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L’INTERVISTA

Berlino 84: canzoni per ballare sotto la pioggia

Cultura | 17 Gennaio 2020

Fabio Picciocchi, in arte Berlino 84, è un cantautore avellinese che si ispira alla scena indie ma soprattutto ad artisti che hanno fatto la storia della musica italiana. La scorsa estate è uscito “Sotto la pioggia”, il suo primo singolo, e da pochi giorni è in rete il secondo, “Milano-Avellino” (trovate il link in basso). Proprio in vista di questo lancio abbiamo deciso di fare qualche domanda all’autore.

In “Sotto la pioggia” canti “Voglio vederti ballare sotto la pioggia/ che ad aprire l’ombrello sono tutti bravi”: è un invito ad affrontare la vita con meno costrizioni?

Sì, nella canzone invito ad affrontare le difficoltà con più leggerezza: i problemi affrontiamoli insieme come vengono perché gli altri sono sempre bravi a trovare tutte le soluzioni anche per quello che non conoscono. Può essere un invito a vivere con più istinto, la vita è già un continuo susseguirsi di problemi quindi meglio affrontarli un passo alla volta, senza ansia.

E il nuovo singolo?

Milano-Avellino parla di un amore come quelli di una volta, un po’ più romantico e meno social, diciamo. Una storia in cui si danno ancora i fiori e si va ancora al centro della città: magari compri una rosa piuttosto che mandare un cuore su Instagram o Facebook.

Musicalmente più o meno ti rifai alla scena indie.

Sì, diciamo che sono abbastanza indie. Per me indie è sinonimo di semplice, credo che alle basi del genere ci siano i cantautori, i vari Dalla, De André, De Gregori. Se prendiamo Cara di Lucio Dalla oppure Futura possono essere tranquillamente inserite nel contesto attuale, sembrano pezzi scritti oggi e non trent’anni fa.

Hai iniziato a scrivere presto, da adolescente.

Sì, ho iniziato a sedici anni. Perdemmo un amico a scuola, gli dedicammo la giornata della creatività e io in quell’evento, in quella giornata, scrissi un pezzo dedicato a lui. Si intitolava Vivere. Infatti credo che lui, nonostante tutto quello che è successo, abbia continuato a vivere nelle menti e nei cuori di tutti noi. E da lì non mi sono più fermato. Anche se i pezzi che scrivevo li tenevo per me o sulle mie pagine social, un progetto serio di inediti non l’avevo mai messo a terra prima di Sotto la pioggia. Forse ho iniziato tardi ma va bene così.

E il tuo nome d’arte da dove viene?

Berlino l’ho scelto cinque o sei anni fa perché ho nel cuore un artista internazionale, al di là dell’amore per il cantautorato italiano, ed è David Bowie. Berlino perché ho amato il suo periodo berlinese, su tutti Heroes e Life on Mars? che se non ricordo male è stato anche scritto in quegli anni.

Hai in progetto un album?

Sì, entro un anno dovrebbe uscire un album di otto nove tracce dove spero di inserire qualche collaborazione con artisti sia emergenti che più affermati. Spero di poterlo realizzare. Mal che vada uscirà comunque un album tutto mio.

Domenico Carrara

Un articolo di Domenico Carrara pubblicato il 17 Gennaio 2020 e modificato l'ultima volta il 17 Febbraio 2020

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