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L’INTERVISTA

Fabio, dai Quartieri Spagnoli: “Così Golia ha manipolato le mie parole”

Attualità | 23 Aprile 2020

Abbiamo raggiunto telefonicamente Fabio, il giovane che aveva rilasciato delle dichiarazioni a Giulio Golia nel servizio trasmesso l’altro ieri sera dalle Iene, impacchettato ad arte per dare una visione contorta della realtà e della solidarietà partenopea. Ieri mattina in una diretta con Fabio Zizolfi sulla Radio dei Quartieri Spagnoli, Fabio aveva già raccontato la sua, come ci ha poi confermato in questa intervista.

Fabio  non è un incapace né uno stupido. Anzi, sa parlare con cognizione di causa anche di argomenti impegnativi e sa esprimersi anche molto correttamente. Sicché, quando ha visto il servizio si è sentito preso in giro, e ciò che ne è risultato è stata, come conseguenza, una valanga di offese e attacchi sui social, mentre lui stava solo descrivendo Napoli coi suoi pregi e difetti: e tra le varie affermazioni, c’è stata una provocazione precisa che ha continuato a ripetere lo stesso Golia, un tranello nel quale il ragazzo è cascato con una finalità ben precisa.

Fabio, qual è la tua verità, ossia ciò che hai realmente dichiarato?

La verità è che io ho detto “La vogliamo chiamare camorra? Chiamiamola camorra” perché lui insisteva, ma non intendevo dire che era il solo mezzo esistente, anzi, prima di quel momento avevo spiegato che già altri si stavano impegnando per la distribuzione dei pacchi; a un certo punto l’ho voluto stuzzicare io perché volevo vedere cosa mi replicasse; poi, ripensandoci, ho capito che avrebbero finito col ricostruire quello che avevo detto per ottenere un’intervista a modo loro. Quando l’altro ieri mattina gli amici mi hanno detto: “Stasera esci in televisione, diventi famoso” io, avevo risposto: “vedrete che divento famoso all’incontrario”. E così è stato. Ma non era tutto ciò che avevo detto.

Quindi cosa hanno tagliato del servizio?

– Quasi tutto. Solo il 20 per cento di quanto ho detto è stato messo nel servizio, che è stato tagliato ad arte su un’unica frase, forse pronunciata con leggerezza da parte mia.  E’ chiaro che si è voluto procedere con un taglio forzato delle mie parole. Credo che si chiami strumentalizzazione: più che quello che ho detto, è venuto fuori quello che non ho detto. A Golia ho parlato delle varie forme di soccorso, dell’importante impegno del volontariato e della solidarietà vera. Di contro lui ha voluto inserire la carità pelosa. E siccome a questo tipo di solidarietà Golia voleva dare un nome ben preciso, ho risposto: “La vogliano chiamare camorra? Chiamiamola Camorra” ma non era che uno dei mezzi a cui, in assenza di supporti economici dello Stato, la gente può dover ricorrere per “mettere un piatto a tavola”. Stavo spiegando che a Napoli come ovunque ci sono pregi e difetti, ma avevo sottolineato la generosità della gente comune. Però la mia dichiarazione è diventata un’arma che è stata immediatamente utilizzata ad arte in fase di montaggio perché risultasse chiaro a tutti quelli che ascoltavano che chi si sta impegnando per la città non sono tanto le associazioni di volontariato quanto la malavita organizzata. In questo senso loro sono professionisti, sanno come tagliare e come montare un video, ovviamente… Ho fatto una diretta stamattina su Radio Quartieri con molte migliaia di visualizzazioni in cui ho smentito tutto.

Ti sei sentito preso in giro, Fabio?

– Sì, tantissimo, ora mi stanno attaccando sui social, e sono costretto a giustificarmi. Sono profondamente indignato di quanto è successo, credimi, perché la mia Napoli me la difendo in tutti i modi.

Sergio Valentino

 

 

Un articolo di Sergio Valentino pubblicato il 23 Aprile 2020 e modificato l'ultima volta il 23 Aprile 2020

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