico che anima la Napoli di quei tempi la possibilità di un mondo diverso.

Le ambientazioni di Napoli e dintorni, così divise tra una bellezza ultraterrena e la potenza distruttiva della natura, con i due grandi vulcani che circondano l’area urbana, forniscono una fonte inesauribile di ispirazione romantica. Il romanticismo, come si sa, è una poesia sensibile alla potenza della natura, molto più che alla calma idilliaca. Non a caso ci sono nella raccolta molte poesie ambientate a Pompei o nei Campi Flegrei.»

Tra le liriche più emozionanti, l’ode del noto poeta romantico Percy Bysshe Shelley, che soggiornò, malato, a Napoli nel pieno dei moti rivoluzionari, di cui condividiamo alcuni versi, che raffigurano un moto di mutamento che viene dalla terra:

I felt that Earth out of her deep heart spoke –
I felt, but heard not: – through white columns glowed
The isle-sustaining ocean flood,
A plane of light between two heavens of azure!

Sentivo che la Terra parlava dal suo cuore profondo;
sentivo, ma non udivo: tra bianche colonne scintillava
la distesa marina che sostiene l’isola,
un piano di luce sfolgorante tra due paradisi azzurrini!

Il perché della raccolta

Il curatore, Vincenzo Pepe, ha pubblicato tra le altre cose, nel 2017, una raccolta di testimonianze di poeti anglosassoni su Cava de’ Tirreni, Cava e il suo paesaggio negli anni del Grand Tour. Sullo stesso filo conduttore si colloca la raccolta Nymph of Immortal Beauty, concentrata particolarmente su Napoli e dintorni.

Spiega il prof. Vincenzo Pepe, che l’idea della raccolta è nata dalla consapevolezza di un’esigenza didattica, maturata durante gli anni dell’insegnamento dell’inglese nelle scuole superiori. Durante la sua esperienza, infatti, il professore ha constatato che l’attenzione degli studenti si risveglia molto più facilmente quando a lezione viene presentato qualcosa di familiare.

«Piuttosto che far leggere delle liriche ambientate nei paesaggi del Lake District, un ambiente molto lontano, sotto tutti gli aspetti, da quello che i ragazzi campani conoscono, preferivo far leggere poesie che parlassero delle zone più vicine a noi. Le poesie presentate nella raccolta sono molto difficili da trovare, perciò poco note, eppure sono di grande valore artistico, e hanno il pregio di dimostrare come anche Napoli, e non solo i paesaggi nordici, sia uno scenario più che adatto alla poesia romantica.»

Napoli Maga, Regina e Sirena

Non può mancare, infine, l’immagine della Sirena, custode e spirito che anima Napoli, che ricorre in molti degli autori, immortalata così bene dai versi della poetessa Emmeline Stuart Wortley:

There and every where a spell
Seems, bright Queen! Round thee to dwell:
A mastering spell, a kindling charm,
To awake, to touch, to enchant, and warm!
(…)
But thine own Syren sole can be,
The Muse shall be worthy thee!

Lì e dappertutto un incanto
sembra, luminosa Regina, indugiare su di te:
un incanto irresistibile, un fascino che accende,
a destare, a toccare, a incantare, e a riscaldare!
(…)
solo la tua sirena può
essere la musa degna di te!

To Naples, Emmeline Stuart Wortley (1806-1855)

Teresa Apicella

Un articolo di Teresa Apicella pubblicato il 2 Maggio 2019 e modificato l'ultima volta il 2 Maggio 2019

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