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LINGUA NAPOLETANA

Approvata in Consiglio Regionale una legge di tutela, ma cosa viene tutelato in realtà?

Lingua Napoletana | 6 Luglio 2019

È stata approvata in Consiglio Regionale una legge per la tutela e la valorizzazione del “patrimonio linguistico napoletano”. La legge, dal titolo “Salvaguardia e valorizzazione del patrimonio linguistico napoletano” è il frutto dell’unione di due proposte di legge: l’una presentata nel 2006 dal consigliere Luigi Passariello, e l’altra, più recente, presentata nel 2016 dal consigliere Francesco Emilio Borrelli, cui è stata applicata una lunga serie di emendamenti.

La tutela del “patrimonio linguistico napoletano”

Noi di Identità abbiamo chiesto un approfondimento al prof. Ermete Ferraro, da anni attivista e insegnante di napoletano, che ha offerto un contributo essenziale alla stesura della proposta del 2016 da parte del consigliere Borrelli.

Il professore si dice soddisfatto del risultato: «È una soddisfazione. In occasione dell’approvazione di questa legge, è stato fatto in Consiglio Regionale un riepilogo di tutte le iniziative e di tutti i tentativi falliti dagli anni ’80 fino ad oggi: è stato un processo molto lungo, nel quale, credo, sia stata posta, con questa legge, una pietra miliare.»

Le differenze con la proposta originaria

A noi di Identità, che abbiamo seguito l’iter della proposta del consigliere Borrelli sin da quando è stata presentata, sono saltate subito all’occhio delle sostanziali differenze con il testo originario. La prima riguarda il termine con il quale viene identificato il patrimonio da tutelare.

La proposta originaria, infatti, parlava, sin dal titolo di “lingua napoletana, dialetti e tradizioni popolari della Campania”, mentre qui si parla di “patrimonio linguistico napoletano”.

È difficile capire, e il testo non aiuta a chiarire, a cosa ci si riferisca con la parola “napoletano”: se, cioè, è fatto oggetto di tutela il dialetto di Napoli, oppure qualcosa di più vasto.

Ma, ci assicura il prof. Ferraro:

«Qui la parola “napoletano” è intesa in senso ampio: non ci si riferisce soltanto a Napoli, ma anche all’area linguistica e culturale circostante, per cui, non si può negare, Napoli è stata un grande polo di influenza e attrazione. Non bisogna dimenticare, poi, che è Napoli il luogo in cui c’è stata un’elaborazione di un’ortografia e di una lingua scritta e di una tradizione letteraria.»

A chi scrive, non essendo napoletana, il dubbio che il resto della regione venga tagliato fuori o trascurato, però, rimane, non essendoci di fatto nel testo alcuna specificazione che possa fugarlo.

Rimane il Comitato Scientifico, cassato il Centro di Documentazione

La proposta del 2016 prevedeva l’istituzione di due organi

Come ci spiega il prof. Ferraro, mentre il primo organo avrebbe coinvolto l’accademia, il secondo avrebbe dovuto dare possibilità di partecipazione soprattutto alle realtà associative del territorio, da tempo occupate in attività di tutela e valorizzazione.

Dei due organi, tuttavia, soltanto il primo, il Comitato scientifico, è stato mantenuto in vita dalla legge approvata.

Le nostre perplessità

L’abolizione del Centro di documentazione toglierebbe probabilmente all’attività di tutela proprio quel cuore pulsante che ha dato un contributo essenziale affinché questo tema guadagnasse l’attenzione delle istituzioni, fino all’approvazione della legge in questione. Questo è certamente un punto debole.

Sembra, infine, sia molto difficile far passare il concetto che la Campania non è fatta solo di Napoli, e questa legge non sembra immune da questo errore. Non si può sempre ignorare o fagocitare altre realtà culturali della regione, all’ombra di una generica “cultura napoletana”.

Con questo non vogliamo negare che Napoli sia, in quanto centro, un punto di riferimento indispensabile, ma vogliamo ricordare che i suoi “patrimoni” non sarebbero esistiti senza l’apporto delle tradizioni e delle forze intellettuali delle aree circostanti, oggi costantemente bistrattate nel loro valore culturale.

Teresa Apicella

Un articolo di Teresa Apicella pubblicato il 6 Luglio 2019 e modificato l'ultima volta il 8 Luglio 2019

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