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L’INTERVISTA

Alessio Sollo e l’orso ‘nnamurato. La creatività tra poesia e musica

Arte e artigianato, Cultura, Lingua Napoletana, Musica | 23 Gennaio 2019

Incontriamo Alessio Sollo, poeta, cantante e musicista che viene dalla scuola punk per parlare stavolta di scrittura e di com’è nata la collaborazione con il cantautore Claudio Domestico, in arte Gnut.  Dopo il brano “L’ammore ‘o vero”, fortunato frutto della loro collaborazione, i due hanno infatti proseguito con un altro progetto in comune: “L’orso ‘nnammurato”, un libro più un disco edito da “ad est dell’equatore.” “La mia passione per la poesia nasce da bambino – ci racconta Alessio – Mi piaceva scrivere in versi i miei pensieri, piuttosto malinconici per quell’età.  Un abitudine che ho ripreso da qualche anno con la sensazione consapevole che dovevano passare tutti questi anni, con le loro emozioni forti e le loro sane disfatte, per essere all’altezza della poesia”.

Leggendoti si trova una forte ricerca di musicalità, soprattutto nei testi in napoletano: quanto conta per te questo elemento?

Da qualche parte ricordo d’aver letto un pensiero attribuito a Leopardi circa l’inseparabilità tra musica e poesia. Non ho la certezza sia davvero un pensiero di Leopardi ma di sicuro è un pensiero che condivido appieno.

Parliamo della collaborazione con Gnut. Com’è nata e come si è sviluppata fino ad arrivare a L’orso ‘nnammurato?

Io e Claudio eravamo legati da un sincero rapporto di amicizia e stima reciproca, sebbene non ci frequentassimo spesso. Poi in un pomeriggio piovoso di ottobre di tre anni fa a lui venne la pazza idea di musicare dei miei versi appena pubblicati su Facebook. E così nacque L’ammore ‘o vero, sia la canzone, sia il sentimento artistico. E non ci siamo fermati più!

Cosa consiglieresti a un giovane autore?

Io orgogliosamente vengo dal punk e lo spirito più intimo e sacro del punk è spiattellare con misurata follia in faccia al mondo tutto quello di autentico che ti ribolle in corpo, nella testa e nel cuore attraverso la tua arte. Questo consiglierei.

Qual è il tuo rapporto con il presente, con l’epoca che stiamo vivendo?

Essere poeta comporta sempre una inarrestabile tendenza a rifuggire il presente, troppo spesso deludente, ma il giusto compromesso è talvolta il trattarlo e denudarlo, diciamo così, proiettandosi fantasticamente nel passato o nel futuro.

L’amore è al centro delle tue composizioni: quanto conta per te l’amore, nel tuo quotidiano? 

L’amore farebbe credere in Dio in un paese di atei, diceva Voltaire. E io umilmente ringrazio l’illuminato pensatore per avermi fornito la risposta migliore.

Domenico Carrara

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 23 Gennaio 2019 e modificato l'ultima volta il 23 Gennaio 2019

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