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L’INTERVISTA

Paquito Catanzaro e 8 e un quarto: un libro per sorridere e sognare

Cultura, Libri | 23 Maggio 2019

Incontriamo l’attore e scrittore Paquito Catanzaro, classe ’81, per intervistarlo sul suo ultimo libro edito da Homo Scrivens, nota casa editrice partenopea.

“8 e un quarto – La storia irresistibile del telepanettone per perfino Fellini avrebbe voluto dirigere”. Come nasce questo titolo geniale?

Nasce dal mio desiderio di trovare un titolo che facesse ridere e dalle straordinarie intuizioni di due scrittori, Gianluca Calvino e Aldo Putignano, che mi hanno supportato in questo progetto fin dal principio. Abbiamo riscritto decine di titoli di film famosi e questo, senza dubbio, era quello che ci ha fatto più divertire.

Quale storia è racchiusa nelle pagine della tua ultima fatica letteraria?

Questo romanzo parla di desideri. Quelli di Flavio Miraglia, un regista che vuol diventare l’erede di Federico Fellini; quelli del cast di “O Vesuvio ‘nnammurato”, pronti a mettersi in gioco davanti alle telecamere; quelli di Claudio Maria Brambati, un produttore che vorrebbe spendere, per questa produzione, 1 euro in meno rispetto alle previsioni. Dulcis in fundo, il mio desiderio: scrivere un romanzo che facesse sorridere e sognare.

Giocando con l’autore

Nel testo emergono numerosi spunti di riflessione. Ti dirò una parola per volta, continua tu “scrivendo a flusso di coscienza” rapportandola al tuo libro, vediamo che succede.

Prima parola: “umiltà”: Elemento indispensabile per affrontare qualsiasi professione. Non bisogna mai sentirsi appagati e, soprattutto, non bisogna mai montarsi la testa.

Seconda parola: “marchette”: Per chi, come me, ha fatto e fa gavetta nel mondo dello spettacolo, è facile familiarizzare con una parola del genere. Esistono “marchette a fin di bene” (più di una volta mi è capitato di omaggiare gli sponsor durante un programma oppure un evento), che fanno ridere e fanno riempire la pancia (nel vero senso della parola). Esistono poi Marchette, ovvero viscidi compromessi dei quali – per fortuna – non sono mai stato vittima.

Terza parola: “porno”: Una vera e propria passione. Guardo film porno dall’adolescenza e ne sono diventato un cultore. Storcano pure il naso i ben pensati, non c’è nulla di male. In fondo è una forma d’arte anche questa, oltre che un’ottima fonte d’ispirazione per i momenti di solitudine o per sorprendere la partner.

Adesso mi fermo qui con il giochino delle parole. Procediamo con un’intervista più standard. Stavi pensando che il sistema delle parole lanciate a caso è una bella trovata per impegnarmi il meno possibile?

A dire il vero mi stavo divertendo, ma stavo pure continuando a pensare ai porno, pertanto meglio cambiare domande.

Torniamo sul testo. Ad un certo punto del racconto affidi al momento onirico una serie di riflessioni sull’amore per la recitazione e la capacità di saper far ridere. Compare infatti Vittorio De Sica da un lontano passato. Cosa rappresenta il Maestro De Sica nella tua formazione?

Anni fa lessi la biografia di Vittorio De Sica e ne rimasi colpito. Un uomo di una grandezza assoluta, un professionista di un’umiltà incredibile. Uno che s’è messo in discussione ogni giorno senza mai montarsi la testa. Ha diretto film da Oscar – che ha quasi sempre autofinanziato – tuttavia viene ricordato per commedie all’italiana delle quali andava fiero, poiché rappresentavano in pieno il concetto di intrattenimento. Con le dovute proporzioni, mi ritrovo in De Sica: abbiamo in comune il senso del sacrificio per affermarci come artisti e l’amore per la professione.

Quanto ha influito la tua esperienza nel mondo del teatro per la stesura di “8 e un quarto”?

Questo – più degli altri – è un romanzo “vissuto”. Molto di quel che si legge è accaduto veramente e, assai spesso, sono stato il protagonista di questa o quella scena. Considero questo libro un omaggio a tutte le persone con cui ho avuto il piacere di lavorare e con le quali ho condiviso esperienze meravigliose.

I personaggi che hai delineato si prestano a futuri sviluppi. C’è la possibilità di ritrovarli in uno dei tuoi prossimi lavori?

Non so bene quando e in quale modalità, tuttavia Dolly, l’onorevole Vallifuoco, Claudio Maria Brambati e Libero Magri torneranno. C’è ancora tanto da raccontare sul loro conto.

Maura Messina

Un articolo di Maura Messina pubblicato il 23 Maggio 2019 e modificato l'ultima volta il 23 Maggio 2019

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