venerdì 23 agosto 2019
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L’INIZIATIVA

Gegè Vibes, promoter pugliese che crea ponti con gli artisti del Gambia

Altri Sud, Integrazione | 26 Giugno 2019

Eugenia Conti è stata la prima a occuparsi di musica sulle pagine di Identità Insorgenti, di cui è una dei fondatori. Negli anni ha sviluppato questa sua passione con un suo portale, Gege Vibes, e oggi vive tra Londra e il Salento, trascorrendo la maggior parte del tempo in tour per l’Europa con artisti reggae. Ma per reagire al razzismo del nostro paese, ha deciso di unirsi con un promoter del Gambia per promuovere l’integrazione attraverso la musica. Ospitiamo la sua testimonianza. 

 

In questo triste momento storico  per l’Italia, con un leader leghista razzista e alimentatore d’odio, mi sono trovata a vivere a Londra per lavoro e mi ero ripromessa di non fare più ritorno in Italia qualora la Lega avesse vinto le elezioni.

Purtroppo è accaduto: con sorprendente largo consenso della Lega anche al Sud: una mostruosità che ha visto finalmente uniti i “fratelli d’Italia” attraverso le discriminazioni etniche verso altri popoli. E’ grazie alla propaganda salviniana che molti italiani si sono rivelati persone ottuse che puntano il dito contro gli africani che vivono nel nostro Paese.

Mi sono vergognata per l’Italia tutte le volte che ho visto la BBC, che non fa altro che sottolineare il razzismo del nostro Paese quando fino ad ieri il Mezzogiorno d’Italia era ritenuto il paese della solidarietà e dell’accoglienza. Qui, come ci hanno insegnato i nostri progenitori della Magna Grecia “l’ospite è sacro”. O almeno lo è sempre stato…

Dunque non ce l’ho fatta a restarmene con le mani in mano.  Ho deciso di utilizzare la mia compagnia di bookings e promotion di artisti chiamata Gege Vibes, affiancata dal dj e promoter Timeless Sound, originario del Gambia, per coinvolgere giovani africani (anche provenienti dalle comunità, dai centri di accoglienza migranti o dalla strada) nella promozione di eventi in Italia che ospiteranno i nostri cantanti o Djs internazionali in modo tale da poter aiutare i ragazzi ad imparare un mestiere e a costruire i loro brands. Perché la musica unisce, genera integrazione, aiuta a capirsi, a socializzare…

Jereh Njai, in arte Mighty, gambiano residente a Berlino,  fondatore del prestigioso Timeless Sound, ha abbracciato l’iniziativa sottolineando quanto la cooperazione tra i due popoli possa addirittura essere un fattore determinante per l’intera economia italiana proprio come accade in Germania da anni dove europei ed africani convivono insieme e dove l’integrazione non è un’utopia ma un fatto.

Mighty ne è l’esempio lampante: ha creato un grande business nella Capitale tedesca relativo alla promozione musicale in cui lavorano, in team, persone di tutte le razze.

Sono certa che tutti insieme potremo ottenere grandi risultati in unità e pace anche dalle nostre parti, in Sud italia: abbiamo delle serate progettate per l’estate con gli aspiranti promoters gambiani supervisionati da noi a Napoli, Catania e Catanzaro. Ma anche a Bologna e Milano. Segno  che questo progetto può unire davvero ogni latitudine anche qui.

Il nostro obiettivo è anche quello di consentire ai giovani africani di poter divenire un giorno promotori o artisti, offrendo loro il giusto bagaglio di esperienza e conoscenza del settore. Vogliamo che anche chi proviene da un background più sfortunato possa scegliere la strada dell’arte piuttosto che quella del crimine.

E,  credetemi, è una sensazione veramente bella vedere cosa la musica riesca a creare grazie al linguaggio universale che la compone…  e poi quale genere migliore di quello reggae che da sempre professa pace ed amore per unire i nostri popoli?

“One love” è appunto il concetto dell’unico amore, per sentirci tutti fratelli e sorelle. Vogliamo che italiani ed africani possano ritrovarsi insieme nello stesso party, per ballare, fare amicizia ed iniziare collaborazioni. Non vogliamo più vedere persone con pregiudizi ed immigrati che si sentano solo degli stranieri indesiderati senza alcuno spazio nella società. Ieri stavo parlando con Curtis, un diciottenne gambiano che vive in comunità a Bologna e che ho conosciuto in un club durante una data dei miei tours. Curtis è così innamorato della musica reggae che definisce Timeless suo padre ed il suo eroe. Da un pò chiama anche me la sua mamma. Diceva che è molto orgoglioso dei miei progetti, ma che mi renderà ancora più orgogliosa di lui perchè vuole raggiungere un alto livello d’istruzione. Mi ha confidato che vuole iscriversi all’Università, appena preso il diploma, e divenire architetto. Sta già imparando a disegnare sul suo laptop. Non avete idea quanto queste parole mi abbiano riempito il cuore di gioia. Questi ragazzi sono definiti in gergo “Ghetto Youths”, i giovani del ghetto. Alle volte arrivano in Italia senza niente, solamente con il loro grande talento. Tanti sanno cantare, altri ballare, altri ancora vogliono organizzare eventi o studiare. Io e Papà Timeless faremo di tutto per aiutare quanta più Ghetto Youths possibile ed essere un esempio sano per loro perché tutti meritano almeno una possibilità per dimostrare il proprio valore. La musica non è costituita solo da note in successione, la musica è il canale più potente per cambiare lo stato di cose, la musica è una missione di vita…

Eugenia Conti

Un articolo di Eugenia Conti pubblicato il 26 Giugno 2019 e modificato l'ultima volta il 26 Giugno 2019

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