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L’INCIDENTE

In vita e in morte di Michele Silenti, giovane artista ucciso da un pirata della strada

Arte | 31 Ottobre 2020

Quando se ne va un artista sensibile e delicato, siamo tutti più poveri. Se poi questo artista viene strappato alla vita in maniera tanto assurda, allora non ci sentiamo solo più poveri.
Abbiamo perso una battaglia. Quella per coprire la notte della paura con i colori della vita.

Lungo il sentiero della storia umana, tra tanti apatici invisibili che attraversano opacamente il cammino senza lasciare un segno tangibile che reda la loro vita degna di essere quanto meno menzionata, capita di avere la fortuna di incontrare qualcuno capace di trasmettere una luce che attraversi la notte dell’angoscia conferendole un alone di speranza: la speranza nel genere umano e nella sua capacità di infondere coraggio. E’ questo che fa di un uomo un artista, un funambolico acrobata capace di stendere un filo tra le miserie terrene e sollevarlo ad un livello più vicino al cielo ed alla Luce, che si creda in un’entità superiore o semplicemente nella forza della fiducia in sé stessi e nella capacità umana di ergersi al di sopra della notte per cercare un via di fuga. E quanto, in questo momento, abbiamo bisogno di persone così!

Michele Silenti era uno di questi piccoli grandi geni che trasmettevano Luce, attraverso il suo pennello ma soprattutto attraverso il suo cuore, e il suo carattere splendido nonostante un vissuto doloroso, e che ne aveva certamente forgiato i contorni per diventare più sensibile e più attento a lasciar sorridere anche attraverso le lacrime. Ne è testimone Vincenzo Minuto, un affermato veterinario che ne ricorda la delicatezza: “Quando morì il nostro gatto Tommasino, scrivemmo il nostro dolore su Facebook. Tempo qualche ora e comparve Michele con un bellissimo ritratto del gatto fatto per l’occasione. Riuscì a strapparci l’unico sorriso in una giornata atroce.”

Un angelo, lo definisce il noto professionista lasciando la sua testimonianza sul social; e un angelo lo definiscono tutti coloro che lo hanno conosciuto ed ammirato anche attraverso i suoi dipinti, quadri, disegni e riproduzioni che egli vantava a dimostrazione della capacità di cogliere l’invisibile e metterlo in luce attraverso la sua tavolozza.

Una definizione spesso abusata, ma che qui assume tutto il peso e il valore che merita, o non sarebbero in tanti a piangerlo con tanta partecipazione.

Michele non c’è più, falciato su quella strada che attraversava spesso, e dove in tanti lo conoscevano.

Persona semplice, che aveva perso i genitori a breve distanza l’uno dall’altra, e che sapeva nonostante tutto cercare e cogliere la bellezza e trasfonderla sulle sue composizioni: e a sfogliarne la pagina social si può avere la conferma che il suo non era solo un mezzo per guadagnare, ma un modo di raccontarsi e raccontare la vita come la vedeva, ed era un vita meravigliosa, come i suoi lavori.

Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, ne ha percepito una scheggia di eternità e di bellezza fuori dell’ordinario, e oggi non ha più lacrime per il dolore di una perdita tanto pesante quanto assurda. Della dinamica dell’incidente non ci va di parlare. Preferiamo ricordare di lui la Bellezza interiore e la magistrale sensibilità nel trasformare le sue emozioni in tele e dare ai suoi sentimenti la consistenza di tinte e colori come solo un vero Artista sa fare.

Non era che un ragazzo, e avrebbe avuto ancora molto da raccontare, ma non ne ha avuto il tempo. Ha avuto il tempo, però, di farsi apprezzare, e di raccontare, in appena trentacinque anni di vita, una visione della vita romantica e serena nonostante i tempi e gli eventi, che egli aiutava a stornare dal pensiero della gente con una capacità che appartiene a pochi: quella del sogno e della memoria di una bellezza eterna ammantata del mito della Sirena e della sua Storia millenaria; e poi animali, natura, mare, spiagge, e tutta quella vita oltre gli sguardi che si trasmetteva in un pensiero felice, in un ricordo e in una bellezza eternati dalla sua preziosa sensibilità. In molti suoi coetanei che lo hanno conosciuto resta in vuoto di un amico che era anche supporto per camminare verso un futuro meno tetro e terribile, un futuro che oggi appare agli occhi di tanti ancora più nebuloso e oscuro.

Ci piace concludere questo omaggio a Michele Silenti con i versi di una sua amica, Clarissa Costanzo, che appartiene alla sua generazione e condivideva con lui la passione per l’Arte ma sotto altre forme, e in un ambiante, quello della Lirica, in questo momento schiacciato dagli eventi e dai decreti. Anche Clarissa ha affidato il suo omaggio ai social, offrendo un delicato e profondo pensiero dove la paura del domani si àncora ai colori che Michele stendeva sulle sue tele, nel tentativo di non lasciarsi tirare nel fondo della disperazione di tanti che ancora stentano a spiccare il volo per toccare quel cielo luminoso che il giovane artista si è sforzato di indicare nel suo breve tragitto tra noi.

Della morte la vita
è un vuoto a perdere.

Cosa siamo
con un cuore di meno,
quali parole per narrare il delitto
di non risposta dell’ultimo soffio?

Batti dentro di me
cuore di tenere carni,
ti presto gli occhi
vieni a vedere
dove non hai potuto guardare.

Togli peso ai passi
della mia vita ancora in vita,
sii voce:
non sei fatto per il silenzio del mondo.

Prendi le mani
e dimmi un colore
che non sia nero
come il buio del mai più.

Un articolo di Sergio Valentino pubblicato il 31 Ottobre 2020 e modificato l'ultima volta il 2 Novembre 2020

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