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L’INIZIATIVA

Cittadini e volontari di Retake ripuliscono le aiuole di Via Cesario Console

Ambiente | 22 Giugno 2020

Pochi giorni fa un evento promosso da Retake Napoli proponeva un intervento di bonifica sul territorio napoletano, precisamente in Via Cesario Console, una zona centralissima, tappa obbligatoria per raggiungere il tratto di strada che costeggia il mare e sovrasta la galleria della Vittoria; l’appuntamento fissato per ieri mattina ha richiamato l’attenzione di tanti Napoletani che in questo ultimo decennio si sono impegnati in prima persona per la città.

Un esercito di volontari

Esattamente nove anni fa, quando con l’insediamento del nuovo sindaco una enorme parte della cittadinanza recuperava la sua identità e si chiamava quale parte viva per un risveglio della bellezza del territorio, incontrandosi in Piazza del Plebiscito per sentirsi parte di una popolazione desiderosa di riscatto e di rispetto, qualcuno propose di cominciare a dare un segno del proprio orgoglio ritrovato, e iniziò una corsa per cercare di risanare le ferite di un territorio martoriato, collaborando con le istituzioni per recuperare e sanificare il verde urbano che versava in pessime condizioni: fu un pullulare di iniziative, e la prima si ebbe il 22 giugno, data indimenticabile per chi, come chi scrive e partecipò, credeva in questa nuova ondata di bellezza sociale; fu allora che alcune decine di volontari si mobilitarono per ripristinare a forza di braccia le aiuole di Via Cesario Console, che versavano in condizioni pessime, aride e non curate. Fu solo il primo di decine di attacchi di civiltà – come li definiamo – e ad essi seguirono, tra le altre, la ripulitura di Piazza Carlo Terzo e di alcune zone dei Quartieri Spagnoli.

Esattamente nove anni dopo (e due consiliature), semplici cittadini si sono ritrovati, punto e a capo, a dover scegliere, per mero amore della Città, di rimboccarsi le maniche e tornare a falciare, potare e risistemare Via Cesario Console, ripulendo, ancora una volta, le aiuole da una fitta vegetazione spontanea e da materiali abbandonati in una zona che era un’offesa per gli occhi e per la nostra dignità. I mesi di lockdown hanno dato la possibilità alla vegetazione di crescere e svilupparsi, ma col termine della fase 1, né le autorità che presiedono al verde cittadino (troppo impegnati a distribuire piantine a chi non riusciva a mettere il piatto a tavola), né la Prima Municipalità nei suoi elementi rappresentanti, ha ritenuto di dover ripristinare il decoro e ripulire i giardinetti falciando le erbacce e ripulendole dalle immondizie.

Non è stato dunque difficile, visto lo stato di abbandono delle aiuole di questo tratto di città incastonato tra Piazza Plebiscito e il Lungomare, accogliere l’invito proposto dall’associazione Retake Napoli e presentarci numerosi per ricominciare da dove avevamo lasciato con rinnovato vigore (anche se con assai più sfiducia nelle istituzioni). L’appuntamento era stato fissato per le 10,30, e mentre un altro autonomo gruppo di giovani volontari si è spostato vero il Lungomare con l’intento di ripulire la scogliera, le spiagge e le zone lungo la costa, noi ci siamo dedicati con amore e immensa passione al nostro compito: i giovani di Retake ci hanno trasmesso nuova energia, e nonostante il sole che si faceva sempre più cocente, belli del nostro rinnovato fervore e forti delle energie ridestate, abbiamo raccolto, rastrellato, potato, falciato e raggruppato decine di grosse buste dell’immondizia stracariche di materiale; circa tre ore di impegno, per poter finalmente rivedere ripuliti quegli spazi, pur se non abbiamo avuto modo di annaffiar le aiuole riarse.

Tra i vari ritrovamenti, addirittura una bottiglia di spumante ancora sigillata, nascosta tra i rami di un ficus verdeggiante che piantai personalmente – insieme ad altri volontari – nove anni fa, e fa ancora bella mostra di sé a ricordo di un lavoro di squadra che prevedeva ben altra fortuna. Tanti passanti ci hanno fatto i complimenti, e qualcuno ci ha addirittura voluto omaggiare con del caffè acquistato per noi al bar, mentre il personale del Circolo Ufficiali della Marina posto di fronte ci ha fornito bottiglie d’acqua; una maniera affettuosa per partecipare in qualche modo alla sanificazione di una realtà che sono stati costretti a osservare a lungo in tutta la tristezza dell’abbandono.

A conclusione dell’evento, vedere finalmente le aiuole pulite dalle erbacce e dall’incuria è stata la soddisfazione più grande, anche se duole dover ancora una volta sottolinerare la mancanza di collaborazione da parte degli organi preposti: i volontari di Retake avevano avvisato l’ASIA di questo evento, richiedendo un supporto per il recupero dei materiali e delle buste straripanti erba tagliata: eppure, al termine dell’intervento, nessun furgone dell’Azienda si è fatto vedere.

L’esperienza di Retake Napoli

Retake è un’associazione approdata a Napoli da appena qualche anno, gemmazione di quella costituitasi a Roma e “importata” qui grazie alla proposta di Eleonora D’Ermo, una giovane nativa di Cassino giunta a Napoli per impegni di studio: il gruppo da lei formato è costituito da poche unità a livello di soci fondatori, tra cui Nico Laudiero e Vittorio Battista che, benché non più giovanissimo, ha accettato di lasciarsi coinvolgere in questa avventura di volontariato; ma nella realtà i volontari che partecipano alle iniziative del gruppo sono decine, e ad esse si uniscono ogni volta tanti altri semplici cittadini, e gli appuntamenti crescono con essi.

E’ meraviglioso vedere tanta buona volontà da parte della gente comune, fa ancora ben sperare in chi, nonostante le delusioni, continua a credere nella collettività e nella forza della gente, e al relativo desiderio di non lasciare andare tutto a quel paese.

La cura del territorio

Questa è una città che necessita di un impegno comune, ma richiede anche che si sfruttino tutte le possibilità per mettere in atto quel cambiamento tanto sperato da molti, e che ancora non riesce a vedere un felice compimento: è triste dover constatare come, in vista dello scadere del secondo mandato, questa amministrazione sia costretta ad avere ancora bisogno dell’intervento attivo e fattivo dei cittadini per la soluzione delle necessità più elementari. Se è fondamentale per il buon esito dell’impegno comune che ogni singolo napoletano si senta coinvolto e responsabile nella cura della casa comune, è altresì doveroso che le forze politiche che si occupano del buon svolgimento della vita metropolitana attuino tutte le proprie mansioni e concretizzino tutte le misure a propria disposizione per prevenire, curare e gestire ogni situazione, evitando che le situazioni degenerino anche grazie all’impegno di tutte le aziende e partecipate che sono chiamate a collaborare in tal senso.

Nel frattempo, non ci resta che contare sempre nel generoso contributo e gratuito impegno di quella grossa fetta di cittadini che sono attivi e impegnati sul territorio, e che speriamo continuino ancora a lungo a lasciarsi coinvolgere in interventi e iniziative atte a permettere loro, anche se in minima parte, di potersi sentire utili e necessari nel rendere il proprio territorio un posto bello in cui vivere e passeggiare.

Sergio Valentino

Un articolo di Sergio Valentino pubblicato il 22 Giugno 2020 e modificato l'ultima volta il 22 Giugno 2020

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