domenica 21 aprile 2019
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L’INTERVENTO

Sgarbi: “Notre Dame? Una cartolina, non si è perso nulla. Basta retorica, pensiamo ai beni in reale pericolo”

Beni Culturali | 16 Aprile 2019

La tragedia di Notre-Dame ha un valore simbolico ma nulla di più. Almeno secondo Vittorio Sgarbi, storico e critico d’arte intervenuto a “Quarta Repubblica”, programma Mediaset, dove si è reso al solito protagonista di uno scontro con lo psicologo Meluzzi (che di arte crediamo ne capisca ben poco): «L’intervento dei pompieri è stati efficace.La guglia che è caduta è un’architettura del 1870. La tragedia è morale, sì, ma tutto è riparabile. Il crollo della cattedrale di Noto è stato più grave, in 10 anni l’abbiamo recuperata. Inoltre non ci sono morti, non c’è terrorismo. Questo pianto generale è inutile, è una tragedia legata a un simbolo perfettamente recuperabile. Non possiamo credere di non poter ricostruire qualcosa che è stato fatto nel 1800».

Ma non è tutto. Aggiunge Sgarbi: «Dobbiamo essere attenti la prossima volta che si fa un restauro a mettere le impalcature in sicurezza. Le fiamme sono divampate per un corto circuito nella struttura montata per il restauro».

A chi gli fa notare il valore simbolico dell’evento, Sgarbi ribadisce: «All’interno non ci sono opere antiche, ci sono i muri e alcuni affreschi del secondo 800. Le cose irreparabili sono quelle in cui perdi opere importanti e centrali nella cultura dell’occidente. Le vetrate di Notre Dame sono state finite nel 1967 e sono delle opere assolutamente triviali e di nessuna importanza. Lì non c’è nulla. Non è come una chiesa italiana che ha un palinsesto secolare. L’arredo è di strutture neogotiche, tipo E.T., cose scenografiche nessun capolavoro. Ma cosa abbiamo perso di Notre-Dame? Ditemi un nome, ditemi un monumento, una statua, una scultura. La corona di Cristo? E’ una reliquia finta. La parte importante è nelle due torri, restate intatti. Basta retorica, bisogna distinguere tra le opere d’arte e le cartoline».

Qui il video di Mediaset

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 16 Aprile 2019 e modificato l'ultima volta il 16 Aprile 2019

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