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LO SCANDALO

Arrestata la custode di Villa Livia: trafugava e rivendeva quadri e statue

Attualità, Beni Culturali | 16 Luglio 2019

Da quando ha “ereditato” la gestione di Villa Livia (che è nel patrimonio del Museo Filangieri) il direttore del Museo, Paolo Iorio, ha cercato di fare un censimento di quanto restava nel piccolo spazio di Parco Grifeo, donato appunto alla città dagli ex proprietari.

Nei primi mesi del 2018, però, ha presentato una denuncia ai carabinieri. Da una ricognizione di tutti i beni presenti all’interno della Villa, troppi mancavano all’appello.

Sapevamo delle indagini in corso perché nei mesi scorsi avevamo fatto un sopralluogo all’esterno della villa ed eravamo stati aggrediti dalla sua custode che quasi quasi era infastidita anche dall’avvicinarci al cancello esterno e lo avevamo segnalato proprio a lui che ci aveva, appunto, detto della denuncia.

A quanto pare la denuncia era giustificata: Maria Grazia Mazzarella, la custode, 49 anni, è stata arrestata oggi. Si è svenduta il patrimonio di Villa Livia. Inviava ai potenziali acquirenti un campionario fotografico delle opere ‘disponibili’. Poi vendeva quadri e opere ad alcuni antiquari della città e ai collezionisti del settore, concordando i prezzi e affidando la consegna ai due figli minorenni.

Tra i reperti portati via, anche un capitello in pietra formato da due frammenti con decorazione a foglie risalente al I secolo avanti Cristo, rubato e poi recuperato dai carabinieri in una perquisizione del 16 luglio 2018.

Contestualmente alle misure cautelari (due in carcere, tre ai domiciliari e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria), oggi sono stati eseguiti anche 8 decreti di perquisizione nei confronti di acquirenti. Il reato contestato è associazione a delinquere finalizzata al furto e alla ricettazione di opere d’arte.

In tutto sono sei le misure cautelari emesse dal gip di Napoli e dal gip del tribunale per i Minorenni partenopeo per la spoliazione di Villa Livia, il museo di Napoli che ha ospitato anche la le riprese di una puntata della prima serie dei “Bastardi di Pizzofalcone e del film ‘La paranza dei bambini’.

La Mazzarella e la sua organizzazione, formata dal marito e dei figli minorenni, hanno permesso che 22 dipinti di scuola napoletana del XVIII secolo e del XIX secolo e 15 sculture di bronzo, ma anche marmi, maioliche e argenti andassero via da quel sito e finissero nelle case di collezionisti.

Le opere sono state portate via da ottobre 2017 ad agosto 2018. Venduti a un costo che va dai duecento euro ai duemila euro pezzi che valevano molto di più.

Uno scempio. Forse fermato con questa operazione. Ma sul futuro di Villa Livia, che comunque è in decadenza perché richiede importanti lavori di manutenzione, le ombre sono ancora tante…

 

Lucilla Parlato

Un articolo di Identità Insorgenti pubblicato il 16 Luglio 2019 e modificato l'ultima volta il 16 Luglio 2019

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