fbpx
sabato 11 luglio 2020
Logo Identità Insorgenti

L’INCONTRO

A Scampia con Daniele Sanzone. Nel nome di Pino Daniele

Libri, Musica | 7 Dicembre 2019

 

Tra i tanti libri su Pino Daniele, ce n’è uno minuscolo per formato ma imponente per oggetto e contenuto che, sicuramente, è il più piccolo mai pubblicato sul mascalzone latino. Si tratta del prezioso libricino “Pino Daniele, La vita suonata”, presentato lo scorso sabato al Caffè letterario del Centro Alberto Hurtado di Scampia e scritto da Daniele Sanzone, scrittore, giornalista, cantante e musicista, storico frontman della band ‘A 67 (nome ispirato dalla legge 167 per l’edilizia popolare residenziale) e voce (non solo sonora) di punta della scena musicale napoletana, con grande riferimento al quartiere di Scampia.

Daniele Sanzone si occupa di sonorità, scrittura e analisi di sistemi sociali e tessuti collettivi, e ha un grande interesse per la filologia culturale napoletana, oltre a essere uno dei protagonisti più interessanti e appassionati della Napoli confusa e tormentata di questi tempi, mentre il suo gruppo è un crossover di almeno un paio di generi musicali importanti. Alla presentazione di questo magnifico librino sono intervenuti insieme a lui Giuseppe Finaldi, Raimondo Di Maio e Vincenzo Esposito, i cui interventi sono stati impreziositi dalle letture di Silvana Casertano e dall’esibizione dell’Orchestra Giovanile del Centro Hurtado.  Daniele ci tiene molto a Scampia, suo quartiere di nascita e ovviamente del cuore, e si vede.  La narrazione, che si snoda per poche, ma potenti pagine lunghe pochi centimetri, racconta la rivoluzione che Pino ha portato nella musica napoletana e la sua audacia nel mescolare rock e blues con la melodia classica di Napoli. E, poi, la consapevolezza di sapere di essere un musicista molto prima di un cantautore e un cantante, con la sua necessità impellente di suonare dal vivo.

Questo è un piccolo libro da collezione che va ad aggiungersi alla bibliografia bella legata a Pino. Sanzone ha altre pubblicazioni all’attivo: Camorra Sound, in cui s’interroga sul silenzio dei cantautori napoletani nei confronti del sistema e Pino Daniele. Terra Mia, scritto con Claudio Poggi, dove analizza la storia di Pino e della sua (nostra) terra. Il suo pensiero sulla camorra è forte: per lui è l’aria che respiriamo, che talvolta impregna l’ambiente che abbiamo intorno, ed è diversa dal terrorismo: nasce e attecchisce perché offre ciò che lo Stato in certi territori non dà. E può essere che non ce ne accorgiamo: per questo a volte un crimine può non essere percepito come un male, perché diventa un ammortizzatore sociale. Per Daniele Sanzone, filosofico analizzatore di questi meccanismi, bisogna capire il mondo in cui siamo avvolti e comprendere le cause del male, prima di giustificare o condannare. La sua musica è figlia della lava incandescente del Vesuvio e cerca di combattere la malavita attraverso l’uso sapiente della voce e della parola, oltre che del ritmo della musica. E dopo la scomparsa di Pino, ha sentito l’esigenza di raccontare lui e il suo grande amore per la musica. La composizione musicale, in quegli anni Settanta impregnanti di tradizione cantautorale, era una cosa piuttosto rara. Invece Pino si è messo in gioco, ha ribaltato le cose, è diventato un cantante politico, a suo modo. La sua musica e i suoi pezzi non invecchieranno mai perché non sono incastrati dentro nessun tempo, cronologico, ritmico e sociale. E poi si sofferma sull’utilizzo della lingua, fondamentale per capire quello che saputo e voluto scrivere Pino Daniele. “Impara a parlare”, gli gridarono dal pubblico, una volta a Pescara, e lui seppe rispondere a tono con un enorme senso dell’equilibrio dettato da un’antica forza popolare. Napoli è sempre violenta e viva, ma anche saggia, piena di talenti che però non emergono e non si evolvono perché non ci sono più discografici e produttori artistici, importanti per la crescita. È una città che rimane avanguardia musicale di questo Paese, ed è qui che nascono le idee più originali e interessanti. Già dal Dopoguerra, è stata sempre attenta e ricettiva rispetto a quanto succedeva dall’altra parte dell’Oceano. A Napoli ci si infatuò subito dello swing e del jazz, senza contare l’influenza nera, fino alla corrente che venne definita come Napolitan Power. Una musica popolare, legata al cuore della città, ma anche molto vicina all’America, al blues, al funk e alle ritmiche black.

Commistione di generi e devozione alle tradizioni afroamericane, quindi, ma anche molto napoletane. Pino Daniele inizia a suonare negli anni Settanta, con una passione e una ‘nziria (testardaggine, cocciutaggine, voglia, intenzione) fortissima, gli stessi anni in cui James Senese forma con Mario Musella il gruppo Napoli Centrale, destinati a diventare l’espressione più importante di quelle sonorità e in cui Pino Daniele milita per un po’ suonando il basso. In seguito, manterrà un rapporto solido con quella musica e con quei musicisti. Intanto debutta come solista nel Settantasette con “Terra mia”, album che mette in mostra uno stile già inconfondibile, arricchito dai riferimenti alla tradizione e al linguaggio internazionale cui aspira. Il capolavoro di questo periodo è il terzo album, “Nero a metà”, la sintesi della sua ricerca, ricompensato da un enorme successo, così come i dischi consecutivi, “Vai mo’” e “Bella ‘mbriana”.

Daniele Sanzone offre dunque un tributo, generoso e ricco di affetto, a Pinotto, come lo chiamavano la famiglia e gli amici. Il racconto di uno dei più grandi musicisti del nostro Paese, un pezzo di storia, parte di quel magma creativo che rappresentò la parte bella e interessante degli anni Settanta, anni meravigliosi, tormentanti e pieni di creatività.

Pino Daniele, La vita suonata”, Daniele Sanzone, Dante & Descartes: una cinquantina di piccole pagine in cui scorre tutta l’essenza, la vita e la filosofia del maestro Pino Daniele.

Claudia Verardi

 

 

 

 

Un articolo di Claudia Verardi pubblicato il 7 Dicembre 2019 e modificato l'ultima volta il 7 Dicembre 2019

Articoli correlati

Libri | 19 Giugno 2020

L’ADDIO

Barcellona piange Carlos Ruiz Zafòn. Il suo “L’ombra del vento” secondo solo a Don Chisciotte

Libri | 15 Aprile 2020

L’INIZIATIVA

“Ricomincio dai libri” lancia “Adotta una libreria”

Libri | 22 Gennaio 2020

RIONE TRAIANO

Con Alessio Forgione sui luoghi del suo nuovo libro, “Giovanissimi”

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi