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L’INTERVISTA

Daniele Sanzone, frontman degli ‘A67: in arrivo il nuovo disco della band di Scampia

Musica | 6 Gennaio 2019

Daniele Sanzone, frontman del gruppo ‘A67, (gli altri elementi sono Enzo Cangiano, chitarre e programming e Gianluca Ciccarelli al basso, produttore artistico è Massimo D’Ambra) si racconta ai nostri lettori. Incontriamo Daniele a seguito del grande successo della loro cover Tuyo, famosa sigla di una delle serie più seguite al mondo, Narcos. Un viaggio nella sua Scampia e nei progetti che vedrà la band nuovamente in scena.

Daniele  da dove nasce l’idea di “napoletanizzare” la famosissima sigla di Narcos, Tuyo?

Come tanti ci siamo innamorati della serie prodotta da Netflix, e in particolare della colonna sonora, che trovo meravigliosa, anche perché sia per atmosfera che per passionalità poteva essere un brano napoletano… la canzone ha gli stessi accordi di “Passione” scritta nel 1934 da Libero Bovio, quindi mi sembrava proprio naturale farla in lingua napoletana.

Quanto è importante per voi esprimervi nella nostra lingua? Continuerete a farlo nel prossimo disco?

Il disco nuovo avrà due/tre brani e la TitleTrack sarà in lingua napoletana e vi posso anticipare che sarà un brano e video che faranno molto discutere. E’ un disco che avrà più pezzi in italiano, da sempre avevamo il desideri di confrontarci con la lingua italiane dove sono nate featuring come quella con Caparezza, ma di certo non abbandoneremo la lingua madre.

Parliamo pià a fondo di questo disco?

Ci stiamo lavorando e contiamo di pubblicarlo nei primi mesi del 2019. Ci saranno delle date live e ci rivedremo in giro, visto che manchiamo da qualche tempo.

La vostra musica nasce come “urlo di rabbia contro tutti”. Oggi cosa vi porta ad urlare ancora una volta? 

Chi ci governa, Salvini. Non ci riconosciamo in chi ci rappresenta e non abbiamo votato. Non ci riconosciamo in chi parla alla pancia della gente toccando tasti come odio, razzismo in modo becero, non ci piace. Come non ci piace la nostra città: per carità chi la governa è una persona onesta e non sfiorano paragoni, però a mio avviso resta ancora una città agonizzante, e questo ci fa male. Anche per questo prima ti dicevo che la title track del nostro prossimo lavoro farà discutere, e quindi sì, ancora oggi dobbiamo continuare ad urlare…

A67 acronimo di 167 la legge che ha portato alla costituzione di case popolari, in questo caso Scampia. Daniele come trovi oggi Scampia.

Bisogna prendere come punto di riferimento la “faida”, pre, durante e dopo. Se la guardiamo dal “dopo faida” Scampia è totalmente cambiata. Anche grazie ad uomini come Michele Spina (Dirigente della Polizia Di Stato) c’è stato un cambiamento radicale e paradossalmente anche grazie a “Gomorra” anche se io personalmente non ho mai condiviso la scelta di Roberto Saviano di scrivere la sceneggiatura della fiction, non mi piace la fiction, però bisogna riconoscergli il lavoro di “fare luce” che ha portato una grande boccata d’aria nuova e di cambiament. Adesso il marcio ritorna a galla: appena il livello si abbassa e si spengono le luci si ritorna indietro, stanno ritornando le piazze di spaccio, che pure se non sono per nulla paragonabili a quelle dei “tempi d’oro” mi fanno ugualmente paura.

Scampia è territorio che sfornato talenti di ogni tipo, dalla musica allo sport, ma spesso troppo spesso viene ricordata solo ed esclusivamente per la criminalità e degrado, non trovi ingiusto questo trattamento?

Paradossalmente Scampia è stata fortunata e ti spiego il perché: negli ultimi anni Scampia ha ricevuto un’attenzione mediatica che altre zone di Napoli non hanno avuto, zone che stanno forse anche peggio di Scampia: mi riferisco a Ponticelli, Barra, Caivano… quindi ti dico sì, è ingiusto, ma forse se mettiamo sul piatto della bilancia i fatti a noi è andato meglio di quanto pensassimo. Anche se non basta, non possiamo accontentarci. Diciamo che a me piacerebbe vedere la mia terra meno sul giornale ma con scuole che aprono, ragazzi che trovano un posto di lavoro, padri di famiglia con stipendi più dignitosi.

Ciro Marigliano

Un articolo di Ciro Marigliano pubblicato il 6 Gennaio 2019 e modificato l'ultima volta il 6 Gennaio 2019

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