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L’INTERVISTA

3103, per non restare in silenzio. Tommaso Primo: “Dire cose scomode mi ha isolato ma non mi arrendo”

Musica | 13 Ottobre 2018
3103 è il nuovo lavoro discografico di Tommaso Primo che affronta temi più impegnati rispetto al precedente repertorio dell’artista di Marechiaro.  “Sveglia e cerca la verità, lotta e scegli la libertà” canta il “Superman napoletano”. Siamo andati a sentire i motivi di questa svolta, che ha portato Tommaso verso nuovi orizzonti che non sempre hanno provocato reazioni positive.
Nel tuo primo brano, “Alpha centauri 081” di questo tuo nuovo lavoro discografico, sembra forte in desiderio di mandare subito un messaggio nuovo, più forte. Perché?
“In questo disco osanno gli ultimi. Anche il superman napoletano è un super eroe che fa parte degli ultimi più che dei vincenti.  “Alpha centauri” è una stella che protegge gli ultimi, “081”è il nostro prefisso, il prefisso di una città in cui è viva la questione meridionale: un discorso molto complesso ma esistente e che può diventare pericoloso per l’aria politica che tira. Io personalmente ho fatto diverse battaglie in questa città e spero che chi ascolta 3103 possa approfondire questo discorso.
Nei testi di “3103” sei stato molto duro con la società in cui viviamo attualmente. Cosa ti ha spinto a prendere questa strada?
Intanto la voglia di non restare in silenzio. Io da piccolo ero un bambino strano, mi chiedevo sempre se in un epoca come quella del fascismo avrei mai avuto il coraggio di schierarmi contro quel regime. E questo è il mio piccolo atto di risposta a quel bambino, si l’avrei fatto non sarei rimasto fermo e in silenzio. Io penso che non siamo ancora nel nuovo regime ma ci stiamo avviando verso qualcosa che è molto molto simile a quello, soprattutto perché la gente non riesce più a ribellarsi come accadeva in quegli anni. Bisogna combattere, è giusto non sedersi dal lato di quelli che restano in silenzio ed io ho scelto di non restare in silenzio.
Parafasando de Andrè, vai insomma in “direzione ostinata e contraria”. Paghi un prezzo per questa scelta?
Questo disco mi ha fatto rimanere un po’ solo, nel senso che prima scrivevo canzoni più “leggere”, ma che comunque avevano un messaggio sociale. Oggi, invece, quel messaggio è diventato più pesante e quando dici certe cose ti crei delle inimicizie perché hai detto a voce alta quelli che sono i problemi della nostra città. Io credo che Napoli sia un punto di partenza e non un punto di arrivo.
Questa astonave di cui parli nel disco dove è diretta?
“L’astronave viaggia in giro per l’Italia, ed è una cosa che prima non succedeva, ci saranno delle date a Roma, Bologna e Milano. Questo disco è stato realizzato anche grazie al Ministero dei beni culturali, e li ringrazio veramente tanto: quando una parte dell’Italia che resiste dice che questo disco ha un valore culturale è comunque una bella cosa…
C’è un brano a cui sei legato di più?
“Hola Madre Natura. Mi piace più di tutti, anche se alla gente piace “Cassiopea”, “Kabul” ma a “Hola Madre Natura” sono legato particolarmente.
Da “Posillipo interno 3”  è passato un po’ di tempo. Tommaso ha rimpianti?
“Eh! Sai cosa mi dicono nella discografia? Che se fossi andato fuori a fare questa cose, questo tipo di musica ora sarei una pop star italiana. Però poi sarei stato meno combattente. Proprio oggi riflettevo su questa cosa: ho avuto diverse proposte e ho detto di no, perché ho deciso di restare e combattere, e piano piano questa tenacia nel restare sta dando i suoi frutti… vediamo.
Chiudi il tuo brano “La leggenda del superman Napoletano” con una frase importante… 
“E a chi le chiede ancora Ma che ce staje a fa? “Rispunnesse È n’onore a essere nato ‘ccà”, anche se io ho una canzone ancora più bella su Napoli, che non ho mai cantato, e sono sicuro che sarà una canzone che mi ripoterà al “popolare”.
Quindi ci sta dicendo che ci sarà un singolo?
No, non ancora, ho voglia di iniziare nuove scommesse, nuovi orizzonti. Sai in molti dicono hai perso quella tua semplicità, io non ho perso la semplicità, forse siete voi che non siete in grado di evolvervi, perché si deve dare sempre questa visione di Napoli, o’ napulitano, o’ mare… io mi sono rotto… ma certo, se dal mare ritornasse Pino allora sarebbe un’altra storia… 
Ciro Marigliano
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