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Perché si dice: “Chi se crere d’essere ‘a riggina Giuvanna”

Cultura, NapoliCapitale, Storia | 24 agosto 2015

giovanna la pazza

“Chi se crere d’essere ‘a riggina Giuvanna?”.

Forse a qualcuno di voi, sarà capitato di ascoltare questa bizzara espressione che fa riferimento a due anzi tre regine di Napoli. Le uniche regine regnanti a Napoli: Giovanna I d’Angio 1326-1282, Giovanna II d’Angiò-Durazzo 1373-1435 e Giovanna d’Aragona detta “La Pazza” 1479-1555.

Giovanna I fu una delle prime donne a regnare in Europa. Sposò Andrea di Durazzo, figlio de re d’Ungheria, che assunse il titolo di duca di Calabria.
Ma al suo sposo andava stretto il ruolo di “duca di Calabria” dato che avrebbe voluto regnare al posto di Giovanna. Per questo motivo, l’aristrocrazia fedele alla regina assassinò Andrea. Ne conseguirono due invasioni ungheresi promosse da Luigi, re d’Ungheria e fratello maggiore del duca di Calabria. Dopo due matrimoni che non diedero eredi alla sovrana, Giovanna nominò Carlo di Durazzo suo erede, anche per riappacificarsi con l’Ungheria.

Nel 1378 ci fu lo Scisma d’Occidente. Giovanna, che mal sopportava le ingerenze papali nel regno di Napoli, si schierò con l’antipapa. Clemente VII, mentre Carlo Durazzo con il pontefice Urbano VI. Gli ungheresi invasero ancora una volta Napoli, imprigionando Giovanna che fu rinchiusa prima a Nocera e poi a Muro Lucano dove fu assassinata.

Morto nel 1414 senza eredi suo fratello Ladislao, Giovanna divenne regina di Napoli. Giovanna II che aveva quarant’anni ed era già vedova, si risposò con Giacomo di Borbone, per assicurarsi l’allenza della Francia. Giacomo fu nominato “duca di Calabria”, ma anche il francese puntava a “sostituirsi” alla moglie sul trono di Napoli.

L’atteggiamento presuntuoso di Giacomo provocò la reazione della nobiltà napoletana che lo costrinse a scappare in Francia. Per difendere il Regno che era stato invaso da Luigi III di Francia, Giovanna nominò suo erere Alfonso d’Aragona. Respinti i francesi, Giovanna arrivò ai ferri corti anche con Alfonso che però fu sconfitto e costretto a ritirsi in Spagna. Alla sua morte però Alfonso d’Aragona, vinto Renato d’Angiò, divenne il nuovo re di Napoli e fondatore di una nuova dinastia, l’aragonese.

Giovanna III, terza figlia ed erede dei “numerosi regni” di Ferdinando il Cattolico, sposò Filippo d’Asburgo. Grazie a questo matrimonio si imparentarono le famiglie reali più potenti d’Europa, così Carlo V poté ereditare dai suoi genitori un regno sul quale “non tramontava mai il sole”.
Giovanna III era anticonformista e mal sopportava il rigido cattolicesimo della corte madrilena. Fu detta “la pazza”, perché avrebbe sofferto fino alla pazzia per la dipartita prematura del suo sposo. Grazie a tale pretesto, suo padre la fece rinchiudere in un castello.

Pertanto alla morte di Ferdinando il Cattolico, Giovanna III regnò solo pochi giorni, il tempo di abdicare in favore di suo figlio, l’imperatore Carlo V e tornare “alla sua prigionia”.

Successivamente avrebbero regnato su Napoli gli Asburgo e i Borbone, dinastie che adottavano la legge salica, per cui non ci sarebbero state mai più donne a reggere direttamente le sorti dello stato. Ma non mancarono sovrane molto importanti anche dal punto di vista politico come Maria Carolina d’Asburgo e Maria Sofia di Wittelsbach, l’ultima regina di Napoli.

Tornando al nostro detto: “Chi crede di essere la regina Giovanna?” si usa per una donna molto presuntuosa che appunto si comporta come se fosse un capo di stato.

Vincenzo D’Amico

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