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L’INTERVENTO

De Luca in diretta: “Numeri alti di contagio, no a mezze misure: metà dei positivi per comportamenti irresponsabili”. E pensa al coprifuoco dopo le 24

Sanità | 16 Ottobre 2020

Ecco cosa ha detto nel discorso settimanale del venerdì il Governatore Vincenzo De Luca sulla situazione del covid in Campania:

“I numeri di oggi sono molto più alti rispetto a marzo e aprile. Il numero delle persone positive ma asintomatiche è molto maggiore rispetto alla primavera scorsa. Non dobbiamo illuderci, perché dobbiamo mettere in conto che ci potrà essere un aggravamento della malattia.

Le mezze misure non servono a niente, prima prendiamo decisioni forti, meglio è. Più ritardiamo, più saremo costretti a prendere decisioni ancora più gravi ma avendo l’acqua alla gola. E’ ragionevole e responsabile prendere oggi decisioni difficili, non aspettare oltre.

L’Italia si è uniformata nel contagio perché con l’apertura dei settori economici, della mobilità, delle frontiere, si è rimescolata. Oggi il contagio riguarda tutti nella stessa maniera. In questo quadro di uniformità la regione Campania è la più esposta, perché quella con la maggiore densità abitativa d’Italia e maggiore difficoltà ad avere distanziamento. Questa criticità ci obbliga a prendere decisioni prima degli altri ed in maniera più rigorosa rispetto agli altri.

Guai a noi se perdiamo il controllo dell’area metropolitana di Napoli, il punto di maggiore criticità. L’obiettivo fondamentale quando parliamo di sicurezza e tutela della salute è impedire che le persone perdano la vita, non è abbassare il numero dei contagiati. Nei mesi scorsi abbiamo avuto un risultato importante, mi limito a fotografare la situazione: fino ad oggi abbiamo registrato 487 decessi mentre in Veneto 2226 morti, in Emilia 4502, in Piemonte 4187, in Lombardia 17011 decessi. Dobbiamo fare di tutto per mantenere questo livello dei decessi per numero di abitanti: abbiamo fatto un miracolo!

Siamo garantiti solo dalle scelte che avremo il coraggio di fare e dalla responsabilità di rispettarle. Abbiamo dovuto prendere delle decisioni e iniziative di prevenzione: il 12 agosto siamo stati gli unici a rendere obbligatorio tampone da estero. Così abbiamo individuato 3000 positivi. Primi a rendere obbligatoria mascherina all’esterno. Per la scuola abbiamo fatto il sierologico al 90% del personale scolastico contro una media nazionale neanche del 60%. Abbiamo ritardato l’apertura anche per questo. Abbiamo deciso di comprare, o dare contributo per l’acquisto, i termoscanner per le scuole. Abbiamo deciso di chiudere i bar alle 23 primi in Italia e fatto decisioni restrittive. Per i 3000 positivi trovati nel mese di agosto, abbiamo avviato il contact tracing. Quando si fanno attività di controllo, si possono fare due scelte: o si fanno i tamponi in maniera indifferenziata (screening di massa) e questo produce risultati nell’individuazione dei positivi o fai scelta più mirata (tamponi a quelli che hanno avuto contatti coi positivi), privilengiando il contact tracing e concentrando la ricerca sulla popolazione a rischio. In Campnia abbiamo deciso di seguire questa linea, trovare le persone contagiate nelle siuazioni più a rischio. Questo significa che abbiamo un numero più alto ma che nel medio periodo avremo risultati migliori, perché riusciamo a mettere in isolamento più persone, anche se asintomatiche.

Per la campagna di vaccinazione antinfluenzale siamo stati la prima regione d’Italia ad avviare la campagna per le vaccinazioni, iniziando il 1 ottobre. Anche questa notizia importante non la sentirete mai né in tv né altrove, ve la diamo noi. Ad oggi ci sono regioni che non sono ancora partite mentre noi abbiamo già 130000 persone vaccinate al 15 ottobre, il 20% della popolazione a rischio.

Abbiamo 16000 dipendenti in meno, 300 milioni all’anno in meno della media nazionale e un numero di terapie intensive ogni 100.000 abitanti che è la metà di altre regioni. Come terapie intensive siamo al numero più basso d’Italia, anche per responsabilità della Campania, perché siamo stati commissariati per 10 anni. Siamo usciti dal commissariamento a novembre dello scorso anno. In un quadro nazionale che ha uniformato tutti i territori, avendo fatto prevenzione, abbiamo livelli elevati di contagio: oggi abbiamo 1261 positvi su 14422 tamponi.

Con queste condizioni ieri abbiamo preso decisioni difficili, ci pensiamo 100 volte prima di farle. Ieri, quando è arrivata la notizia che avevamo sfortato i 1000 contagi, verso le 10.30 del mattino, abbiamo passato la giornata a verificare, discutere e impostare l’ordinanza punto per punto.

Quello che facciamo oggi avrà effetto a 10 – 20 giorni. Vi prego, cari concittadini, di comprendere che quando prendiamo una decisione lo facciamo dopo aver riflettuto, parlato, confrontato le diverse ipotesi e lo facciamo perché sentiamo che è nostro dovere farlo e farlo oggi.

Per quanto riguarda la scuola, prevedevamo di chiudere le quarte e quinte delle secondarie superiori, poi abbiamo valutato che era impossibile per l’organizzazione scolastica. Abbiamo valutato la posizione degli studenti universitari, degli asili, delle scuole private. Abbiamo deciso infine non di chiudere le scuole ma fare didattica a distanza per 15 giorni per cercare di contenere l’onda di contagio. qualcuno ha detto “era questa la priorità?”. Non c’è priorità, vanno prese decisioni che tutte insieme aiutano a contenere il contagio, alcune più importanti, altre meno.

Due obiettivi: ridurre al massiimo luoghi ed occasioni di assembramento e cercare di frenare la mobilità e il contagio sui mezzi di trasporto.

Il problema più grave per la scuola è all’esterno, dove abbiamo assembramenti di centinaia di ragazzi e affollamento all’uscita, tutto incontrollato. Non si blocca la didattica ma diventa didattica a distanza, è sbagliata l’informazione “si chiudono le scuole”. La didattica deve continuare, poi vediano fra 15 giorni. Questa misura era una delle necessarie da prendere.

Dobbiamo usare queste due settimane per arricchire i piani di trasporto, coinvolgendo le aziende private. Abbiamo destinato 4 milioni di euro per dare una mano ai comuni che non ce la fanno e potenziare il trasporto privato. Vogliamo arrivare all’aumento di un terzo delle corse per garantire maggiore sicurezza ai ragazzi ed ai docenti che vanno a scuola. Dovremo usare questi 15 giorni per orari differenziati, sia di mattina, che usando mattina/pomeriggio.

Per gli asili, sappiamo che c’è un problema che riguarda le famiglie e stiamo vedendo come mettere al punto misure che agevolino le famiglie ma sollecitiamo il governo a concedere congedi parentali per la cura della fascia 0-3 anni o che frequentano asili.

Si è ritenuto che ridurre orario attività commerciali non ha tanto peso sul contagio, dopo aver parlato con gli esperti.

Nelle prossime ore prenderemo altre decisioni su quelle attività commerciali che moltiplicano le occasioni di contagio perché determinano assembramenti. Abbiamo già deciso chiusura bar alle 23. Saranno consentite fino a mezzanotte solo per quelle attività che sono in grado di offrire posti a sedere in sicurezza (bar, pizzerie, ristoranti). Le attività da asporto saranno vietate, perché creano assembramenti davanti ai locali, negli orari notturni. Dev’essere bloccata la movida, inutile fare appelli al senso di responsabilità, abbiamo troppi irresponsabili.

Vi anticipo che nei fine settimana di ottobre chiuderemo tutto alle 22 ed il fine settimana di Halloween, immensa idiozia e stupida americanata (monumento all’imbecillità). Siccome sento che si stanno già preparando, dalle 22 il fine settimana di ottobre si chiude tutto e sarà il COPRIFUOCO, non sarà consentita neanche la mobilità. Prenderemo decisioni di blocco della mobilità dopo la mezzanotte anche nei prossimi giorni. Bisogna considerare che chi non mette la mascherina commette un reato in flagranza.

I matrimoni, avevamo avuto incontro con le associazioni di categoria dato che erano in revisione 1400 matrimoni a ottobre. Avevamo concordato di farli con l’obbligo di comunicare prima non solo elenco partecipanti ma anche nominativi responsabile di sala e di cucina. Questo non è avvnuto. Se dobbiamo prenderci in giro, non è più tempo di tolleranza. Lo dico anche per tanti esercizi commerciali che per 200 euro rischiano di rovinare un intero settore.

Vietate tutte le cerimonie: matrimoni, prime comunioni, cresime, tutto quello che diavolo si vuole. Un matrimonio a Mirabella Eclano, ha provocato decine di contagi, una festa in una RSA a Portici ha determinato decine di contagi. Una festa di ragazzi Erasmus, idem… non c’è niente da fare, in Campania più della metà dei contagi va ricondotto a comportamenti incivili e deliquenziali. Obiettivo è tenere in piedi 80-90% delle attività economiche: basta uscite irresponsabili di notte, mascherina sempre, lavaggio mani spesso.

Siamo unica regione che ha fatto un piano economico: al governo chiedo un altro piano per famiglie e piccole imprese che saranno colpite. Ci sono poi gli obiettivi strettamente sanitari: l’obiettivo strategico che noi abbiamo è rappresentato da tre quattro misure che vi elenco. Posti letto: noi dobbiamo garantire la disponibilità dei posti letti già oggi. Siamo costretti a eliminare tutte le attività secondarie: ci occuperemo solo di interventi salvavita, cardiologici o oncologici. Potenzieremo la rete dei punti nascita arricchendola con la tutela delle partorienti che hanno contagio covid: queste prestazioni le daremo al meglio. Tutto quello che può essere rinviato sarà rinviato. Oggi abbiamo 1261 positivi che abbiamo ritrovato con il metodo nostro con lo screening mirato. Il dato che ci forniscono i nostri epidemiologici è questo: sui positivi quelli che richiedono il ricovero ospedaliero sono il 4,3 per cento. Sul numero di contagiati che registriamo oggi, dobbiamo trovare 40-50 posti letti. Da questi dobbiamo sottrarre 12 posti letto di persone guarite. Insomma oggi dobbiamo trovare tra 30-35 posti letto. Questo vuol dire che se per 10 giorni il contagio è questo… possiamo arrivare alla necessità di 1000 posti aggiuntivi. Dobbiamo mettere in conto che a marzo aprile avremo un aggravio di presenze negli ospedali. Per questo abbiamo anticipato la campagna di vaccinazioni. Se rimaniamo ai numeri di oggi ci servono 1000 posti al mese in più.

I positivi asintomatici devono stare in isolamento protetto per 10 giorni. E il personale deve fare controlli a chi sta a casa, andare in alcuni casi a domicilio a fare i tamponi. La quantità di lavoro da fare è immane se vogliamo garantire la sicurezza, se vogliamo non perdere vite per il covid.

Nelle Rsa abbiamo concordato con ministero Salute e commissario il fabbisogno della campania per quanto riguarda il tampone. Qui in Campania abbiamo fatto il lavoro prescritto dall’Oms. Abbiamo lavorato con i tamponi che ci arrivavano senza disperdere le risorse… rischiamo di non avere più i reagenti se li fanno a tutti. Ad oggi ne facciamo 14mila al giorno. Abbiamo avuto fino ad aprile un milione e 350mila kit di tamponi, che ci garantiscono 8mila tamponi a giorni fino ad aprile. E per questo abbiamo chiesto ad Arcuri un altro milione e mezzo di kit che dovrebbero arrivarci nei prossimi giorni.

Inoltre abbiamo l’obiettivo di effettuare uno screening continuo sulle scuole e abbiamo l’obiettivo di fare un milione di test antigenici a fine ottobre da ripetere a gennaio e aprile: anche qui abbiamo chiesto disponbilità ad Arcuri di avere tre milioni di test.

Abbiamo anche chiesto 20mila test molecolari rapidi, da 15 minuti, per gli accessi ai pronto soccorsi. Abbiamo poi chiesto 294 ventilatori polmonari e 200 caschi per le subintensive. Ne abbiamo avuti per ora 50 e 100 ma arriverà il resto nei prossimi giorni.

Per i test molecolari abbiamo un obiettivo in più: vogliamo dare risultati in tempi rapidi e comunicheremo entro la prossima settimana via sms il risultato del tampone. Contiamo di arrivarci entro il prossimo fine settimana per far avere risultati test sul cellulare in 12 ore. Chiediamo che sia utilizzata la piattaforma informatica della sanità messa in funzione negli scorsi mesi. L’operatore deve mettere sulla scheda il numero di cellulare e il domicilio di chi fa il test.

Ricordo poi che gli assembramenti erano di cittadini non prenotati. D’ora in poi non sarà più possibile fare test senza prenotazione.

Infine le terapie intensive: se ogni giorno abbiamo da 30 a 35 persone che chiedono collocazione in ospedale, con passare delle settimane, dobbiamo avere più terapie intensive. Il problema è che mancano gli anestesisti e abbiamo chiesto aiuto a livello nazionale. Prenderemo misure di guerra per salvare la vita dei nostri concittadini. Fino ad oggi gli impegni sono stati rispettati, continiuamo così anche nei prossimi giorni.

Stiamo vivendo giornate pesanti, non si riesce a dormire neanche la notte. Dobbiamo prendere decisioni rispetto alle quali sappiamo di provocare disagi e problemi alle famiglie, ma lo stiamo facendo per garantire la vita alle persone. E decideremo fino in fondo quello che è necessario per questo. Vi chiedo di avere comprensione e di aiutarci con la collaborazione. Basterebbe avere persone responsabili per risolvere la gran parte dei nostri problemi. Ci auguriamo che le forze dell’ordine facciano tutto quello che è necessario per ricondurre alla ragione le persone irresponsabili. Al 90 per cento delle persone per bene che hanno capito la gravità del momento chiedo di avere compresione. A volte siamo obbligati a prendere decisioni in mezza giornata. Lo facciamo consapevoli del disagio che si crea ma lo facciamo davvero per senso del dovere.

a cura di Lucilla Parlato – Fabrizio Reale

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 16 Ottobre 2020 e modificato l'ultima volta il 16 Ottobre 2020

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