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L’INTERVISTA

Le sette trans candidate con De Magistris: “Da Napoli la battaglia per i diritti”

Diritti e sociale, Identità, NapoliCapitale, Politica | 10 Maggio 2016
foto roberta basile
Nella foto: Stefania Zambrano, Loredana Rossi, Nunzia Lo Preiato, Alessia Becchimanzi, Vittoria Sarnacchiaro e Carmen Russo. (Foto Roberta Basile/Kontrolab – Tutti i diritti sono riservati)

Scendono in campo con Luigi De Magistris le transessuali partenopee, grazie all’ATN, l’associazione transessuale di Napoli. Sono sette candidate per altrettante municipalità. Le incontriamo a casa di Loredana Rossi, vicepresidente del gruppo, che vive sulle scale intitolate all’astronomo Giuseppe Piazzi  che furono set di Ieri oggi e domani, film premio Oscar nel ‘63 diretto da De Sica, nell’episodio della contrabbandiera gestante con Sophia Loren.

E come Sophia, loro, con le loro storie difficili e la loro forza, trasmettono l’energia di chi ce l’ha fatta: a resistere a testa alta in un mondo dove sono ancora discriminate, dove non riescono – operate o meno – a lavorare normalmente e a conquistare uguaglianza e opportunità: dove non a tutte è consentito, insomma, avere le stesse chance degli altri. La loro battaglia, dunque, non è tanto per i diritti civili, battaglia che ovviamente condividono e abbracciano, quanto per i diritti sociali, quelli più elementari: quello alla casa, al lavoro, alla salute, tanto per elencarne alcuni dove vivono il disagio di donne che hanno dovuto adattarsi a un corpo di maschio, discriminate come persone prima di tutto.

“A Napoli – spiega Loredana Rossi, vicepresidente Atn – esiste la più numerosa comunità trans del Mediterraneo. La candidatura di sette transessuali non poteva che partire da qui, dopo cinque anni di amministrazione De Magistris, sempre sensibile alle istanze gay e lgbt, primo sindaco in Italia che ha pensato alla trascrizione delle unioni civili, sempre presente alle nostre manifestazioni e ai nostri cortei, sempre in ascolto delle nostre problematiche. E poi a Napoli i femminielli sono storia: non dimentichiamo che hanno fatto la resistenza, cacciando i fascisti, a San Giovanniello. Non dimentichiamo che durante la guerra erano le trans a reggere le redini della casa: i maschi partivano, le donne lavoravano al loro posto, i femminielli si occupavano dei bambini”.

Già Napoli: città dell’accoglienza e dei diritti che ancora una volta, anche con questa candidatura plurima, dà prova di civiltà, di apertura. Saliamo quelle scale meravigliose, dentro alla Sanità, già felici Roberta Basile – amica e fotografa di Kontrolab con la quale ultimamente lavoro spesso fianco a fianco – ed io, perché per noi è un privilegio poter raccontare la storia di queste persone e la loro battaglia nella città che tutte noi amiamo ed essere custodi – grazie anche a Peppe Manzo – della loro fiducia. Saranno due ore di chiacchiere, confidenze, foto, video, appunti, scambi di contatti fb, risate. Persone che incontrano altre persone, che entrano subito in affinità e ne condividono le finalità. Persone appunto, come queste trans a volte non sono trattate dal resto del mondo. E qui, sulle scale di Sophia, mettiamo in piedi il nostro lavoro, come sempre. Cercando di capire cosa ha spinto tutte loro a mettersi in gioco con De Magistris.

“Sarà una battaglia per i diritti di uguaglianza dei trans” ci spiega subito e con decisione Vittoria Sarnacchiaro, candidata all’VII municipalità, Scampia, la più giovane del gruppo. E sintetizza bene l’intento anche delle altre.

Sono sette persone con storie molto diverse, come Sabrina Cerasuolo, candidata alla X, Fuorigrotta-Soccavo (l’unica assente al nostro incontro) o Stefania Zambrano, candidata alla IV municipalità, nota non solo a Napoli per organizzare Miss Trans Europe e intenzionata ad aumentare le iniziative di inclusione delle transessuali. “Il mio concorso ha aiutato in questo senso tante di noi – racconta – a superare le discriminazioni”.

O Alessia Becchimanzi, che durante questi anni di giunta de Magistris ricorda i progetti di avviamento al lavoro, incentivati dal consigliere delle Pari Opportunità Simonetta Marino, indirizzati proprio ai trans e ai quali ha partecipato lei per prima (“riacquisendo fiducia e autostima, oltre a iniziare a lavorare” mi spiega). Alessia ha subito discriminazioni nella sua carriera universitaria, dove è entrata con sembianze maschili. Poi la trasformazione che, ancora oggi, le provoca problemi anzitutto con la sua famiglia, che affronta con coraggio e determinazione, speranzosa che prima o poi accettino le sue scelte di vita. “Perché la mia famiglia – spiega – comunque è il mio pilastro e spero che prima o poi capirà quanto è importante che mi amino per ciò che sono”. O Nunzia Lo Preiato, candidata alla III,  per lo Stato italiano donna, dopo l’operazione, sposata da 25 anni che ricorda che “operate o meno le trans sono ancora discriminate nel lavoro o nella sanità”. Più tardi, dentro casa e dopo le foto e i video, davanti a un caffè, ci racconterà con il sorriso sulle labbra – perché le trans hanno questa magnifica autoironia che potrebbe essere un modello per molti – quando fu spedita in ginecologia invece che in urologia. Storie di disagio quotidiano, vissute ormai con quella naturalezza di chi ne ha viste troppe e non si scoraggia più di fronte a nulla. E poi l’unione fa la forza. E questa candidatura in fondo è anche la vittoria di chi ha saputo far gruppo e dunque è riuscita a sostenersi vicendevolmente, grazie anche all’Associazione transessuale di Napoli, che tanto lavora contro le discriminazioni e per l’inclusione. Partenope “è una città che è sempre stata accogliente – giura Nunzia – e scarsamente omofobica dove il femminiello, che fa parte della storia appunto di Napoli, è sempre esistito. Ma i problemi ci sono anche da noi”. Da qui la convinzione, di tutte, che anche nel mondo transessuale è da Napoli che può partire il cambiamento. Cambiamento che, giura Carmen Russo, candidata alla VII municipalità (Miano), è già visibile sul fronte dei servizi come dell’inclusione sociale. Ma molto c’è ancora da fare e le sette trans napoletane intendono dar voce, a Napoli, alla propria categoria che, nel 2016, ancora fatica per la parità, per i diritti uguali, per le cose più elementari che uno Stato dovrebbe garantire allo stesso modo per ciascun cittadino. “E’ una battaglia da fare insieme, convintamente – dice Carmen – che dobbiamo vincere per tutte noi. Ma  anche per la città, che spero confermi Luigi De Magistris”. “E’ grazie a lui – conclude Loredana, la portavoce di tutte – che Napoli in tema dei diritti è all’avanguardia in Europa. E non possiamo che essere al suo fianco anche per questo”.

Lucilla Parlato

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 10 Maggio 2016 e modificato l'ultima volta il 10 Maggio 2016

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