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L’INTERVISTA

Il geologo Caniparoli: “Incurabili, subito indagini vibrometriche per capire l’impatto della Metro”

Beni Culturali | 18 Aprile 2019

Riccardo Caniparoli è un geologo, grande studioso ed esperto delle cavità sotterranee della città di Napoli (e non solo). Lo interpelliamo perché oggi alcuni quotidiani pongono l’accento sul “cimitero degli Incurabili” la cavità vuota sotto il complesso di Caponapoli che conserverebbe i resti degli antichi malati dell’ospedale e che, secondo alcuni, potrebbe essere la causa del cedimento in corso nella Farmacia storica.

“Ripeto da sempre – ci spiega subito – che bisogna capire quali sono le cause che hanno provocato le problematiche in corso e intervenire su queste» premette prima di raccontare un po’ di storia toponomastica di quell’area.

“Dobbiamo fare qualche passo indietro e parlare della toponomastica di Napoli – aggiunge – E in particolare di via Nilo che si chiama così perché qui passava l’antico Sebeto che partiva dalle Fontanelle, dove appunto c’erano le sorgenti dell’antico Sebeto, e scaricava a valle, a  San Pietro Martire, dove oggi c’è la facoltà universitaria di Lettere”.

Celano ed il Carletti attribuiscono la fine del Sebeto all’urbanizzazione selvaggia e a fenomeni naturali quali eruzioni e terremoti che hanno sconvolto il territorio napoletano. Raccontano che il 15 novembre del 1343, (lo testimonia anche Petrarca) si verificò un “orribile terremoto” in seguito al quale il mare si alzò fino e giungere a San Marcellino dove è oggi la facoltà di Geologia. Cessato il terremoto “il mare dopo ore otto tornossene nel suo letto, lasciando interrato il porto di mezzo con una distesissima spiaggia attorno, in cui le arene alluviate giunsero a quasi 8 braccia d’altezza, di talché alcune case, che erano presso del porto, ed al di là dell’Acquaro (una zona verso l’attuale Mezzocannone, allagata a “lagno o fusaro” e alimentata dal Sebeto, dove si macerava la canapa) rimasero talmente interrate nell’arena, che le genti vi entravano ed uscivano per le finestre”.

Un lago che dava anche il nome ad una chiesa, S. Pietro a Fusariello, abbattuta durante il risanamento per costruire sulla sua area l’Università Centrale, e che, racconta ancora il professore, “fu bonificato da Carlo I d’Angiò che, per evitare il fetore dei lini messi là a marcire, spostò tale lavorazione più ad ovest della città alle foci di un altro fiume, deviando il Sebeto verso il Rubeolo, che sfociava nel mare dopo il Ponte della Maddalena e quìndi fuori le mura angioine, ben lontano dalla città greco-romana ed ancor più da Partenope. Ma l’antico Sebeto è rimasto. E tutte le problematiche nascono da lì…”.

Via Nilo, spiega ancora il geologo, è così alta grazie alle eruzioni successive: è il grand canyon di quella zona, vicina a Caponapoli e agli Incurabili.

“Quando si sono andati a fare i lavori in sotterranea per le metropolitane si sono modificate le situazioni del sottosuolo, a cominciare dai lavori recenti della metro a piazza Garibaldi, e via via lungo tutto il percorso della linea 1. Il grosso problema nasce da qui, dalle modificazioni delle circolazioni idriche sotterranee. E su questo io farei delle verifiche. Bisogna individuare le cause di questo fenomeno che sta danneggiando gli Incurabili dopo 400 anni. Incurabili che non hanno subito danni nemmeno durante i bombardamenti di Napoli. Domandiamoci insomma come mai il complesso sta avendo dei danni così profondi proprio oggi”.

Caniparoli porta come esempio, per farci capire cosa sta accadendo secondo il suo giudizio di esperto, il terremoto de L’Aquila, di dieci anni fa e il cedimento del palazzo del Governo nella città abruzzese. E fa notare che la presunta cavità vuota sotto gli incurabili, quella del “cimitero” sta lì da 500 anni. “Sarebbe dovuto cadere 200-300 anni fa se il problema fosse stato quello. Invece quella cavità non è più stabile proprio perché ci sono stati i lavori della metro. E vi spiego subito perché faccio l’esempio di L’Aquila, colpita da molti terremoti: il palazzo della Prefettura era sempre lì fino al 2009, quando c’è stato l’ultimo terremoto. Nel 2009 però ha ceduto perché in quelle vicinanze si era creato un parcheggio sotterraneo, dunque una cavità. In una situazione di terremoto (o di vibrazioni) la cavità non fa altro che da cassa armonica e aumenta le vibrazioni. Ed è questo il motivo dell’implosione del palazzo della Prefettura lì: il vuoto vicino al palazzo ha amplificato la forza delle vibrazioni. Gli incurabili credo si stiano sgretolando per lo stesso motivo…”

Caniparoli ricorda anche che a Milano, dove la metro passa a pochissimi metri sotto il duomo, i macchinisti sono obbligati a rallentare proprio per non creare traumi all’edificio simbolo della città. A Napoli, dove la metro passa a 20-22 metri sotto il livello del mare, la situazione è ancor più rischiosa: “le vibrazioni più sono profonde più creano problemi, specialmente in un territorio vulcanico come il nostro. E vengono riflesse in superficie, con effetto a cono, esattamente come accade per un terremoto. Se il terremoto arriva dal profondo, la vibrazione è più forte e l’area interessata più ampia. In questo caso parliamo dell’area che va da Piazza Dante, Sant’Anna dei Lombardi, piazza Borsa, Corso Umberto…circondando in pratica tutto il centro storico: una circolazione che produce al complesso e al blocco dove si trova tutta la città greco romano dei fenomeni indotti. Tant’è vero che se andate a Sant’Anna dei Lombardi, dove c’è la famosa deposizione del cristo morto con figure di terracotta, vi accorgerete che molte si stanno sgretolando per effetto delle vibrazioni indotte dalla metropolitana”. E problematiche di staticità, come sappiamo, aggiungiamo noi, riguardano tutta l’area di Caponapoli, in particolare quella del Monastero delle 33 le cui mura si stanno squarciando davanti ai nostri occhi, giorno dopo giorno,

La soluzione? “Ci potrebbe essere, ma bisogna capire cause. Intanto bisognerebbe procedere immediatamente ad indagini vibrometiche per capire quali sono  le propagazioni indotte, sia dal traffico della metro in profondità che dal traffico circolazione autoveicolare in superficie. E’ inutile insomma, andare a cercare il sesso degli angeli. Bisogna capire  questa cavità del cimitero degli incurabili come reagisce alle vibrazioni indotte… bisogna capire questo prima di dire delle cose che non hanno fondamento scientifico”.

Lucilla Parlato

 

 

 

Un articolo di Lucilla Parlato pubblicato il 18 Aprile 2019 e modificato l'ultima volta il 18 Aprile 2019

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